Liguria a due velocità sui rifiuti: Levante virtuoso, Ponente in rincorsa con Amaie Energia
Genova, 3 luglio 2025 — La fotografia 2025 del dossier Comuni Ricicloni di Legambiente mostra una Liguria spaccata in due: i quattro Comuni “Rifiuti Free” — Riccò del Golfo, Pieve Ligure, Ortovero e Luni — con la provincia di Imperia assente dalla classifica. Ma nel Ponente qualcosa si muove: Amaie Energia e Servizi, multi-utility con sede a Sanremo, ha portato la sua expertise in 18 Comuni a una media del 68 % di raccolta differenziata grazie a investimenti mirati e innovazione.
I “magnifici quattro” del Levante
| Comune | % RD | Secco residuo (kg/ab) |
|---|---|---|
| Riccò del Golfo (SP) | 85,5 % | 63,9 |
| Pieve Ligure (GE) | 78,2 % | 68,2 |
| Ortovero (SV) | 77,8 % | 72,0 |
| Luni (SP) | 79,0 % | 69,6 |
Risultati ottenuti con porta-a-porta spinto, tariffazione puntuale e centri di raccolta informatizzati. Ma gli “zero waste” liguri rappresentano ancora un’eccezione: il gap con la media regionale resta ampio.
Perché Imperia non è ancora “Rifiuti Free”?
Il parametro Legambiente richiede < 75 kg/ab di secco residuo. Amaie è sulla buona strada ma deve abbassare di altri 10-15 kg la produzione pro-capite per far entrare i primi Comuni del Ponente nella top list.
Il caso Ponente: intervista a Sergio Tommasini

«Gestiamo un territorio complesso — 18 Comuni, oltre 84 000 residenti
che raddoppiano d’estate — eppure sfioriamo il 68 % di differenziata,
con punte dell’80 % nei centri più virtuosi»
- Badalucco ha raddoppiato la % di RD grazie alle isole ecologiche informatizzate.
- Bajardo è passato al porta-a-porta, superando in pochi mesi il 70 %.
La provincia di Imperia è assente nel dossier di Legambiente, ad eccezione di Sergio Tommasini. Il presidente di Amaie Energia e Servizi è stato intervistato nella sezione degli EcoManager nazionali e ha parlato dei risultati già raggiunti dalla società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti e della visione per gli anni a venire.
“Esiste già un progetto pilota previsto per il Comune di Taggia, il secondo più popoloso del bacino dopo Sanremo, che prevede l’installazione di isole ecologiche informatizzate capaci di garantire sia il riconoscimento dell’utente che la registrazione e la misurazione dei conferimenti sul rifiuto residuo secco indifferenziato. Questo permetterà, in futuro, di poter applicare una tariffazione puntuale che consentirà di determinare una tariffa proporzionale, almeno in parte, alla fruizione del servizio di raccolta rifiuti. – spiega Tommasini – Inoltre, la limitazione volumetrica induce a una maggiore raccolta differenziata, impedendo di gettare nell’indifferenziato materiali che possono invece essere avviati a recupero come cartoni, verde e ingombranti”
“Tra le principali iniziative c’è l’implementazione di ecoisole informatizzate tramite finanziamenti del Pnrr, dotate di sistemi di apertura a badge per migliorare l’efficienza della raccolta e ridurre l’abbandono dei rifiuti. – conclude – Vi sono poi dei progetti di educazione civica e videosorveglianza. Stiamo infatti lanciando una campagna di sensibilizzazione che combina l’educazione civica con l’installazione di telecamere nelle aree soggette ad abbandono illecito di rifiuti”.
«La limitazione volumetrica e il riconoscimento utente indurranno più raccolta differenziata e renderanno la tariffa più equa: paghi quanto produci»
Sergio Tommasini, presidente Amaie Energia e Servizi
Le sfide aperte in Liguria
- Città sopra i 15 000 abitanti assenti – nessun capoluogo ligure entra nella top list. Senza un cambio di passo dei poli urbani l’incidenza regionale dell’indifferenziato resterà alta.
- Impiantistica carente – la raccolta spinta richiede stazioni di trasferenza e centri di riciclo per organico, carta e plastica. Investimenti ancora insufficienti lungo la dorsale costiera.
- Coinvolgimento turistico – picchi di popolazione estiva complicano la raccolta. Servono piani specifici per stabilimenti balneari, porti e diporto.
Perché la partita vale doppio
Oltre al beneficio ambientale, passare da quattro a una rete diffusa di Comuni “Rifiuti Free” significa:
- ridurre i costi di smaltimento fuori regione;
- generare green jobs legati al riciclo e alla logistica dei materiali;
- migliorare l’immagine turistica di una regione che punta su mare pulito e biodiversità.
Conclusioni
Le altre province liguri fanno da apripista con quattro Comuni “Rifiuti Free”, ma il Ponente — guidato da Amaie Energia — dimostra che l’obiettivo è raggiungibile anche in aree turistiche complesse. Se la Liguria saprà unire tariffa puntuale, nuovi impianti e acquisti verdi, potrà tagliare i costi di smaltimento, creare green jobs e rafforzare l’immagine di una regione pulita e circolare.






