Bruxelles – L’85 % dei cittadini UE considera i cambiamenti climatici un problema grave. L’obiettivo di neutralità climatica al 2050 è sostenuto dall’81 %. E nove su dieci vogliono più rinnovabili. Lo rivela lo Speciale Eurobarometro 565, intervistando 26.519 persone tra febbraio e marzo 2025.

Quanto è urgente la crisi secondo l’UE
- L’88 % chiede di “aumentare le energie rinnovabili” e migliorare l’efficienza.
- Il 75 % ritiene che tagliare le importazioni di fossili aumenti la sicurezza energetica e porti benefici economici.
- Per il 77 % i danni da clima costano più della transizione.

La fotografia italiana
Nel nostro Paese il clima è citato come sfida globale dal 48 % degli intervistati, terza preoccupazione dopo conflitti e povertà.
86 % giudica il problema “molto” o “abbastanza” serio.
Il sostegno alla neutralità 2050 tocca l’81 %, poco sotto la media UE.
Il 53% degli italiani dichiara di non aver intrapreso alcuna azione contro il cambiamento climatico, negli ultimi 6 mesi. Un dato del 13% più alto rispetto alla media europea.
Cosa vogliono i cittadini italiani
Migliorare l’efficienza: il 90 % sollecita i governi nazionali.
Aumentare eolico e solare: priorità per l’89 %.
Più fondi pubblici per la transizione, anche se significa ridurre i sussidi ai fossili: accordo al 60 %.

Costi e benefici economici
Per tre europei su quattro la prevenzione è più economica dei danni già visibili: alluvioni, incendi, perdite agricole.Investire ora in rinnovabili vale doppio: riduce le bollette e crea occupazione verde.
Chi deve agire?
1. Governi nazionali – indicati dal 68 % come primi responsabili. In Italia la fiducia sale al 66 %.
2. Unione Europea – seconda forza, 59 % delle preferenze.
3. Industria e commercio – 58 %: si chiede innovazione pulita.
Il nodo informazione
Solo il 52 % degli europei ritiene chiari i media tradizionali. In Italia la fiducia scende al 37 %. Sui social, distinguere fatti da bufale è difficile per metà degli intervistati.
Prospettive per imprese e PA
La prospettiva generale mira a integrare target di neutralità 2050 nei piani clima-energia. C’è poi l’interesse a favorire comunità energetiche e il settore dell’agrivoltaico. Promuovere politiche per un turismo a basse emissioni nelle riviere può essere una leva per far incontrare due settori strategici per l’economia. Intanto, il consenso popolare è chiaro: servono azioni rapide, coordinate e giuste. L’Italia ha l’opportunità di guidare la transizione mediterranea.










