Il lavoro in Liguria si misura in questi giorni su due serie di numeri che non raccontano la stessa storia. Regione Liguria annuncia il superamento di tutti i target del programma G.O.L. — 18.419 persone formate e 77.439 prese in carico, con una dotazione PNRR di 104,1 milioni di euro interamente impegnata (dati Regione Liguria) — mentre i dati Excelsior diffusi il 13 luglio 2026 dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria mostrano che le imprese di Imperia, Savona e La Spezia, pur programmando 7.130 assunzioni a luglio, in circa 4 casi su 10 non si aspettano di trovare i profili cercati (elaborazione Nextenne su dati Excelsior).
G.O.L., i target superati e i 104 milioni del PNRR
Il programma G.O.L. (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) è la principale riforma delle politiche attive del lavoro finanziata dal PNRR. In Liguria, secondo la Regione, ha completato un percorso di formazione un totale di 18.419 beneficiari, oltre l’obiettivo iniziale di 17.904, mentre le persone prese in carico dalla rete dei Centri per l’Impiego e degli enti accreditati sono 77.439, sopra la soglia fissata dal Ministero del Lavoro e dalla Commissione Europea.
La dotazione PNRR di 104,1 milioni di euro risulta integralmente programmata e impegnata, con una spesa superiore al 35% al 30 giugno 2026 (dati Regione Liguria). “Investire nelle politiche attive del lavoro significa creare opportunità concrete per i cittadini e rafforzare la competitività del territorio”, dichiara Simona Ferro, vicepresidente della Regione Liguria con delega alle Politiche dell’Occupazione.
Sul fronte degli esiti, la Regione indica che circa il 50% dei circa 80mila lavoratori presi in carico ha avviato un nuovo rapporto di lavoro. Il dato non specifica però la tipologia contrattuale di questi inserimenti. Ed è qui che i numeri della domanda, pubblicati dal sistema camerale, aggiungono il contesto mancante.
La domanda di lavoro in Liguria: 7.130 entrate nelle Riviere
| Imperia | Savona | La Spezia | Genova | Liguria | |
|---|---|---|---|---|---|
| Entrate previste a luglio | 2.030 | 3.210 | 1.890 | 6.460 | 13.590 |
| Entrate trimestre lug-set | 4.410 | 6.270 | 4.510 | 16.090 | 31.280 |
| Contratti stabili | 20% | 13% | 20% | 22% | 20% |
| Difficoltà di reperimento | 41,3% | 40,6% | 36,4% | 42,3% | 40,9% |
| Laureati richiesti | 5% | 6% | 8% | 14% | 10% |
| Dirigenti, specialisti e tecnici | 7% | 8% | 10% | 18% | 13% |
| Le 3 figure più richieste (quota entrate) | 63% | 55% | 46% | 39% | 47% |
| Esperienza specifica richiesta | 41% | 56% | 61% | 59% | 56% |
| Under 30 | 39% | 42% | 34% | 40% | 40% |
Fonte: Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, luglio 2026. Elaborazione Nextenne.
A luglio 2026 le imprese liguri programmano 13.590 entrate, su circa 568.000 a livello nazionale (Sistema Informativo Excelsior, Unioncamere-Ministero del Lavoro). Le tre province delle Riviere valgono da sole 7.130 assunzioni previste — il 52% del totale regionale (elaborazione Nextenne su dati Excelsior): Savona guida con 3.210, seguita da Imperia con 2.030 e La Spezia con 1.890, mentre Genova ne programma 6.460.
Sul trimestre luglio-settembre il rapporto si inverte. Le entrate previste in Liguria sono 31.280 e Genova da sola, con 16.090, supera l’insieme delle Riviere, ferme a 15.190: 6.270 nel Savonese, 4.510 nello Spezzino, 4.410 nell’Imperiese. La domanda rivierasca si concentra nel picco estivo; quella genovese si distribuisce di più nei mesi successivi.
A trainare è ovunque il turismo: i servizi di alloggio, ristorazione e turistici concentrano 1.260 entrate a Savona, 910 a Imperia e 610 a La Spezia (dati Excelsior). Seguono servizi alle persone e commercio, con una differenza spezzina: al terzo posto compaiono le industrie meccaniche ed elettroniche, con 210 entrate. Le imprese che prevedono assunzioni restano una minoranza: tra il 19% del totale a La Spezia e il 22% a Savona.
Il mismatch che 18mila formati non hanno chiuso
Nello stesso mese in cui la Regione certifica i 18.419 percorsi formativi completati, le imprese dichiarano di non riuscire a trovare i profili cercati in 41 casi su 100 a Imperia e Savona e in 36 alla Spezia. In valori assoluti significa circa 2.800 posizioni a rischio di restare scoperte sulle 7.130 previste nelle tre province. Il fenomeno non è solo rivierasco: la media ligure è del 40,9% e Genova, con il 42,3%, registra il valore più alto della regione.
