Il clima in Liguria mostra un caldo che non è più un’eccezione. Il 2026 ha segnato un nuovo passo sul fronte climatico, con la primavera più calda dal 2003 (+1,4 °C). Mentre la prima ondata di calore si avvia verso la conclusione, oggi, 1° luglio, Genova segna 28,2 °C, prima dei temporali attesi in serata (ARPAL). Il termometro di questa nuova estate, però, è soprattutto nel mare: nel 2025 l’aria è salita di +0,68 °C, il Mar Ligure di +1,5 °C, fino a circa +6 °C durante le ondate di calore (ISPRA).
La tregua di oggi non cambia il quadro
A Genova, la mattina del 1° luglio 2026 il termometro segna 28,2 °C; Imperia è a 27,7, Savona e Chiavari a 27,4, La Spezia a 26,3 (ARPAL, ore 10:30). È l’ultima giornata di un’ondata di calore che nell’ultima settimana di giugno ha portato l’Italia fino a 40 °C e che l’Organizzazione meteorologica mondiale ha collocato tra le più intense in Europa. In serata sono attesi temporali, con possibili grandinate e raffiche oltre i 60-70 km/h, e da giovedì l’allerta calore in Liguria scenderà dal livello rosso al giallo, stando alle previsioni meteo regionali.
Il ritorno dell’aria più fresca, però, non riporta indietro le lancette. I dati raccolti da ISPRA e da ARPAL descrivono una Liguria in cui il caldo fuori norma non è più l’eccezione di una singola estate, ma la condizione di partenza di ogni stagione.
I numeri della Liguria che cambia
| Indicatore | Valore | Fonte |
| Anomalia primavera 2026 | +1,4 °C (più calda dal 2003) | Regione Liguria |
| Anomalia annua 2025 (Liguria) | +0,68 °C (4° anno più caldo) | ISPRA-SNPA |
| Picchi ondate di calore 2025 | 27,2 °C (giu-lug) · 27,8 °C (ago) | ISPRA-SNPA |
| Minima notturna record, Alassio 12/8/2025 | 31,6 °C | ISPRA-SNPA |
| SST Mar Ligure 2025 | +1,5 °C · fino a ~+6 °C nelle ondate | ISPRA-SNPA |
| Tendenza Mar Ligure | circa +0,5 °C ogni 10 anni | ISPRA-SNPA |
| Genova aria, 1/7/2026 ore 10:30 | 28,2 °C | ARPAL |
La primavera più calda dal 2003
La primavera meteorologica 2026 in Liguria ha chiuso con un’anomalia media regionale di +1,4 °C, la più alta dal 2003, davanti al 2007 (+1,3) e al 2017 (+1,2), secondo la Regione Liguria. Non è un caso isolato: a scala continentale è stata la terza primavera più calda mai registrata e maggio 2026 il secondo più caldo a livello globale (fonte dati Copernicus-C3S).
Il picco è arrivato a fine maggio, quando in pochi giorni le temperature medie giornaliere regionali sono salite di 13-14 °C: il 25 e il 26 maggio hanno toccato 23,3 e 23,5 °C, oltre i massimi assoluti registrati per quelle date tra il 2003 e il 2022 (Regione Liguria). Un anticipo d’estate che si inserisce in un trend di lungo periodo documentato da ISPRA e Copernicus.
Due ondate di calore: cosa dice ISPRA sul 2025
Il rapporto “Il clima in Italia nel 2025” di ISPRA-SNPA fotografa lo stesso movimento sull’anno intero. In Liguria il 2025 ha chiuso con un’anomalia termica regionale di +0,68 °C sul periodo 2003-2022, quarto anno più caldo della serie dietro 2022, 2023 e 2024. L’anno è stato segnato da due intense ondate di calore: tra fine giugno e inizio luglio, con un picco di temperatura media giornaliera di 27,2 °C, e a metà agosto, ancora più intensa, con 27,8 °C.
