Blackout Imperia, due parole che nel 2025 sono quasi un ossimoro: 2,595 interruzioni impreviste per utente contro una media nazionale di 5,335, secondo il Rapporto annuale degli output pubblicato da E-Distribuzione. Nell’anno in cui industria e commercio denunciano danni fino a 5mila euro per singolo episodio, la provincia più a ovest della Liguria ha una delle reti più stabili del Paese — con due asterischi che ridimensionano il merito.
Blackout Imperia: i numeri 2025 di E-Distribuzione
Un utente della provincia di Imperia ha subìto in media 2,595 interruzioni senza preavviso nel 2025, meno della metà della media E-Distribuzione (5,335), la società che serve circa 31 milioni di utenze in bassa tensione in Italia (Rapporto annuale degli output, 30 giugno 2026). Solo tre province fanno meglio: Ascoli Piceno (2,321), Prato (2,557) e Forlì-Cesena (2,561). All’estremo opposto, Trapani sfiora 11,4 e Avellino supera quota 11.
Il distacco dal resto della Liguria è netto: Genova registra 2,868 interruzioni per utente, Savona 3,625, La Spezia 4,987 (stessa fonte). Sulla durata il quadro coincide: 42 minuti medi senza corrente per guasti imprevisti a Imperia, contro i 66,6 nazionali e i 148,7 di Caserta, la provincia più colpita.
Chi vince: le imprese del freddo nel Ponente ligure
Il dato pesa soprattutto su chi lavora con la catena del freddo. Le microinterruzioni — in casa uno sfarfallio — negli stabilimenti fermano i macchinari e impongono riavvii costosi, come dichiarato al Sole 24 Ore del 13 luglio da Daniele Bianchi, presidente del Coordinamento dei Consorzi Energia di Confindustria. Per un pubblico esercizio, un blackout può costare tra 2mila e 5mila euro tra incassi mancati e merce deteriorata.
Nel Ponente la platea esposta è ampia: celle frigorifere della filiera florovivaistica, ristorazione, distribuzione alimentare. Una rete che si interrompe la metà della media nazionale è un vantaggio competitivo che nessuna campagna di promozione territoriale ha mai rivendicato.
I due asterischi: cantieri e clima
Il dato offre due letture opposte: una rete che richiede molta manutenzione, oppure un ammodernamento in corso che spiegherebbe parte della stabilità registrata. Sulle interruzioni programmate — quelle annunciate per lavori — Imperia è la peggiore della Liguria: 73,65 minuti per utente contro i 30,5 di Genova e i 38,85 di Savona. La corrente manca poco per guasto, ma più che altrove per cantiere.
Il secondo asterisco è climatico. Nel modello di resilienza della stessa società, il rischio “ondate di calore e prolungati periodi di siccità” per Imperia è classificato trascurabile — indice pari a zero — mentre a Genova è valorizzato e a Palermo tocca il massimo nazionale.
Proprio il clima, però, rende il primato meno scontato per l’anno in corso. Le ondate di calore che dall’inizio dell’estate 2026 interessano tutta l’Italia, Ponente compreso, sono il principale fattore di stress per le reti di distribuzione: il caldo estremo deteriora più rapidamente i cavi e aumenta lo stress sulle reti. I numeri del 2025 fotografano una rete che l’estate 2026 sta mettendo alla prova in condizioni più severe: il dato di quest’anno potrebbe riservare sorprese.
Indennizzi e fondi PNRR: la partita dei prossimi mesi
Per le interruzioni oltre gli standard, le regole ARERA (delibera 617/2023, TIQD, art. 45) riconoscono al cliente domestico fino a 6 kW un indennizzo automatico di 34,50 euro, più 17,25 euro ogni quattro ore aggiuntive, fino a 240 ore. Cifre che le associazioni d’impresa giudicano «del tutto insufficienti» rispetto ai danni reali.
Sul futuro pesa la destinazione degli investimenti: E-Distribuzione ha ottenuto 238 milioni di euro di fondi PNRR per le smart grid dell’area Piemonte-Liguria, di cui 90,8 già incassati a fine 2025, più 29,7 milioni per la resilienza della rete. Le smart grid — ‘reti intelligenti’ — sono reti di distribuzione dotate di sensori, contatori evoluti e sistemi di automazione: monitorano i flussi di energia in tempo reale, individuano il punto di guasto e richiudono automaticamente i tratti sani della linea, riducendo durata ed estensione delle interruzioni. Gestiscono inoltre l’elettricità in entrambe le direzioni, funzione ormai necessaria dove crescono gli impianti fotovoltaici di famiglie e imprese, che immettono energia in rete invece di limitarsi a prelevarla. È la differenza tra una rete che subisce il guasto e una che lo circoscrive da sola.
Con l’elettrificazione dei consumi — pompe di calore, ricariche, cucine professionali — il carico sulla rete del Ponente è destinato a crescere. Il prossimo riscontro pubblico è fissato: il rapporto E-Distribuzione sui dati 2026, atteso entro il 30 giugno 2027, dirà se il vantaggio della provincia regge all’aumento della domanda.


