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Decreto Bollette 2026: famiglie e imprese liguri, cosa cambia

Stefano Michero by Stefano Michero
Febbraio 19, 2026
Reading Time: 9 mins read

Il decreto bollette energia 2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio su proposta del ministro Gilberto Pichetto Fratin, introduce sconti in bolletta per le famiglie vulnerabili, contributi per le imprese e misure per ridurre il prezzo del gas, con effetti attesi anche per consumatori e aziende della provincia di Imperia e della Liguria.


In breve

  • Le famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale da 200 euro annui riceveranno un contributo aggiuntivo di 115 euro sull’elettricità, portando il beneficio complessivo a 315 euro l’anno, pari alla metà del costo medio annuo della bolletta elettrica.
  • Le famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro potranno ottenere fino a 60 euro di sconto sulla bolletta elettrica, riconosciuti su base volontaria dalle imprese venditrici.
  • Le imprese beneficiano di contributi sulle bollette per 431 milioni di euro nel 2026 e 500 milioni nel 2027, pari rispettivamente a 3,4 e 4 euro per megawattora.
  • Un meccanismo di liquidità gestito da SNAM eliminerà il differenziale di circa 2 euro per megawattora tra il prezzo del gas italiano (PSV) e il prezzo europeo di riferimento (TTF), nel limite di 200 milioni di euro.
  • Nuove norme semplificano le procedure per i data center e risolvono il problema della saturazione virtuale della rete elettrica.

Decreto bollette energia 2026: il quadro generale

Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella seduta del 18 febbraio 2026, un decreto-legge che interviene su più fronti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas a favore di famiglie e imprese, promuovere la competitività del sistema produttivo e favorire la decarbonizzazione delle industrie. Il provvedimento è stato proposto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

«Con questo provvedimento, che vale oltre tre miliardi di euro — spiega il ministro Pichetto Fratin — interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi. Il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica».

Il pacchetto di misure riguarda l’intera platea di consumatori domestici e industriali del Paese, incluse le famiglie e le aziende della provincia di Imperia e della Liguria. Il decreto si struttura in cinque aree principali: sostegno alle famiglie vulnerabili e a reddito medio-basso, contributi alle imprese sulle bollette elettriche, riduzione del prezzo del gas, accelerazione delle rinnovabili e dei data center, risoluzione della saturazione virtuale della rete.


Misure per le famiglie: chi riceve il bonus e di quanto

Il decreto bollette energia 2026 interviene su due distinte categorie di utenti domestici.

La prima riguarda i 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già beneficiano del bonus sociale sull’elettricità, pari a 200 euro all’anno. Per queste famiglie, il provvedimento prevede un contributo aggiuntivo di 115 euro annui sulla bolletta elettrica, portando il beneficio complessivo a 315 euro l’anno. Questo importo corrisponde, secondo i dati del comunicato governativo, alla metà del costo medio annuale della bolletta elettrica di un’utenza domestica.

La seconda misura si rivolge a 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro che non percepiscono già i bonus sociali. Per questa platea, le imprese venditrici di energia elettrica potranno riconoscere, su base volontaria, uno sconto fino a 60 euro sulla bolletta a copertura dei costi di acquisto dell’energia nel primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo viene rilasciata un’attestazione che può essere utilizzata a fini commerciali.


Contributi alle imprese: oltre un miliardo per ridurre il costo dell’elettricità

Le misure a favore delle imprese si articolano in più interventi, per un impatto complessivo che supera il miliardo di euro nel triennio 2026-2028.

Il primo intervento prevede un contributo sulle bollette elettriche di tutte le imprese pari a 431 milioni di euro per il 2026, 500 milioni per il 2027 e 68 milioni per il 2028, corrispondenti rispettivamente a uno sconto di 3,4 euro per megawattora, 4 euro per megawattora e 0,54 euro per megawattora. Le risorse derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata ad alcune imprese del settore energetico.

Un secondo intervento, da 850 milioni di euro complessivi, corrisponde a uno sconto di 6,8 euro per megawattora e si finanzia con la riduzione delle tempistiche di versamento degli oneri di sistema da parte dei distributori.

In parallelo, il decreto bollette energia 2026 promuove il ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA) da parte delle piccole e medie imprese. I PPA sono contratti a lungo termine per l’acquisto diretto di energia rinnovabile, che consentono di disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas e di accedere a energia pulita a costi più stabili e inferiori rispetto al mercato spot. Il meccanismo favorisce l’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria, aggregatori territoriali e Acquirente Unico, con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che svolge il ruolo di garante di ultima istanza.

Per le imprese ad alta intensità energetica sono inoltre previste misure di tutela nell’approvvigionamento del biometano, per ridurre i costi legati al sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS).


Riduzione del prezzo del gas: addio al differenziale PSV-TTF

Sul versante del gas naturale, il decreto introduce un meccanismo di liquidità gestito da SNAM Rete Gas per eliminare il differenziale tra il Punto di Scambio Virtuale (PSV), il nodo di riferimento del mercato del gas italiano, e il Title Transfer Facility (TTF), il principale hub europeo del gas con sede nei Paesi Bassi.

Questo differenziale è attualmente pari a circa 2 euro per megawattora e comporta costi aggiuntivi per gli utenti italiani rispetto al prezzo europeo, derivanti dai costi di trasporto del gas attraverso i territori di altri Stati. Il meccanismo opera nel limite massimo di spesa di 200 milioni di euro, finanziati con i proventi della vendita del gas stoccato dal GSE e da SNAM.

