Il report Mal’Aria 2026 di Legambiente analizza la qualità aria Liguria 2026 e fotografa una regione con valori tra i migliori d’Italia per PM10 e PM2.5, ma il capoluogo supera la soglia europea per l’NO2. La Spezia e Savona peggiorano sull’NO2 pur restando nei limiti. Imperia esclusa dalla classifica nazionale per la singola centralina, ma senza sforamenti su nessun parametro.
In breve
- Genova supera il limite europeo 2030 per il biossido di azoto (NO2) con 27 µg/m³ contro i 20 consentiti, unica criticità ligure nel report Mal’Aria di città 2026 di Legambiente.
- Polveri sottili PM10: tutte le città liguri sotto i limiti europei (20 µg/m³). Migliorano Genova (da 17 a 16) e La Spezia (da 18 a 15), peggiora leggermente Savona (da 14 a 15), secondo il rapporto Legambiente.
- PM2.5: Liguria entro la soglia europea (10 µg/m³), ma nessuna città rispetta il limite OMS di 5 µg/m³. Genova stabile a 10, Savona sale a 10, La Spezia migliora a 8 (dati Legambiente).
- Imperia non rientra nella classifica del dossier per la presenza di una sola centralina di monitoraggio, ma i dati non registrano sforamenti su nessuno dei parametri analizzati (report Legambiente).
- In Italia calano le città fuori norma per PM10: 13 capoluoghi nel 2025, contro i 25 del 2024, secondo il rapporto Mal’Aria 2026. Ma applicando i limiti europei 2030 il 53% delle città sarebbe fuorilegge per PM10 e il 73% per PM2.5.
- Quarta procedura d’infrazione UE per l’Italia: a gennaio 2026 la Commissione europea ha avviato un nuovo procedimento per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico (direttiva NEC 2016), secondo il report Legambiente.
Rapporto Mal’Aria in Liguria: tutto quello che c’è da sapere
La qualità dell’aria in Liguria nel 2025 presenta valori tra i migliori in Italia per le polveri sottili, secondo il rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente. La criticità principale è il biossido di azoto a Genova (27 µg/m³), che supera il limite europeo 2030 di 20 µg/m³. Imperia, esclusa dalla classifica nazionale per la singola centralina, non registra sforamenti su nessun parametro.
Dati chiave
- NO2 Genova 2025: 27 µg/m³, supera il limite europeo 2030 di 20 µg/m³ — fonte: report Mal’Aria 2026, Legambiente
- NO2 La Spezia 2025: 19 µg/m³, in peggioramento rispetto all’anno precedente ma sotto il limite — fonte: report Mal’Aria 2026, Legambiente
- NO2 Savona 2025: 16 µg/m³, in peggioramento rispetto all’anno precedente ma sotto il limite — fonte: report Mal’Aria 2026, Legambiente
- PM2.5 Genova: 10 µg/m³ (stabile); Savona: 10 µg/m³ (in lieve peggioramento); La Spezia: 8 µg/m³ (in miglioramento) — fonte: report Legambiente
- PM10 Genova: 16 µg/m³ (da 17); La Spezia: 15 (da 18); Savona: 15 (da 14) — fonte: report Legambiente
- Imperia: esclusa dalla classifica per singola centralina, nessun sforamento registrato — fonte: report Legambiente
- Limiti europei 2030: PM10 20 µg/m³, NO2 20 µg/m³, PM2.5 10 µg/m³ — fonte: report Legambiente
- Limiti OMS: PM10 15 µg/m³, PM2.5 5 µg/m³ — fonte: report Legambiente
- Italia fuorilegge sui limiti 2030: 53% delle città per PM10, 73% per PM2.5, 38% per NO2 — fonte: report Legambiente
Qualità aria Liguria 2026, il report Legambiente: polveri sottili in calo, NO2 critico a Genova
La Liguria si conferma tra le regioni con la migliore qualità dell’aria in Italia per le polveri sottili, ma Genova resta un caso problematico per il biossido di azoto. Questo il quadro che emerge dal rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente, pubblicato il 9 febbraio 2026, che analizza i dati delle concentrazioni di NO2, PM2.5 e PM10 nei capoluoghi di provincia italiani.
