Ottimo, perché quest’anno il pezzo forte del tuo guardaroba da spiaggia non sarà un’abbronzatura perfetta, ma un’etica impeccabile.
Addio, costumi usa e getta che inquinano più di una nave cargo carica di glitter! Benvenuti, costumi da bagno sostenibili…
E no, non stiamo parlando di sacchi di juta riciclati con un buco per la testa.
Il dramma del costume monouso: hai presente quel bikini carinissimo che hai comprato l’anno scorso, l’hai messo due volte e poi si è disintegrato come i buoni propositi di inizio anno? Ecco, quello è il tipico costume “fast fashion”. Bello e effimero, ma dietro la sua apparente innocenza si nasconde un dramma ben più grande di un selfie venuto male.
La maggior parte dei costumi da bagno è fatta di poliestere, nylon e altre fibre sintetiche derivate dal petrolio. La loro produzione richiede un sacco di energia, acqua e, ovviamente, petrolio. E quando li butti via (perché sì, prima o poi si smollano, si sfilacciano o semplicemente ti stanchi di vedere sempre lo stesso modello), finiscono in discarica dove ci mettono centinaia di anni per decomporsi, rilasciando microplastiche che poi ritroviamo… indovina un po’? Nelle nostre patatine fritte. Ok, forse non nelle patatine, ma di sicuro nei nostri mari, nei pesci e, di conseguenza, nella nostra catena alimentare. Non proprio il condimento che desideriamo per la nostra insalata di riso estiva.
Per fortuna, non tutto è perduto come la dignità dopo una scivolata sull’asciugamano bagnato. L’industria della moda, spinta da consumatori sempre più consapevoli (sì, stiamo parlando di te, giovane lettore informato con l’aria un po’ così), sta finalmente virando verso soluzioni più eco-friendly.
Entra in scena l’eroe che non ti aspettavi: il costume da bagno sostenibile. Di cosa parliamo? Principalmente di materiali riciclati. Il più celebre è l’ECONYL®, una fibra di nylon rigenerata al 100% che proviene da reti da pesca abbandonate (le famigerate “reti fantasma” che strangolano la fauna marina), tappeti dismessi e scarti di tessuti industriali. Praticamente, un costume che ha salvato la vita a qualche pesce e ora è pronto a esaltare la tua.
Ma non c’è solo l’ECONYL®. Molti brand stanno sperimentando con: – REPREVE®: un’altra fibra fatta al 100% da bottiglie di plastica riciclate. Immagina, il tuo prossimo bikini potrebbe essere stato una bottiglia d’acqua che hai bevuto l’anno scorso. Un cerchio che si chiude, in modo decisamente più fashion; – tessuti riciclati da scarti pre-consumo: meno affascinante delle reti da pesca, ma ugualmente efficace. Parliamo di scarti di produzione tessile che vengono riprocessati per creare nuovi filati; – fibre naturali innovative: anche se meno comuni per i costumi da bagno (per ovvi motivi di resistenza all’acqua), ci sono ricerche su canapa, lyocell e altre fibre con trattamenti specifici per renderle adatte all’uso marino.
Ma attenzione, il costume sostenibile non è solo questione di “cosa” è fatto, ma anche di “come” è fatto. Un brand davvero green si preoccupa di tutta la filiera produttiva: – condizioni di lavoro eque: niente sfruttamento, per favore. Le persone che cuciono il tuo costume devono essere pagate dignitosamente e lavorare in un ambiente sicuro. Non vogliamo che il nostro bagno di sole sia macchiato da sensi di colpa; – produzione a basso impatto: meno acqua, meno energia, meno sostanze chimiche. Alcuni brand utilizzano tinture a basso impatto o processi produttivi che minimizzano gli sprechi; – durabilità: un costume sostenibile è un costume che dura. Se lo devi comprare ogni anno, non è poi così sostenibile, no? Investi in qualità, risparmierai soldi e inquinamento; – packaging sostenibile: anche l’occhio vuole la sua parte, e la plastica per l’imballaggio è un vero pugno nell’occhio per il pianeta. Cerca brand che usano buste compostabili, carta riciclata o che evitano del tutto il packaging superfluo.
Allora, come fai a scegliere il tuo prossimo costume da bagno che ti farà sembrare una sirena (o un tritone) senza trasformarti in un inquinatore seriale? Non farti ingannare dal greenwashing. Cerca brand che siano trasparenti sulla loro filiera produttiva e sui materiali che utilizzano. Leggi le etichette: cerca parole come “ECONYL®”, “REPREVE®”, “nylon riciclato”, “poliestere riciclato”.
Investi in qualità: un costume sostenibile costa un po’ di più? Certo, è un investimento. Ma durerà di più e ti farà sentire meno in colpa ogni volta che lo indossi.
Cura il tuo costume: lavalo a freddo, non usare l’asciugatrice e risciacqualo sempre dopo il bagno in mare o in piscina. Trattalo bene e ti ripagherà con anni di onorato servizio.
Considera il second-hand: il costume più sostenibile è quello che non viene prodotto. Dai un’occhiata ai mercatini dell’usato o alle piattaforme di rivendita. Potresti trovare un tesoro vintage! Insomma, quest’estate, mentre ti godi il sole e il mare, puoi farlo con la consapevolezza di non aggiungere un mattone (di plastica) al muro dell’inquinamento.
Scegli il tuo costume con saggezza e preparati a fare un’onda di stile… e di sostenibilità. Il pianeta (e il tuo karma) ti ringrazieranno!
Sei pronto a tuffarti in un’estate più verde?






