La Commissione europea ha concesso a 235 progetti energetici transfrontalieri lo status di Progetti di Interesse Comune (PCI) e di Progetti di Interesse Reciproco (PMI), la seconda lista dall’avvio del nuovo ciclo nel 2023. I progetti selezionati potranno candidarsi ai finanziamenti del Connecting Europe Facility (CEF-Energy) e beneficeranno di procedure autorizzative e regolatorie accelerate.
L’obiettivo è rafforzare le interconnessioni energetiche tra Stati membri e paesi vicini, avvicinando il completamento dell’Energy Union e contribuendo, al tempo stesso, a competitività, decarbonizzazione e sicurezza energetica. Secondo uno studio della Commissione, i fabbisogni di investimento nelle infrastrutture europee di elettricità, idrogeno e CO₂ sfioreranno i 1.500 miliardi di euro tra il 2024 e il 2040.
In breve
- La nuova lista Ue comprende 235 progetti energetici transfrontalieri riconosciuti come strategici (PCI e PMI).
- I progetti avranno accesso a procedure autorizzative accelerate, corsie preferenziali regolatorie e potranno candidarsi ai fondi CEF-Energy.
- Nel pacchetto figurano 113 progetti su elettricità e reti intelligenti, 100 su idrogeno ed elettrolizzatori, 17 su infrastrutture di trasporto CO₂ e 3 smart gas grids, oltre a 2 collegamenti gas con Malta e Cipro.
- Sei dossier coinvolgono direttamente l’Italia: dorsale nazionale dell’idrogeno, hub CO₂ Callisto nel Mediterraneo, interconnessioni elettriche Lienz-Veneto e SACOI 3, gasdotto idrogeno-ready Malta–Gela e collegamento HVDC ELMED Sicilia-Tunisia.
- L’iniziativa si inserisce nel quadro del regolamento TEN-E rivisto nel 2022 e del rafforzamento del bilancio CEF-Energy proposto per il periodo 2028-2034.
Cosa sono i PCI e i PMI e perché contano
I Progetti di Interesse Comune (PCI) sono grandi infrastrutture energetiche transfrontaliere pensate per completare il mercato interno dell’energia e contribuire agli obiettivi climatici europei: energia accessibile, sicura e sostenibile per cittadini e imprese, con la neutralità climatica al 2050 come traguardo.
I Progetti di Interesse Reciproco (PMI) riguardano invece infrastrutture tra l’Ue e paesi terzi, quando l’opera contribuisce in modo rilevante agli obiettivi energetici e climatici tanto dell’Unione quanto del paese partner.
Essere inseriti nella lista comporta una serie di vantaggi:
- corsia preferenziale autorizzativa, con limite vincolante di tre anni e mezzo per il rilascio dei principali permessi;
- sportello unico nazionale, con un’autorità competente che coordina le procedure;
- valutazioni ambientali più snelle, pur nel rispetto dei criteri di tutela;
- meccanismi per l’allocazione dei costi tra gli Stati che beneficiano dell’opera;
- ammissibilità ai fondi CEF-Energy, sia per studi sia per lavori.
La selezione avviene all’interno di gruppi regionali e tematici previsti dal regolamento TEN-E, con la partecipazione di Stati membri, autorità di regolazione, gestori di rete (elettricità, gas, idrogeno, CO₂), agenzie europee e stakeholder, sulla base di analisi costi-benefici e di un criterio di sostenibilità obbligatorio per tutte le categorie di progetti.
La nuova lista: 235 progetti per la rete energetica europea
La lista approvata dalla Commissione comprende in totale 235 progetti. Nel dettaglio:
- 113 progetti elettrici, tra cui interconnessioni, 24 progetti di accumulo, 6 smart grids e 19 infrastrutture offshore per collegare l’eolico in mare e altre rinnovabili alle reti di trasmissione;
- 100 progetti su idrogeno ed elettrolizzatori, che includono 51 dorsali e gasdotti, 9 terminali, 18 sistemi di stoccaggio e 22 elettrolizzatori per produzione e integrazione di idrogeno a basse emissioni;
- 17 progetti di infrastrutture per il trasporto di CO₂, funzionali allo sviluppo di filiere di cattura e stoccaggio;
- 3 progetti di smart gas grids per digitalizzare e modernizzare le reti del gas naturale;
- 2 collegamenti gas di lunga data che integrano Malta e Cipro nella rete europea continentale.
La lista comprende anche 25 PMIs che coinvolgono paesi come Ucraina, Regno Unito, Svizzera, i Balcani occidentali, diversi paesi nordafricani, Norvegia e Georgia.
Queste opere sono considerate strategiche non solo per integrare quote crescenti di rinnovabili, ma anche per sostenere il Clean Industrial Deal, rafforzando la competitività dell’industria energivora e del settore cleantech europeo, e per contribuire agli obiettivi del piano REPowerEU di uscita dai combustibili fossili russi.
Sul fronte dei finanziamenti, dal 2014 il CEF-Energy ha già mobilitato 8 miliardi di euro per progetti bandiera. Nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la Commissione ha proposto un incremento di circa cinque volte del budget CEF-Energy, da 5,84 a 29,91 miliardi di euro.

L’Italia nella mappa dei progetti strategici
All’interno della lista, diversi progetti collocano l’Italia in posizione di snodo tra Mediterraneo, Europa centrale e Nord Africa. Si tratta di interventi su idrogeno, CO₂, elettricità e gas, con ricadute dirette sulla transizione energetica nazionale e sulle opportunità industriali nei prossimi anni.