Il report esamina tre parametri fondamentali per la salute pubblica: le polveri sottili PM10 e il particolato fine PM2.5, entrambi legati a patologie dell’apparato respiratorio, e il biossido di azoto NO2, collegato all’inquinamento da combustione e trasporti. Per la Liguria il bilancio è a due velocità: positivo sulle polveri, critico sull’NO2 nel capoluogo.
Il dato provinciale di Imperia non rientra nella classifica nazionale del dossier per la presenza di una sola centralina di monitoraggio nel comune, ma secondo il report Legambiente i dati disponibili non registrano sforamenti su nessuno dei parametri analizzati.
Biossido di azoto: Genova a 27 µg/m³, unico capoluogo ligure sopra il limite europeo 2030
Il dato più critico per la Liguria riguarda il biossido di azoto a Genova. Secondo il rapporto Mal’Aria 2026 di Legambiente, il capoluogo registra una concentrazione media annua di 27 µg/m³, superando di 7 microgrammi il limite europeo 2030 fissato a 20 µg/m³. Un valore che colloca Genova tra le città italiane non in regola su questo parametro, anche se distante dai record negativi nazionali: Napoli (38 µg/m³), Torino e Palermo (33), Milano (32).
La Spezia e Savona restano sotto la soglia europea, rispettivamente a 19 e 16 µg/m³, ma il report segnala un peggioramento per entrambe dopo il netto miglioramento registrato l’anno precedente. Un’inversione di tendenza che, seppur contenuta nei valori assoluti, merita attenzione nel monitoraggio dei prossimi mesi. A livello nazionale, il 38% delle città non rispetta il limite di 20 µg/m³ per l’NO2, secondo i dati Legambiente.
Qualità aria Liguria 2026 e PM2.5: tutte le città entro il limite europeo, nessuna entro quello OMS
Il particolato fine PM2.5, l’inquinante considerato più pericoloso per la salute perché in grado di penetrare in profondità nei polmoni, presenta un quadro misto per la Liguria. Secondo il rapporto Legambiente, tutte le città liguri rispettano il limite europeo 2030 di 10 µg/m³ di media annua, ma nessuna rientra nella soglia più restrittiva indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fissata a 5 µg/m³.
Genova resta stabile a 10 µg/m³, al limite esatto della soglia europea. Savona peggiora leggermente raggiungendo anch’essa i 10 µg/m³. La Spezia è l’unica città ligure in miglioramento, scendendo a 8 µg/m³. Il confronto con il dato nazionale aiuta a contestualizzare: le peggiori in Italia, concentrate in Pianura Padana, registrano valori fino a due volte e mezzo superiori a quelli liguri — Monza 25 µg/m³, Cremona 22, Rovigo 21, e un gruppo di città tra cui Milano, Torino, Pavia, Vicenza e Padova tutte a 20 µg/m³ — secondo il report Legambiente.
PM10: Genova e La Spezia migliorano, Savona in lieve rialzo, le liguri tra le migliori d’Italia
Sulle polveri sottili PM10 il report sulla qualità aria Liguria 2026 registra i risultati più positivi. Secondo il rapporto Mal’Aria 2026, tutti i capoluoghi liguri restano ampiamente sotto il limite europeo 2030 di 20 µg/m³. Genova scende da 17 a 16 µg/m³, La Spezia migliora in modo più marcato passando da 18 a 15 µg/m³. Savona si muove in controtendenza con un lieve peggioramento da 14 a 15 µg/m³.
Nessuna città ligure rispetta però il limite OMS di 10 µg/m³, un dato comune alla grande maggioranza dei capoluoghi italiani. Le città liguri si posizionano comunque nella fascia alta della classifica nazionale: le peggiori in Italia sono Cremona (31), Lodi, Cagliari e Verona (29), Torino, Napoli e Vicenza (28), con valori quasi doppi rispetto a quelli registrati in Liguria, secondo i dati Legambiente.
Imperia: fuori dalla classifica nazionale, ma nessuno sforamento sui tre inquinanti
Il caso di Imperia merita una nota specifica. La città non rientra nella classifica del dossier Mal’Aria 2026 perché il comune dispone di una sola stazione di monitoraggio, insufficiente per l’inclusione nel report secondo la metodologia Legambiente. Il dossier, infatti, calcola la media annuale come media delle medie annuali delle singole centraline urbane classificate come fondo o traffico dalle Arpa regionali.
