Ecosistema Scuola 2025, presentato il rapporto
La campanella è tornata a suonare per milioni di studenti italiani, ma il nuovo Rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente fotografa ancora una volta un sistema fragile, segnato da ritardi negli investimenti, disuguaglianze territoriali e carenze strutturali. Nel 2024 solo il 47% degli edifici scolastici disponeva del certificato di agibilità, appena il 45% del collaudo statico, mentre meno del 15% degli edifici in zona sismica risultava progettato o adeguato secondo le normative antisismiche.
Sul fronte della sicurezza, la situazione non migliora: solo il 31,2% delle scuole ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni e appena il 10,9% ha visto interventi di messa in sicurezza, nonostante proprio i solai rappresentino la principale causa di incidenti nelle scuole italiane.
La Liguria tra luci e ombre
Il report dedica un focus anche ai dati regionali, con la Liguria che mostra un quadro a due facce. Se da un lato la regione condivide le criticità nazionali legate a manutenzione e servizi, dall’altro emergono esperienze positive, in particolare nelle province di Imperia e Savona.
- Imperia è citata nel rapporto come una delle realtà con le migliori performance per:
– continuità degli interventi di manutenzione; - – gestione trasparente dei fondi;
- – attenzione all’adeguamento antisismico e alla sicurezza strutturale.
Savona invece si distingue per:
– la diffusione di impianti fotovoltaici e soluzioni rinnovabili nelle scuole;
– la presenza di mense scolastiche diffuse, in linea con gli standard nazionali più alti;
– l’impegno nella promozione di servizi scolastici integrati.
Questi due capoluoghi dimostrano come una programmazione efficace e investimenti mirati possano fare la differenza anche all’interno di un quadro nazionale segnato da carenze strutturali e disuguaglianze territoriali.
Genova e La Spezia: luci e ombre
La situazione negli altri capoluoghi liguri è più sfumata:
Genova, pur essendo il comune con il maggior numero di edifici scolastici, sconta la difficoltà di gestire un patrimonio vasto e spesso datato. Restano criticità sul fronte della manutenzione straordinaria e dell’efficientamento energetico.
La Spezia mostra risultati intermedi, con alcuni progetti positivi sul fronte della sostenibilità, ma ancora troppe scuole con certificazioni incomplete.Questi due territori rappresentano esempi di come una programmazione efficace e una visione strategica possano produrre risultati concreti anche in un contesto nazionale complesso.
Manutenzione scolastica: un’Italia divisa
Uno dei punti più critici messi in evidenza dal rapporto riguarda i fondi per la manutenzione straordinaria e ordinaria. Nel 2024 la spesa media per edificio si è fermata a 39.648 euro, in calo rispetto alla media degli ultimi cinque anni (43.563 euro). La situazione peggiora guardando alla manutenzione ordinaria: appena 8.338 euro per edificio a livello nazionale.
Le differenze territoriali restano marcate: al Nord la capacità di spesa è maggiore (41.699 euro per edificio), mentre Sud e Isole faticano a trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, con valori che si fermano rispettivamente a 5.564 e 5.234 euro.
Scuole poco sostenibili: rinnovabili e classi energetiche
Anche la transizione ecologica nelle scuole procede a rilento. Solo il 16% degli edifici ha beneficiato di interventi di efficientamento energetico e appena il 6,5% rientra nella classe energetica A. La maggioranza (66,6%) si trova ancora nelle ultime tre classi (E, F, G).
L’adozione di impianti da fonti rinnovabili riguarda solo il 21% delle scuole, con forti disparità: le Isole si fermano al 10,8%, mentre il Nord e alcune aree del Centro registrano percentuali più alte. In questo scenario, Savona rappresenta un caso positivo, con una presenza crescente di impianti solari e buone pratiche di gestione sostenibile.
Servizi scolastici in affanno
Oltre all’edilizia e alla sostenibilità, il rapporto segnala carenze anche nei servizi scolastici.
- Il tempo pieno è attivo solo nel 38% delle classi e scende drasticamente al 16,8% nelle Isole.
- La mensa è presente nel 73,7% degli edifici, ma nelle Isole si ferma al 38,8%.
- Le strutture sportive sono disponibili solo nel 50% delle scuole italiane e meno della metà è accessibile in orario extrascolastico al Sud.
Un bilancio su 25 anni di edilizia scolastica
Il Rapporto Ecosistema Scuola, giunto alla XXV edizione, offre anche uno sguardo retrospettivo: negli ultimi 25 anni la scuola italiana ha fatto pochi progressi. La manutenzione straordinaria è rimasta altalenante, oscillando tra il 40% e il 60% degli edifici interessati, mentre i fondi per la manutenzione ordinaria si sono attestati stabilmente tra i 5.000 e i 13.000 euro per edificio, insufficienti rispetto alle reali necessità.
Un altro dato preoccupante riguarda il servizio scuolabus, crollato dal 38% degli edifici nei primi anni 2000 a poco più del 20% nel 2024. Sul fronte ambientale, invece, un segnale positivo: se negli anni 2000 nessuna scuola disponeva di impianti da fonti pulite, oggi il 20% ne è dotata, seppur con un ritmo di crescita troppo lento.
Legambiente: “Serve un piano nazionale per la scuola”
“La scuola pubblica italiana ha bisogno di investimenti regolari e consistenti nella manutenzione straordinaria e ordinaria – spiega Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente –. È urgente un piano nazionale che garantisca edifici sicuri, sostenibili e più servizi, superando la frammentazione dei fondi e replicando le buone pratiche già attive”.
Per Elena Ferrario, presidente di Legambiente Scuola e Formazione, la chiave è una programmazione stabile:
“La manutenzione straordinaria c’è, ma non basta. Serve una risposta di lungo periodo, anche sulla manutenzione ordinaria, che deve diventare il pilastro della prevenzione e della sicurezza”.
Liguria: un modello da consolidare
Se il quadro generale resta critico, la Liguria con Imperia e Savona offre segnali di speranza: amministrazioni locali capaci di programmare, investire e innovare possono rappresentare modelli replicabili in altre aree del Paese.
? In sintesi: la scuola italiana ha bisogno di più sicurezza, sostenibilità e servizi. La Liguria, con le esperienze di Imperia e Savona, dimostra che il cambiamento è possibile, ma servono risorse certe e strategie a lungo termine.