Il picco è nelle aree tecniche e della progettazione, dove la difficoltà di reperimento raggiunge il 57,8% a livello ligure e tocca il massimo regionale a Imperia, con il 60,9%, davanti a Genova (60,1%), La Spezia (54,4%) e Savona (53,5%) secondo i bollettini Excelsior. Pesa anche il requisito dell’esperienza: viene richiesta esperienza specifica o nello stesso settore per il 41% delle entrate a Imperia, il 56% a Savona e il 61% a La Spezia.
Contratti a termine 8 volte su 10, la stabilità si ferma al 17%
Il secondo elemento che i dati camerali aggiungono al quadro riguarda la qualità dei contratti offerti. A Imperia e alla Spezia l’80% delle entrate previste è a termine, a Savona la quota sale all’87% (dati Excelsior). Sull’insieme delle tre province, i contratti stabili — tempo indeterminato o apprendistato — si fermano a circa 1.200 su 7.130, il 17% (elaborazione Nextenne su dati Excelsior). La stabilità cresce avvicinandosi al capoluogo: Genova offre il 22% di contratti stabili, sopra la media regionale del 20%.
La stagionalità turistica spiega buona parte del fenomeno, in un mese di picco come luglio. Le entrate interesseranno giovani con meno di 30 anni per quote tra il 34% della Spezia e il 42% di Savona, mentre le imprese prevedono di assumere personale immigrato in una quota tra il 22% e il 27% dei casi. In questo mercato si inserisce il 50% di rioccupati del G.O.L.: senza il dettaglio sulla durata dei contratti, il dato regionale e quello camerale restano due metà di una risposta.
Laureati al 5-8%: la domanda di competenze alte non decolla
Il terzo scarto riguarda le qualifiche. Le entrate destinate a personale laureato sono il 5% a Imperia, il 6% a Savona e l’8% a La Spezia; dirigenti, specialisti e tecnici assorbono tra il 7% e il 10% delle entrate, contro una media nazionale del 13% (dati Excelsior). La domanda si concentra su poche figure: le tre professioni più richieste coprono da sole il 63% delle entrate a Imperia, il 55% a Savona e il 46% a La Spezia.
Il confronto con Genova disegna due mercati del lavoro nella stessa regione: nel capoluogo i laureati richiesti sono il 14% e dirigenti, specialisti e tecnici arrivano al 18%, sopra la media nazionale; il dato ligure complessivo si ferma rispettivamente al 10% e al 13%. Per un programma costruito su formazione e riqualificazione, il punto di caduta è questo: il mercato delle Riviere assorbe soprattutto profili operativi e stagionali, mentre il lavoro qualificato si addensa a Genova.
Focus Imperia: la domanda meno qualificata e più concentrata della Liguria
Per la provincia di Imperia i dati Excelsior di luglio disegnano il profilo più estremo tra le quattro province. Le 2.030 entrate del mese si concentrano per l’83% nei servizi e per l’80% nelle imprese con meno di 50 dipendenti, i valori più alti in Liguria; il solo comparto di alloggio, ristorazione e turismo pesa per 910 entrate, il 45% del totale provinciale (elaborazione Nextenne su dati Excelsior). Le tre figure più richieste assorbono il 63% delle entrate, contro il 47% ligure e il 39% di Genova: la domanda meno diversificata della regione.
È anche la domanda con la barriera d’ingresso più bassa: l’esperienza specifica è richiesta solo per il 41% delle entrate, contro il 56% della media ligure, e i laureati si fermano al 5%, la metà del dato regionale (bollettini Excelsior). La quota prevista di personale immigrato, 27%, è la più alta in Liguria. Eppure proprio a Imperia il reperimento resta critico: 41,3% di profili difficili da trovare, sopra la media regionale, con il già citato 60,9% nelle aree tecniche e della progettazione.
Il trimestre conferma la stagionalità: le 4.410 entrate previste nell’Imperiese tra luglio e settembre sono il dato più basso della regione, sotto anche La Spezia (4.510), che pure a luglio programma meno assunzioni. Passato il picco estivo, la domanda imperiese si assottiglia più che altrove.
La Regione guarda intanto alla fase successiva, con l’obiettivo dichiarato di consolidare la riforma oltre la scadenza del piano: “Continueremo a investire in questo modello — afferma Ferro — convinti che competenze, formazione e occupazione siano strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo, valorizzare il capitale umano e accompagnare la crescita della Liguria anche oltre l’orizzonte del PNRR”.