Durante quelle fasi le massime hanno superato i 35 °C, fino a 38-39 °C in agosto anche lungo la costa, con minime notturne diffusamente sopra i 27 °C; ad Alassio la stazione ha misurato una minima di 31,6 °C il 12 agosto (ISPRA). Sono le notti tropicali — minime sopra i 20 °C — diventate frequenti in estate, che pesano su salute e riposo più delle punte diurne. Tra i capoluoghi, Genova ha segnato massime a +1,3 °C sulla media e Chiavari minime a +1,5 °C.
Il mare, il vero termostato del caldo ligure
Il segnale più netto, però, non è nell’aria ma nell’acqua. Nel 2025 l’anomalia dell’aria in Liguria si è fermata a +0,68 °C, mentre il Mar Ligure ha chiuso l’anno a +1,5 °C sulla media 1985-2005 e durante l’ondata di calore di giugno-luglio ha toccato circa +6 °C, con valori fino a 29-30 °C sottocosta (ISPRA). L’aria di una singola regione oscilla di anno in anno; il mare, con la sua enorme inerzia termica, misura il calore di fondo che si accumula stagione dopo stagione.
C’è un dato che colpisce ancora di più. Il Mar Ligure resta tra i più freschi dei mari italiani — intorno ai 19 °C di media annua, contro i 21 del Mar Ionio — ma è anche tra quelli che si scaldano più in fretta, con una tendenza di circa +0,5 °C ogni 10 anni, tra le più marcate d’Italia (ISPRA). Sul complesso dei mari italiani il 2025 è stato il secondo anno più caldo dal 1982, con un’anomalia media di +1,18 °C sul 1991-2020.
Il fenomeno prosegue nel 2026: già a inizio luglio la temperatura superficiale del mar Ligure è intorno ai 28 °C, nettamente sopra la climatologia 1985-2005 (ARPAL). Un mare così caldo cede calore e umidità di notte — moltiplicando le notti tropicali — e fornisce energia ai temporali più violenti quando irrompe l’aria fredda, esattamente lo scenario atteso per la serata del 1° luglio.
Non solo caldo: gli estremi del 2025
La stessa atmosfera più calda ha reso più probabili le precipitazioni intense. Nel 2025 la Liguria ha registrato picchi come 146,6 mm di pioggia in un’ora tra l’1 e il 2 settembre e 111,4 mm in un’ora a Dego, nel Savonese; a metà ottobre un evento ha scaricato 194,8 mm a Isoverde e 174 mm a Genova Fiumara in una giornata, con danni nella zona di Pegli (ISPRA). In novembre alcune trombe marine si sono avvicinate alla costa di Levanto.
Caldo estremo e piogge violente sono due facce dello stesso riscaldamento: un clima più energico che alterna fasi secche e nubifragi, con un carico crescente su infrastrutture, agricoltura e sicurezza del territorio.
Cosa significa per il clima in Liguria
Il quadro colloca la Liguria dentro l’hotspot climatico mediterraneo, l’area in cui gli effetti del riscaldamento sono più evidenti (ISPRA). Sul piano nazionale ISPRA indica due leve di azione: la mitigazione — ridurre le emissioni verso la neutralità climatica — e l’adattamento, per rendere territori e comunità più resilienti. Il riferimento è il PNACC, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, affiancato dal nuovo Osservatorio nazionale per l’adattamento istituito a dicembre 2025.
“Il cambiamento climatico non è più una sfida del futuro, ma una realtà con cui siamo già chiamati a confrontarci”, ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente di ISPRA e SNPA.
Sul fronte delle politiche, ISPRA rileva che il sistema ETS, la crescita delle rinnovabili e l’innovazione industriale stanno contribuendo a ridurre le emissioni, ma segnala criticità persistenti nei settori dei trasporti e del riscaldamento: in assenza di politiche settoriali tempestive ed efficaci, l’Italia rischia di mancare gli obiettivi di riduzione previsti per il 2030. Per una regione di costa come la Liguria, dove il mare a inizio luglio è già a 28 °C e le notti tropicali si moltiplicano, la distanza tra diagnosi e misure concrete è il vero nodo dei prossimi anni.
