Per i clienti vulnerabili dell’energia il raffreddamento dei prezzi non è ancora arrivato. A giugno 2026 l’inflazione italiana è scesa al 3% dal 3,2% di maggio (ISTAT, dati definitivi del 16 luglio), ma nello stesso mese i prezzi degli energetici regolamentati sono passati da +5,6% a +9,2% e quelli non regolamentati da +12,5% a +13,3%. In provincia di Imperia, dove un residente su 6,4 ha più di 75 anni, la divisione di spesa che comprende elettricità, gas e acqua segna +6,5%: il valore più alto tra i territori liguri rilevati.
L’energia accelera mentre tutto il resto rallenta
Il rallentamento dell’inflazione di giugno riflette la frenata degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei servizi ricreativi e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei servizi di trasporto (da +1,7% a +1,1%), secondo ISTAT. L’unica componente in accelerazione è l’energia, su entrambi i fronti: quella regolamentata, i cui prezzi seguono gli aggiornamenti trimestrali dell’Autorità, e quella non regolamentata del mercato libero.
Il punto che i titoli sul “calo al 3%” non raccontano è distributivo. Nel secondo trimestre 2026 l’inflazione misurata dall’indice IPCA è stata del +3,7% per le famiglie con minore capacità di spesa e del +2,6% per quelle con la spesa più elevata (ISTAT). Un divario di oltre un punto: il raffreddamento c’è, ma non arriva a chi ha i margini più stretti, perché energia e beni essenziali pesano di più proprio sui bilanci più piccoli.
Chi sono i clienti vulnerabili: in Liguria uno su sei lo è per età
La legge definisce clienti vulnerabili dell’energia elettrica gli over 75, i percettori di bonus sociale per ISEE o per gravi condizioni di salute, i disabili ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92, chi vive in strutture abitative di emergenza dopo eventi calamitosi e le utenze delle isole minori non interconnesse (articolo 24, legge 193/2024). Per questa platea resta attiva la Maggior Tutela, il servizio a prezzo regolato aggiornato ogni trimestre da ARERA, che oggi serve circa 3 milioni di clienti in Italia.
Il solo criterio anagrafico basta a misurare l’esposizione ligure. Al 1° gennaio 2026 gli over 75 sono il 13,1% della popolazione italiana, ma il 16,4% di quella ligure: 247.246 persone, la quota regionale più alta del Paese (elaborazione Nextenne su dati ISTAT). In provincia di Imperia sono 32.823, il 15,6% dei residenti.
| Territorio | Over 75 (1/1/2026) | Quota sulla popolazione |
|---|---|---|
| Italia | 7.710.569 | 13,1% |
| Liguria | 247.246 | 16,4% |
| Provincia di Imperia | 32.823 | 15,6% |
La platea reale è più ampia: il dato anagrafico non conta bonus sociale, legge 104 e utenze salvavita, che si sommano agli over 75. E la tendenza è strutturale: nel 2019 gli over 75 erano l’11,7% in Italia e il 15,8% in Liguria — la regione vive già oggi la composizione demografica che il resto del Paese raggiungerà nei prossimi anni (elaborazione Nextenne su dati ISTAT).
Imperia: l’inflazione più bassa, l’energia più veloce
I dati territoriali dell’indice NIC restituiscono un quadro a due velocità. A giugno l’inflazione generale a Imperia è al +2,7%, sotto la media nazionale (+3,0%) e in linea con Liguria e Genova (+2,8%). Ma la divisione “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” a Imperia segna +6,5%: più di Genova (+6,2%) e della media regionale (+6,1%), sotto il dato italiano (+7,2%) (elaborazione Nextenne su dati ISTAT). Savona e La Spezia non partecipano alla rilevazione mensile dei prezzi: metà delle province liguri non ha un indice mensile.
| Giugno 2026 (var. tendenziale) | Indice generale | Abitazione, acqua, energia |
|---|---|---|
| Italia | +3,0% | +7,2% |
| Liguria | +2,8% | +6,1% |
| Imperia | +2,7% | +6,5% |
| Genova | +2,8% | +6,2% |
| Savona / La Spezia | n.d. | n.d. |
È la traiettoria a fare la notizia. A gennaio e febbraio la stessa divisione era in deflazione a Imperia (-1,8%); a marzo ancora negativa (-0,9%); poi lo scalino: +4,8% ad aprile, +5,2% a maggio, +6,5% a giugno (elaborazione Nextenne su dati ISTAT). Oltre otto punti di risalita in quattro mesi, con l’inversione di aprile che coincide con l’aggiornamento tariffario del secondo trimestre.
| Imperia — divisione energia domestica | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Var. tendenziale | -1,8% | -1,8% | -0,9% | +4,8% | +5,2% | +6,5% |
Maggior Tutela: +4,6% nel trimestre estivo
Dal 1° luglio la bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela aumenta del 4,6% rispetto al trimestre precedente, dopo il +8,1% del secondo trimestre (ARERA). Le cause indicate dall’Autorità: l’aumento atteso dei prezzi all’ingrosso per i consumi estivi, i costi del mercato della capacità — a luglio si concentrano le “ore critiche” per l’adeguatezza del sistema elettrico — e l’adeguamento della componente ASOS destinata alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. A mitigare, la riduzione delle componenti di commercializzazione PCV e DispBT.
Tradotto in euro, l’impatto resta contenuto: sulla spesa trimestrale del cliente tipo, circa 148 euro, il +4,6% vale poco meno di 7 euro; proiettato su base annua, circa 27 euro (elaborazione Nextenne su dati ARERA). La stessa ARERA registra che la spesa annuale del cliente tipo vulnerabile — 591,86 euro tra ottobre 2025 e settembre 2026 — è in calo dello 0,9% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il problema non è l’entità del singolo rincaro: è la direzione, invertita da due trimestri consecutivi, in una fase in cui tutto il resto del carrello rallenta.
ARERA ricorda che tutti i clienti vulnerabili che si trovano sul mercato libero hanno il diritto di passare alla Maggior Tutela. Il prossimo dato sull’inflazione di luglio è atteso da ISTAT per il 31 luglio; l’aggiornamento tariffario del quarto trimestre arriverà a fine settembre.






