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Subito sold out la prima data di Tutti a casa di Olly allo stadio Luigi Ferraris di Genova

Stefano Michero by Stefano Michero
Settembre 4, 2025
Reading Time: 7 mins read

TUTTI A CASA raddoppia con una nuova data il 20 giugno allo stadio Luigi Ferraris di Genova.

TUTTI A CASA rappresenta per Olly un nuovo appuntamento live che sa di straordinario: lo stadio Luigi Ferraris di Genova riapre eccezionalmente le sue porte alla musica proprio per Olly e la sua gente, a 21 anni dall’ultimo concerto che si è svolto nella venue, tenuto da Vasco Rossi. Un evento che, giá dal titolo, racconta del legame stretto di Federico con la sua città e le sue radici, della voglia di condividere con Genova l’energia, la potenza e il senso di condivisione che i suoi live sprigionano. I biglietti per la seconda data di Tutti a casa – prodotto e organizzato da Magellano Concerti – saranno disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita abituali a partire dalle ore 16.30.

La prima data al Luigi Ferraris di Genova – in programma il 18 giugno 2026 – era stata annunciata a sorpresa direttamente da Olly, durante la prima delle due date (2 e 4 settembre 2025), La Grande Festa, all’ippodromo Snai San Siro a Milano. Questi due show sono per Olly l’occasione di festeggiare questo anno ricco di traguardi insieme alla sua gente, che lo ha sostenuto fin da subito esaurendo i biglietti in tempi record.

Un evento Tutti a casa che, giá dal titolo, racconta del legame stretto di Federico con la sua città e le sue radici, della voglia di condividere con Genova l’energia, la potenza e il senso di condivisione che i suoi live sprigionano.

Ad accompagnare Olly sul palco de La Grande Festa tornano Juli e la sua chitarra – che ha curato, come sempre, la direzione musicale dello show insieme al cantautore – Pierfrancesco Pasini (tastiere e chitarra), Dalila Murano (batteria) e “Gas Gas” Gabriele Ippolito (sax). La band si arricchisce con la presenza di Raffaele Littorio ossia Rufio (chitarra elettrica), Stefan Stancic (violino/tastiere) ed Emanuele Nazzaro “Nazza” (basso) e con loro i brani in scaletta si tingono di nuovi colori. Sax contralto e sax soprano, violino classico ed elettrico, basso, chitarre acustiche ed elettriche, tastiere e batteria si intrecciano in un suono pieno, dinamico e sfaccettato. La scelta strumentale rappresenta la vera fotografia della musica di Olly: strumenti classici utilizzati in maniera personale e contemporanea, capaci di creare un connubio unico tra la modernità e la tradizione cantautorale da cui l’artista trae ispirazione.

Ogni brano è stato riarrangiato per l’occasione, diventando una versione unica e personale, frutto della libertà creativa concessa a ciascun musicista. In particolare, i brani del disco Il Mondo Gira sono stati completamente rinnovati: quelli più elettronici hanno preso una veste più “suonata”, assumendo un nuovo colore, coerente con il sound di Tutta vita. Il concerto si trasforma così in un viaggio che attraversa le diverse tappe del percorso artistico di Olly, alternando momenti di pura energia a passaggi più intimi e acustici, in una continua evoluzione di quanto costruito con il tour nei club. Il risultato è una festa autentica e sentita, capace di generare una connessione intensa e genuina con il pubblico, aiutata anche dalla passerella bassa che si inserisce nel parterre, quasi a portare Olly ad essere uno dei 34mila spettatori presenti a “far festa” con lui.

Per la sua Grande Festa all’Ippodromo di Milano, Olly ha voluto un palco e una scenografia che “suonassero” all’unisono con il concerto, aumentando la condivisione con il pubblico e amplificando la realtà di quello che avviene sul palco, oltre alla sintonia tra Federico e la band. Lo schermo trasparente è inclinato verso il pubblico: un prolungamento, anzi uno “schiaffo” che arriva alla gente di Federico, abituata a vivere il live in maniera profonda e collettiva.

Oltre 250 corpi luce animano il palco, seguendo i movimenti di Federico e dei musicisti in sync con la musica e amalgamandosi completamente con la narrazione dello show. La regia video è quasi esclusivamente live, anche in questo caso per amplificare “il reale”, quello che avviene sul palco. L’inizio dello show rimanda al mondo analogico del VHS, a quel passato dei grandi eventi musicali, dai concerti spogli ai grandi raduni musicali ed è proprio in questo mondo che si inseriscono le canzoni di Olly e La Grande Festa: un concerto sincero con un legame diretto tra il palco – realizzato su più livelli per rendere ulteriormente fruibile al pubblico anche le performance dei musicisti – e  i 34mila che riempiono il parterre dell’Ippodromo. E così prosegue fino alla fine, passando per Quei ricordi là dove scorre il rullino dei ricordi dei punti importanti della carriera di Federico circondato dai suoi amici e dalla sua gente, per poi chiudersi con la discesa dal palco e il segnale che si interrompe.

