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Parco veicolare in Liguria 2024: La Spezia unica provincia virtuosa, Imperia fanalino di coda nella transizione verde

Stefano Michero by Stefano Michero
Aprile 21, 2026
Reading Time: 5 mins read

Il parco veicolare Liguria nel 2024 fotografa una regione spaccata in due. La Spezia è l’unica provincia con un indice del potenziale inquinante sotto quota 100 e quasi una su cinque auto a basse emissioni (19,6%). Imperia è ultima in Liguria su tutti gli indicatori. Dati: elaborazione Istat su Pubblico Registro Automobilistico ACI, anno 2024.


Indice

  • Parco veicolare Liguria nel contesto nazionale: fossili al palo per la prima volta
  • Le quattro province: motorizzazione e transizione a confronto
  • Imperia: il parco più vecchio, il più inquinante, il meno elettrificato
  • La Spezia: unica provincia ligure sotto quota 100

Parco veicolare Liguria nel contesto nazionale: fossili al palo per la prima volta

Il tasso di motorizzazione del parco veicolare Liguria nel 2024 è di 584 autovetture ogni 1.000 abitanti, sostanzialmente stabile rispetto al 2023 (fonte: elaborazione Istat su dati ACI-PRA). Il dato regionale è inferiore alla media nazionale: 701 autovetture per 1.000 abitanti — il valore più alto dell’Unione europea, contro una media UE27 di 578.

A livello nazionale il dato più rilevante del 2024 è l’arresto, per la prima volta, della crescita dei veicoli a combustibili fossili: benzina, gasolio e gas rappresentano ancora il 93,9% del parco italiano, ma il loro numero non aumenta rispetto all’anno precedente (-0,02%). In Liguria il segnale è più marcato. I veicoli fossili pro capite scendono a 0,904, contro 0,878 della media nazionale, e il dato regionale è in calo nel triennio 2022-2024.


Le quattro province: motorizzazione e transizione a confronto

Il confronto tra le province liguri rivela dinamiche opposte sugli stessi indicatori. Sul tasso di motorizzazione Savona guida con 665 autovetture ogni 1.000 abitanti, seguita da Imperia (641), La Spezia (631) e Genova (531). Sui capoluoghi, Imperia città sale a 652 — prima tra i quattro capoluoghi liguri. Genova scende a 489, unica in calo rispetto all’anno precedente.

Il dato sui motocicli aggiunge una dimensione spesso trascurata. In Liguria nel 2024 circolano 290 motocicli ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 120 — quasi il triplo. Imperia è la provincia più motorizzata su due ruote della regione: 337 motocicli ogni 1.000 abitanti, in crescita costante dal 2022 (321). La morfologia del territorio — strade strette, parcheggi limitati, percorsi collinari — spiega in parte il dato. La pressione ambientale dei motocicli però si somma a quella delle auto e non è catturata dal solo tasso di motorizzazione delle autovetture.

La situazione si ribalta sugli indicatori di transizione. La quota di auto a basse emissioni per provincia nel 2024: La Spezia 19,6%, Genova 14,8%, Savona 13,3%, Imperia 10,4%. In tre anni (2022-2024) tutte le province hanno migliorato, ma le distanze non si riducono. La Spezia partiva dal 15% e ha guadagnato quasi 5 punti percentuali, Imperia era al 6,9% e ne ha guadagnati 3,5.

L’età del parco segue lo stesso gradiente. La Spezia ha il 59,4% di auto con almeno 8 anni — la quota più bassa della regione. Imperia è al 69,8%, la più alta. Il dato rilevante per la decarbonizzazione è quello sulle auto con 20 anni o più. A Imperia sono il 26,8% del parco totale (16,3% tra i 20 e i 29 anni, più il 10,5% con 30 anni e oltre), contro il 17,3% di La Spezia.


Imperia e il parco veicolare Liguria: il più vecchio

L’indice del potenziale inquinante elaborato da Istat — che misura il rapporto tra auto ad alto e basso impatto emissivo, con quota 100 come punto di equilibrio — posiziona Imperia a 122,4 nel 2024, il valore più alto tra le province liguri. In calo rispetto a 148,1 del 2019, ma ancora 14 punti sopra la media regionale (108,5) e 13 punti sopra la media nazionale (109,9).

La composizione del parco imperiese riflette questo ritardo. Il 53,8% delle auto è alimentato a benzina, il 35,8% a gasolio: in totale, l’89,6% funziona con carburanti tradizionali. Le auto a basse emissioni sono il 10,4%, di cui ibride 73,8 ogni 1.000 autovetture, elettriche appena 5, gas e bi-fuel 25,1. I veicoli elettrici pro capite in provincia restano a 0,005 — fermi rispetto al 2023.

In parallelo, la densità veicolare nella provincia di Imperia è salita a 2.602 veicoli per km² di superficie urbanizzata nel 2024, da 2.529 nel 2022. Più auto, più vecchie, in uno spazio che non si allarga.


La Spezia: unica provincia ligure sotto quota 100

La Spezia è l’unica provincia ligure con un indice del potenziale inquinante inferiore a 100 nel 2024: il valore è 97,9, in calo da 118,7 del 2019. Significa che nello spezzino le auto a basso potenziale inquinante sono per la prima volta più numerose di quelle ad alto potenziale. A livello nazionale questo risultato è raggiunto solo dal Nord-est.

La Spezia ha anche la quota più alta di auto a basse emissioni in Liguria: 19,6%, con ibride a 87 ogni 1.000 auto e gas e bi-fuel a 101,7 — il dato gas più elevato di tutta la regione. Questo spiega in parte perché la provincia ha raggiunto l’equilibrio prima delle altre. I veicoli elettrici pro capite sono 0,006, i più alti della regione insieme a Genova.

Il tasso di motorizzazione spezzino (631 auto per 1.000 abitanti) è tra i più bassi della regione, e il rinnovo del parco è più rapido: il 5,2% delle auto è stato immatricolato nell’ultimo anno, contro il 3,6% di Imperia.


💡 L’Analisi di Nextenne: Stessa regione, cinque anni di distanza.

La Spezia ha già raggiunto quello che Imperia insegue. Con un indice inquinante a 97,9, La Spezia ha superato quota 100 — il punto in cui le auto pulite bilanciano quelle inquinanti. Imperia è a 122,4: al ritmo di miglioramento degli ultimi cinque anni (-5 punti l’anno), raggiungerà l’equilibrio intorno al 2030. La Spezia ci è arrivata nel 2024.

Il vero problema di Imperia è strutturale, non congiunturale. Con il 26,8% di auto con 20 anni e oltre e ibride che crescono ma partono da una base esigua, il ritardo non si colma con le nuove immatricolazioni.

L’opportunità. Il gap rispetto alla media nazionale è un criterio che può pesare nei punteggi di accesso a bandi dedicati. Può essere un vantaggio quando si è alla ricerca di misure economiche dedicate al rinnovo del parco veicolare e alla mobilità sostenibile nei territori.

Tags: ACIauto elettricheauto ibridebasse emissioniGenovaImperiaindice potenziale inquinanteIstatLa SpeziaLiguriamobilità sostenibileparco veicolareSavonatasso di motorizzazionetransizione energetica
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