I dati disponibili per Imperia, tuttavia, indicano una buona qualità dell’aria: nessuno sforamento registrato su nessuno dei tre parametri analizzati (NO2, PM2.5, PM10), secondo il report Legambiente. L’esclusione dalla classifica è dunque un limite metodologico, non un indicatore di criticità ambientale. Resta aperta la questione dell’adeguamento della rete di monitoraggio nel capoluogo imperiese, che con una sola centralina non permette una lettura comparabile con le altre province liguri.
Italia lontana dai limiti europei 2030: quarta procedura d’infrazione UE a gennaio 2026
Il contesto nazionale in cui si inseriscono i dati sulla qualità aria Liguria 2026 non è rassicurante. Secondo il rapporto Legambiente, se i nuovi limiti europei 2030 venissero applicati già oggi, il 53% delle città italiane sarebbe fuorilegge per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l’NO2.
A questo scenario si aggiunge la quarta procedura d’infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia, secondo il report Legambiente. Il motivo: il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico previsto dalla direttiva NEC 2016. Si aggiunge alle tre procedure già aperte negli anni precedenti per il superamento dei valori limite degli inquinanti atmosferici stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria. Un segnale che indica la distanza tra gli impegni assunti in sede europea e le politiche effettivamente attuate a livello nazionale.
Nel 2025, i capoluoghi che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 sono scesi a 13, dai 25 del 2024, un dato tra i più positivi degli ultimi anni secondo Legambiente. Ma la tendenza, pur incoraggiante, non basta a garantire il rispetto dei parametri che entreranno in vigore nel 2030.
Bigliazzi (Legambiente Liguria): “A Genova servono misure più incisive su navi e traffico urbano”
Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, commenta i dati sulla qualità aria Liguria 2026 con una valutazione che bilancia il dato positivo sulle polveri e la criticità sull’NO2 genovese: «La qualità dell’aria in Liguria presenta dei buoni valori per le polveri sottili mentre a Genova continua ad essere problematico il valore del Biossido di Azoto, NO2. Evidentemente le misure adottate finora non sono sufficienti e si rende necessario un intervento più incisivo da parte della nuova giunta sulla riduzione dell’inquinamento prodotto dalle navi e dal traffico urbano per tutelare la salute pubblica» dichiara Bigliazzi.
Il presidente di Legambiente Liguria richiama poi il tema della velocità in ambito urbano: «Non possiamo fare a meno di pensare che le recenti indicazioni per introdurre in alcune strade il limite dei 30 km/h oltre che essere fondamentale per salvare la vita delle persone negli incidenti stradali potrebbe migliorare anche la qualità dell’aria e quindi salvare delle vite anche dal punto di vista sanitario» aggiunge Bigliazzi.
Due i fattori principali indicati come responsabili dell’NO2 elevato a Genova: le emissioni navali nel porto e il traffico urbano. Il tema è rilevante perché il biossido di azoto è l’unico parametro su cui il capoluogo ligure risulta fuori norma rispetto ai limiti europei 2030, e la sua riduzione richiede interventi mirati su fonti di combustione specifiche.
Glossario
- PM10: particolato con diametro inferiore a 10 micrometri, prodotto da traffico, riscaldamento e attività industriali; può penetrare nelle vie respiratorie superiori.
- PM2.5: particolato fine con diametro inferiore a 2,5 micrometri, più pericoloso del PM10 perché raggiunge i polmoni in profondità ed è collegato a patologie respiratorie e cardiovascolari.
- NO2 (biossido di azoto): gas inquinante generato dalla combustione di motori, impianti di riscaldamento e attività produttive; irritante per le vie respiratorie.
- µg/m³: microgrammi per metro cubo d’aria, unità di misura con cui si esprimono le concentrazioni degli inquinanti atmosferici.
- Direttiva NEC 2016: normativa europea sui limiti nazionali di emissione per determinati inquinanti atmosferici, il cui mancato aggiornamento ha portato alla nuova procedura d’infrazione contro l’Italia.

