Le città liguri migliorano, ma la sostenibilità resta un traguardo lontano
Cresce l’impegno ambientale delle città liguri, ma la strada verso la piena sostenibilità è ancora lunga. È quanto emerge dal nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, realizzato con il contributo di Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che fotografa lo stato di salute ambientale dei 106 capoluoghi italiani.
Se a livello nazionale nessuna città raggiunge il 100% delle performance, la Liguria mostra segnali incoraggianti: La Spezia si conferma prima tra le liguri (33ª), Savona compie un balzo in avanti (34ª), Genova migliora (40ª) e Imperia risale fino alla 65ª posizione.
Un risultato che, come sottolinea Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, “È incoraggiante ma non deve illudere: in diversi casi, il miglioramento deriva anche dalla mancata inclusione del dato sull’incidentalità, dove le nostre città restano tra le peggiori”.
L’Italia urbana in affanno: il quadro nazionale
A livello nazionale, Trento (79,78%) e Mantova (78,74%) guidano la classifica, seguite da Bergamo, Bolzano e Pordenone. In coda, quasi tutte città del Sud, con Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone agli ultimi posti.
La media nazionale di performance ambientale si ferma al 54,24%, in calo rispetto al 56,41% del 2023.
Smog, perdite idriche e consumo di suolo restano le criticità principali, mentre si registrano progressi nella raccolta differenziata, che per la prima volta supera il 65% a livello nazionale.
La Liguria tra luci e ombre
La Liguria rappresenta un caso di studio interessante: pur partendo da un contesto complesso — densità abitativa elevata, morfologia difficile e consumo di suolo saturo — riesce a segnare miglioramenti in diversi settori. Tuttavia, la regione resta fragile nei comparti chiave: qualità dell’aria, verde urbano e gestione rifiuti.
Qualità dell’aria: migliorano Savona e Imperia, Genova resta critica
I dati sul biossido di azoto (NO₂) mostrano una diminuzione diffusa: -25% a La Spezia, -40% a Savona e oltre -50% a Imperia. Genova, però, resta sopra i limiti europei con 27 µg/m³, penalizzata dalle emissioni portuali e dal traffico urbano. Per il parametro Ozono, Genova supera la soglia con 40 giorni annui di sforamento, contro i 25 consentiti, mentre Savona e Imperia restano nei limiti.
Raccolta differenziata: migliorano i numeri, ma non basta
La raccolta differenziata cresce ma resta sotto la soglia di legge (65%) in diversi comuni: Genova 50,6%, Savona poco sopra il 55%. La Spezia resta la più virtuosa con 79,3%, mentre Imperia si ferma al 68,2%.
Come sottolinea Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria, “La sfida è estendere la raccolta spinta e digitalizzare il monitoraggio dei rifiuti, seguendo l’esempio di Savona, che ha avviato un nuovo piano di raccolta nel 2025”.
Consumi idrici: Liguria sotto la media nazionale
Con una media di 123-147 litri/abitante/giorno, i consumi liguri restano sotto la media italiana (147 l/ab/g), ma le perdite idriche restano elevate: Imperia e La Spezia disperdono quasi il 50% dell’acqua immessa in rete.
Mobilità: Genova resta tra le migliori, ma cala l’utilizzo del TPL
Il trasporto pubblico locale è uno dei punti forti della regione. Genova si conferma quarta città in Italia per passeggeri trasportati (300 viaggi procapite/anno), nonostante il calo rispetto al 2023 (393).
In crescita Savona e La Spezia, mentre Imperia resta in fondo alla classifica.
Il tasso di motorizzazione resta basso: Genova (47 auto ogni 100 abitanti) è tra le città meno dipendenti dall’auto privata in Italia.
Verde urbano e aree pedonali: la grande carenza ligure
È qui che la Liguria mostra il suo volto più fragile. Genova offre appena 8 m² di verde pubblico per abitante, ben sotto la media nazionale (21 m²/ab).
Solo La Spezia supera i 12 m²/ab, mentre Savona e Imperia restano sotto i 6.
Anche le aree pedonali sono insufficienti: Savona è l’unica sopra la media nazionale (57,9 m²/100 ab), mentre Genova, La Spezia e Imperia offrono spazi minimi, pari a un foglio A4 per abitante.
“Serve una legge per la rigenerazione urbana”
Per Legambiente, la chiave per invertire la rotta sta in una legge nazionale sulla rigenerazione urbana, che fermi il consumo di suolo e incentivi la riqualificazione degli spazi esistenti.
«Il Paese ha bisogno di città sostenibili e resilienti ma servono strumenti normativi e risorse stabili. È il momento di una legge che metta ordine tra i bonus edilizi e premi davvero l’efficienza energetica e la qualità della vita urbana».
– ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente
Analisi e prospettive per la Liguria
La Liguria, pur registrando miglioramenti, continua a evidenziare ritardi strutturali: un tessuto urbano denso, poco verde e fortemente motorizzato, unito a una gestione ancora parziale dei rifiuti e dell’acqua.
Ma ci sono segnali incoraggianti:
- Imperia riduce le emissioni e cresce sulle rinnovabili;
- Savona accelera sul riciclo e sulle aree pedonali;
- Genova, pur restando il motore economico regionale, deve affrontare la sfida dell’inquinamento atmosferico e della mobilità portuale sostenibile.
In prospettiva, la regione può diventare un laboratorio di rigenerazione urbana integrata, puntando su verde pubblico, energie rinnovabili, efficienza idrica e ciclabilità diffusa.
? IN BREVE / DATI CHIAVE
| Indicatore | Media Liguria 2025 | Media Italia | Miglior città ligure |
|---|---|---|---|
| Punteggio Ecosistema Urbano | 53% | 54,2% | La Spezia (33ª) |
| Raccolta differenziata | 64% | 65,1% | La Spezia (79,3%) |
| Consumo idrico | 133 l/ab/g | 147 l/ab/g | Imperia (141) |
| Perdite idriche | 38% | 36,1% | Savona (25%) |
| Verde pubblico | 8 m²/ab | 21 m²/ab | La Spezia (12,5 m²/ab) |
| NO₂ medio | 20 µg/m³ | 21 µg/m³ | Savona (10 µg/m³) |