Inoltre, il decreto semplifica la misura del “gas release”, che prevede l’offerta a prezzi calmierati del gas estratto sul territorio nazionale ai clienti finali industriali, con l’obiettivo di incrementare i volumi disponibili e ridurre i costi per le imprese più esposte alla volatilità del mercato energetico.


Data center, rinnovabili e saturazione virtuale della rete

Il decreto interviene anche su due aspetti strutturali del sistema energetico nazionale, con ricadute di medio-lungo periodo.

In materia di data center, il provvedimento introduce un procedimento autorizzativo unico e semplificato: fino a 300 megawatt di potenza, l’autorità competente è la Regione, con possibilità di delega alla Provincia; sopra i 300 megawatt, la competenza passa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Questo approccio integrato mira ad accelerare l’insediamento di infrastrutture digitali ad alto consumo energetico, inserendole organicamente nel sistema elettrico.

Sul fronte delle rinnovabili, il decreto affronta il problema della saturazione virtuale della rete, un fenomeno che ha bloccato per anni la capacità di connessione disponibile a causa di richieste presentate da impianti mai realizzati. Il nuovo meccanismo garantisce priorità alle richieste di connessione per impianti già autorizzati e prevede procedure periodiche con slot di capacità disponibile per le restanti domande.

Infine, i titolari di impianti fotovoltaici che beneficiano dei “Conti Energia” potranno scegliere tra due opzioni: aderire a un meccanismo che, a fronte di una riduzione dell’incentivo del 15% o del 30% nel 2026-2027, ne estende la durata di tre o sei mesi; oppure uscire dai “Conti Energia” per accedere a meccanismi di supporto legati al repowering, ovvero all’incremento di potenza degli impianti esistenti.

L’Analisi di Nextenne – Chi aspetta i 60 euro potrebbe non vederli mai

Il contributo volontario è un’incognita reale – Lo sconto fino a 60 euro per 4,5 milioni di famiglie con ISEE sotto 25.000 euro non è garantito. Dipende dalla scelta volontaria dei venditori di energia: senza obbligo di legge, l’adesione è discrezionale.

Per le imprese il vantaggio strutturale è nei PPA – Lo sconto diretto in bolletta vale 3,4 €/MWh nel 2026, ma i contratti diretti con produttori rinnovabili possono bloccare prezzi fissi per anni, scollegati dal mercato del gas.

Il Consiglio – Le PMI liguri interessate ai PPA devono attivarsi ora tramite associazioni di categoria o aggregatori: il GSE fa da garante e i meccanismi sono operativi.


Glossario

Bonus sociale — Contributo riconosciuto dallo Stato sulle bollette di elettricità e gas a favore di famiglie in condizioni di disagio economico o fisico. L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito ISEE.

Power Purchase Agreement (PPA) — Contratto a lungo termine con cui un’impresa acquista energia direttamente da un produttore di energia rinnovabile a un prezzo prefissato, senza passare dal mercato spot. Permette di stabilizzare i costi e sganciare il prezzo dell’elettricità da quello del gas.

PSV (Punto di Scambio Virtuale) — Hub di riferimento del mercato del gas naturale italiano, gestito da Snam Rete Gas. È l’equivalente italiano del TTF europeo.

TTF (Title Transfer Facility) — Il principale mercato all’ingrosso del gas naturale in Europa, con sede nei Paesi Bassi. Il prezzo TTF è il riferimento principale per le quotazioni del gas nel continente.

ETS (Emissions Trading System) — Il sistema europeo di scambio di quote di emissione di CO₂. Le imprese con emissioni elevate devono acquistare quote proporzionali alle proprie emissioni; il costo di queste quote incide sui costi di produzione delle aziende ad alta intensità energetica.

Saturazione virtuale della rete — Fenomeno per cui la capacità di connessione alla rete elettrica risulta formalmente occupata da richieste di impianti mai costruiti, impedendo nuovi allacciamenti anche in presenza di capacità tecnica effettivamente disponibile.


Mini-FAQ – decreto bollette energia 2026

Che cos’è il decreto bollette 2026 approvato dal Consiglio dei ministri? Il decreto bollette energia 2026 è un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio 2026, su proposta del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che introduce misure per ridurre il costo dell’elettricità e del gas per famiglie e imprese, promuovere la competitività delle aziende e favorire la decarbonizzazione industriale. Il provvedimento vale complessivamente oltre tre miliardi di euro.

Quanto risparmiano le famiglie vulnerabili con il nuovo decreto? Le 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale da 200 euro annui riceveranno un contributo aggiuntivo di 115 euro sulla bolletta elettrica, per un beneficio complessivo di 315 euro all’anno, pari alla metà del costo medio annuale della bolletta elettrica.

Le piccole imprese possono accedere a energia rinnovabile a prezzi fissi? Sì. Il decreto promuove i Power Purchase Agreement (PPA) per le piccole e medie imprese, incentivando l’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria e aggregatori territoriali, con il GSE come garante di ultima istanza. Questo meccanismo consente di acquistare energia rinnovabile a prezzi stabili, scollegati dalle quotazioni del gas naturale.

Perché le bollette del gas in Italia costano più che in Europa e cosa fa il decreto? Il gas in Italia ha un costo più elevato rispetto al prezzo europeo di riferimento (TTF) a causa dei costi di trasporto attraverso i territori di altri Stati, che generano un differenziale di circa 2 euro per megawattora. Il decreto introduce un servizio di liquidità gestito da SNAM, nel limite di 200 milioni di euro, per eliminare questo differenziale e allineare il prezzo italiano a quello europeo.

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