Come da tradizione i versi di Albachiara di Vasco Rossi risuonano nel buio e al termine del brano il pubblico è travolto dall’intro con i ritornelli delle sue hit più celebri: si alternano qui Quei ricordi là, Devastante e Balorda nostalgia. Nel frattempo, le luci blu si alternano mentre le frasi tratte dai testi delle canzoni vengono proiettate sui led, fino a culminare in un crescendo musicale che segna l’ingresso dei musicisti sul palco e, infine, quello di Olly. Lo spettacolo inizia con È festa, traccia che apre anche il secondo album del cantautore, Tutta Vita, che è nata per aprire i live.Subito dopo, si passa a L’anima balla, brano coinvolgente presentato a Sanremo Giovani 2022, che scalda il pubblico in un’atmosfera di pura connessione. La scaletta prosegue con Polvere e a seguire Quei ricordi là, singolo spensierato che regala un sorriso a chi lo ascolta, ma che nasconde una forte componente emozionale impreziosita dall’assolo finale dei suoi musicisti che lo circondano. Si continua con con Bianca, con cui Olly mostra ancora una volta la sua capacità di raccontare storie attraverso immagini universali. È il momento di Un’altra volta e Una vita, il pezzo d’apertura del precedente disco del cantautore, Gira, il mondo gira. Con Paranoie l’Ippodromo si tinge di rosso, per un’atmosfera intensa che amplifica ulteriormente la verità della canzone. Arriva poi la volta di A noi non serve far l’amore, una ballad in cui il cantautore esprime il tentativo di evitare il confronto profondo tra due persone. Il ritmo accelera nuovamente con Ho voglia di te, in duetto con Emma, ospite speciale della serata, che con il suo sound caldo riesce a trasportare il pubblico in un’atmosfera estiva. SeguonoLa lavatrice si è rotta e A squarciagola, brano in cui Olly si mette a nudo raccontando i momenti di smarrimento della vita. A questo punto sul palco fa il suo ingresso un tavolo apparecchiato con sgabelli e sedute che dà il via alla sezione acustica con Quando piove, Ho un amico, Hai fatto bene, L’amore va e Per due come noi nella sua versione originale nata per i live. Questo momento rappresenta una finestra sul processo creativo tra Olly e la formazione che lo ha accompagnato anche nel tour nei club, ossia Juli, Pierfrancesco Pasini, Dalila Miggiano e Gabriele Ioppolo. Arriva il momento di Sopra la stessa barca e Olly chiama sul palco l’amico e collega Enrico Nigiotti, per cantare insieme questo brano su cui hanno collaborato per la prima volta. Man mano che il segmento prosegue la tavolata si arricchisce con gli altri membri della band e amici, fino ad arrivare al momento di Depresso Fortunato: qui la connessione con il pubblico esplode e si celebra l’atmosfera di gioia e coralità che da sempre determina i concerti di Olly. Il concerto prosegue con Scarabocchi, qui arricchito di una nuova intro con un assolo di chitarra indie-rock, e che racchiude un profondo senso di vulnerabilità e un’intensa riflessione sui sentimenti, positivi e negativi, che accompagnano la vita di tutti. Si prosegue poi con L’amore va, con cuiil cantautore regala al pubblico un momento di intimità e unione. Arriva poi Fammi morire, brano che parla della dipendenza d’amore mettendo in luce il lato più romantico del cantautore. Noi che cambia il suo sapore con l’intro con le tastiere, il brano parte con delicatezza per poi esplodere con tutta la sua forza in un inno condiviso con il pubblico. Per la prima volta Olly canta live Questa domenica, un momento nuovo e rappresentativo dell’identità artistica che descrive la direzione musicale intrapresa dal cantautore. Con I cantieri del Giappone Olly porta a galla alcune delle paure comuni mescolate alla sensazione di non sentirsi spesso all’altezza. Balorda nostalgia, trova spazio in un momento esclusivo, con la conclusione acustica di Olly e Juli insieme abbracciati. Con il brano che lo ha portato alla vittoria di Sanremo, il cantautore ci riporta ai sentimenti contrastanti che accompagnano il passato, una lotta contro noi stessi nota a chiunque abbia sperimentato l’amore. Dopo l’assolo di Juli composto appositamente per questi live arriva Il campione, brano che vede i due protagonisti al centro della scena e che chiude simbolicamente il disco Tutta Vita. Le ultime due canzoni della scaletta, sono tra le più amate del repertorio del cantautore: Devastante, che rappresenta ormai un inno per tutte le persone che lo ascoltano, e Menomale che c’è il mare, che si conclude – come da tradizione – con Il pescatore di Fabrizio De Andrè, canzone cantata a Sanremo durante la serata delle cover insieme a Goran Bregović e la Wedding & Funeral Band con cui Olly ci porta a casa sua, Genova. Proprio questo brano rappresenta la chiusura ideale di ogni spettacolo: un saluto potente e corale, simbolo di forza e unione, che riporta Olly nella sua città e lascia il pubblico in una dimensione di festa e condivisione.

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