Dorsale italiana dell’idrogeno
L’Internal hydrogen infrastructure in Italy (Italian H2 Backbone), promosso da Snam Rete Gas, prevede la realizzazione di una dorsale dedicata al trasporto di idrogeno, basata in larga parte sul riuso di infrastrutture esistenti.
Il progetto contempla la messa in esercizio di circa 1.920 km di rete, per il 75% riconvertita e per il 25% di nuova costruzione. La dorsale consentirà:
- import di idrogeno al punto di ingresso di Mazara del Vallo fino a 4,4 milioni di tonnellate l’anno (448 GWh/giorno);
- ulteriori import dalla frontiera austriaca fino a 1,7 milioni di tonnellate l’anno (168 GWh/giorno);
- esportazioni verso l’Austria fino agli stessi livelli (1,7 Mt/anno; 168 GWh/giorno).
La struttura si articola in una dorsale Sud-Nord, da Mazara del Vallo al nodo di Minerbio, e in una dorsale Est, che da Minerbio arriva al confine italo-austriaco di Tarvisio. Sono previste due stazioni di compressione per un totale di 100 MW, con la possibilità di salire fino a 500 MW a seconda dell’evoluzione della domanda interna di idrogeno. L’entrata in esercizio è indicata al 31 dicembre 2029.
Callisto: hub CO₂ nel Mediterraneo tra Francia e Italia
Il progetto Callisto – Development of multi-modal CO₂ hubs in the Mediterranean punta a creare un sistema integrato per raccogliere, trasportare e stoccare in modo permanente CO₂ antropogenica nel Mediterraneo.
Il consorzio, che riunisce numerosi operatori industriali e infrastrutturali francesi e italiani, prevede:
- in Francia, una rete di gasdotti dedicati per aggregare le emissioni dei poli industriali della Valle del Rodano e dell’area Fos-Marsiglia;
- in Italia, diversi gasdotti dedicati nell’area di Ravenna, Ferrara e Marghera e due condotte offshore verso i giacimenti di stoccaggio;
- un CO₂ hub a Fos-Marsiglia con impianti di liquefazione, stoccaggio e conversione;
- il Ravenna Hub, con infrastrutture di ricezione, stoccaggio e iniezione verso i campi offshore di Ravenna CCS.
La quantità di CO₂ evitata e stoccata è stimata in 128 milioni di tonnellate in 23 anni di esercizio, con una rampa da 2 a 6,4 milioni di tonnellate annue nei primi 6 anni. L’avvio è previsto nel 2029, con la possibilità di estendere nel tempo la cattura a ulteriori bacini industriali in Francia, Italia e altri paesi.
Nuove interconnessioni elettriche tra Italia, Austria, Corsica e Sardegna
Sul fronte elettrico, la lista comprende la ricostruzione dell’interconnessione in corrente alternata a 220 kV tra Lienz (Austria) e il Veneto, promossa da Terna e Austrian Power Grid. Il progetto prevede il rifacimento di circa 140 km di linea e l’adeguamento dei sistemi di regolazione della potenza, portando la capacità di transito a circa 800 MW e aumentando di 500 MW la capacità di scambio tra Italia e Austria. La messa in servizio è indicata al 2035.
È inoltre incluso il progetto SACOI 3, nuova interconnessione HVDC fra Italia continentale, Corsica e Sardegna che sostituirà l’attuale SACOI 2 a fine vita. Il collegamento, lungo circa 400 km tra linee aeree, cavi interrati e cavi marini, prevede nuove stazioni di conversione a 200 kV in Corsica, Toscana e Sardegna. La potenza nominale sarà di 400 MW tra continente e Sardegna, con la possibilità per la Corsica di prelevare fino a 100 MW a Lucciana in condizioni normali. L’entrata in esercizio è prevista nel 2029.
Gas e idrogeno tra Malta, Sicilia e Tunisia
In ambito gas, la lista conferma il progetto di connessione di Malta alla rete gas europea tramite un gasdotto idrogeno-ready con l’Italia. L’interconnessione, promossa da Interconnect Malta Ltd, collegherà Delimara a Gela con una condotta di circa 159 km (151 km offshore, 7 km onshore in Sicilia e 1 km onshore a Malta), diametro 22” (DN 560) e capacità di 1,2 miliardi di metri cubi l’anno per il gas naturale, con flussi bidirezionali ma prevalenza di esportazione da Italia verso Malta. Il completamento è indicato per novembre 2028.
Sul fronte elettrico euromediterraneo, il progetto ELMED – Interconnection between Sicily and Tunisia prevede un collegamento HVDC da 600 MW in tecnologia VSC tra Partanna (Sicilia) e Mlaabi, sulla penisola di Capo Bon, per una lunghezza di circa 220 km, in gran parte sottomarina, e profondità massima di circa 800 metri. La messa in esercizio è prevista per giugno 2028.
Prossimi passi: dal Delegated Act ai cantieri
Dopo l’adozione da parte della Commissione, la lista dei PCI e PMI è trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio sotto forma di atto delegato, come previsto dal regolamento TEN-E. I due co-legislatori dispongono di due mesi, prorogabili di altri due, per approvare o respingere l’atto nel suo complesso, senza possibilità di emendarlo.
Una volta entrata in vigore la nuova lista, i promotori potranno candidare i progetti alle prossime call CEF-Energy, a partire da quella prevista in primavera 2026, e avviare o accelerare le procedure autorizzative nei diversi Stati membri. La Commissione ha annunciato inoltre un European Grids Package e un’iniziativa Energy Highways per affrontare i principali colli di bottiglia sulle infrastrutture transfrontaliere e aumentare la resilienza complessiva del sistema energetico europeo.


