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Artigianato ligure 2025 in equilibrio: Imperia guida con +61 imprese

Stefano Michero by Stefano Michero
Aprile 21, 2026
Reading Time: 5 mins read

L’artigianato ligure chiude il 2025 con un saldo di -9 imprese (-0,02%), secondo nel Nord-Ovest dopo la Lombardia. Imperia guida le province con +61 imprese, costruzioni +112, manifatturiero -73. Piana: risultato possibile grazie agli strumenti regionali.

L’artigianato in Liguria 2025 chiude con un saldo sostanzialmente in equilibrio, confermando la capacità di tenuta del settore in un contesto economico complesso. I dati elaborati dal centro studi di Confartigianato Liguria fotografano una regione che, tra iscrizioni e cessazioni, registra un saldo di -9 imprese (-0,02%), posizionandosi come seconda realtà del Nord-Ovest per performance dopo la Lombardia. Un risultato che l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana attribuisce anche all’efficacia degli strumenti di sostegno messi in campo dalla Regione.

A livello regionale, le imprese artigiane hanno registrato 2.758 nuove iscrizioni e 2.767 cessazioni. Un dato che conferma il ruolo dell’artigianato come componente strutturale del sistema produttivo ligure, ma che evidenzia anche le fragilità di un settore esposto alle tensioni della congiuntura e alle trasformazioni in atto nei principali comparti.

In breve

  • Liguria: 2.758 iscrizioni, 2.767 cessazioni, saldo -9 imprese (-0,02%)
  • Imperia: miglior provincia con +61 imprese (585 iscrizioni, 524 cessazioni)
  • Costruzioni: +112 imprese a livello regionale, trainate da Imperia (+74) e Genova (+51)
  • Manifatturiero: -73 imprese, cali in tutte le province
  • Nord-Ovest: Liguria seconda dopo Lombardia (+0,22%), meglio di Piemonte (-0,42%) e Valle d’Aosta (-0,26%)

Artigianato Liguria: Imperia prima provincia, costruzioni trainano

A livello territoriale emergono dinamiche differenziate tra le quattro province liguri. Imperia si distingue come la realtà più dinamica, con 585 nuove iscrizioni e 524 cessazioni, per un saldo positivo di +61 imprese. Un risultato che conferma la capacità di tenuta e il dinamismo del sistema artigiano imperiese.

Genova, che concentra il maggior numero di imprese artigiane attive, chiude con 1.288 nuove iscrizioni e 1.281 cessazioni, registrando un saldo positivo di +7 imprese. Savona mostra una sostanziale stabilità con 544 aperture e 582 chiusure (saldo -38), mentre La Spezia, pur con numeri più contenuti, registra 341 iscrizioni e 380 cessazioni (saldo -39).

L’analisi conferma il ruolo centrale delle costruzioni per l’artigianato in Liguria. Nel 2025 si registra un saldo positivo di +112 imprese edili su oltre 21.300 imprese attive. Il risultato è sostenuto soprattutto da Imperia (+74) e Genova (+51), mentre Savona si mantiene in equilibrio e La Spezia evidenzia un lieve saldo negativo (-13). Un dato che conferma la centralità del comparto edilizio nell’economia artigiana regionale.

Manifatturiero e trasporti nell’artigianato ligure 2025

Più complesso il quadro del manifatturiero artigiano, che a livello regionale registra un saldo negativo di -73 imprese, con cali diffusi in tutte le province: Genova (-24), Savona (-23), Imperia (-15) e La Spezia (-11). Un segnale che richiama l’attenzione sulle difficoltà strutturali del comparto, legate ai costi di produzione, alla domanda e alla necessità di accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e transizione.

Il settore del trasporto e magazzinaggio presenta un saldo regionale lievemente negativo (-9 imprese), ma con dinamiche territoriali differenziate: Imperia (+13) e La Spezia (+3) mostrano saldi positivi, mentre Genova (-10) e Savona (-15) evidenziano maggiori criticità. Un comparto fortemente esposto alle oscillazioni della congiuntura economica, ma che in alcuni territori continua a offrire segnali di tenuta.

Liguria seconda nel Nord-Ovest dopo Lombardia

Nel contesto del Nord-Ovest, la Liguria si colloca tra le regioni con maggiore capacità di tenuta, registrando un saldo complessivo di -0,02%. Un risultato che la posiziona sopra alla Valle d’Aosta (-0,26%) e nettamente meglio del Piemonte (-0,42%), pur rimanendo al di sotto della Lombardia, unica regione dell’area a mostrare una crescita del settore artigiano (+0,22%).

A livello nazionale, l’artigianato italiano mostra una sostanziale tenuta, con le imprese artigiane registrate che superano 1,23 milioni e un equilibrio complessivo tra iscrizioni e cessazioni (+187). Un dato che conferma il ruolo dell’artigianato come componente strutturale del sistema produttivo del Paese.

Piana: “Strumenti regionali per l’artigianato ligure”

Alessio Piana, Assessore Regione Liguria

“premiaTE le azioni regionali a sostegno di un settore che rappresenta da sempre il saper fare del nostro territorio”

«L’artigianato si conferma pilastro imprescindibile dell’economia ligure. I dati Movimprese elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato segnalano come il settore nel 2025, tra iscrizioni e cessazioni, abbia mostrato un sostanziale equilibrio. Un risultato non scontato, che ci pone dietro solamente alla Lombardia tra le regioni del Nord-Ovest, e che premia le azioni regionali a sostegno di un settore che rappresenta da sempre il saper fare del nostro territorio», dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana.

«Con Garanzia Artigianato Liguria, strumento di accesso al credito che ha riaperto a dicembre scorso e rimarrà attivo fino a fine marzo, ad esempio, non solo sosteniamo gli investimenti delle imprese esistenti, ma accompagniamo la nascita di nuove attività con contributi a fondo perduto, così come il ricambio generazionale. Opportunità concrete, che si affiancano a quanto stiamo facendo per incentivare la nascita di nuovi negozi nell’entroterra, grazie a contributi mensili per cinque anni a copertura delle spese di gestione o di affitto dei locali», aggiunge Piana.

Le sfide future per l’artigianato in Liguria

La lettura congiunta di iscrizioni, cessazioni e saldi restituisce l’immagine di un sistema artigiano dinamico, ma esposto a fragilità strutturali. Da un lato emerge la capacità di avviare nuove attività, dall’altro la difficoltà, per una parte delle imprese, di consolidarsi nel tempo. Un quadro che richiama il tema del ricambio generazionale, ma anche la necessità di accompagnare chi avvia un’attività nei primi anni di vita, fase in cui il rischio di uscita dal mercato resta elevato.

«I dati del 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo, con una capacità diffusa di avviare nuove attività anche in una fase economica complessa», commenta Giancarlo Grasso, Presidente di Confartigianato Liguria. «Allo stesso tempo, il numero aumentato di aperture e chiusure ci dice che molte imprese faticano a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa. Le politiche messe in campo negli ultimi anni hanno avuto un ruolo importante, ma è fondamentale garantirne la continuità e rafforzare gli strumenti di accompagnamento, per aiutare le imprese artigiane a superare le fasi più delicate e costruire prospettive di sviluppo stabile».

Nel complesso, i dati 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a svolgere un ruolo essenziale per l’economia regionale. Le misure messe in campo negli ultimi anni – dagli incentivi assunzionali al sostegno per l’accesso al credito e agli interventi a supporto degli investimenti – hanno contribuito a contenere gli effetti di una fase difficile. I prossimi mesi chiariranno se gli strumenti di accompagnamento attualmente attivi riusciranno a rafforzare ulteriormente la tenuta del settore.

Tags: ArtigianatoConfartigianato LiguriaCostruzioniImperiaManifatturiero
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