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Olive Taggiasche Liguri IGP: un riconoscimento storico per la Liguria

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Olive Taggiasche Liguri: l’IGP dell’UE che riscrive il futuro dell’agricoltura ligure

La Commissione europea ha approvato l’iscrizione delle “Olive taggiasche liguri” nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP). È un risultato atteso da oltre venticinque anni. Per la Liguria significa molto più di una sigla: è il riconoscimento ufficiale di una tradizione agricola che ha plasmato il paesaggio e l’identità della regione.


Un riconoscimento atteso da 25 anni

L’annuncio è arrivato insieme alla registrazione della “Carne Salada del Trentino”, ma per la Liguria il valore è particolare. La varietà taggiasca, introdotta dai monaci benedettini nel X secolo a Taggia, diventa oggi un prodotto tutelato a livello comunitario. La protezione IGP certifica l’origine e garantisce ai consumatori autenticità, difendendo i produttori da imitazioni e concorrenza sleale.


Perché l’IGP cambia il futuro dell’oliva taggiasca

Il riconoscimento europeo non è solo un traguardo storico, ma una leva per la crescita. Come ha sottolineato il vicepresidente della Regione Liguria, Alessandro Piana, l’IGP “…segna un passaggio epocale per la nostra agricoltura, tutela una tradizione secolare e offre ai nostri produttori nuove opportunità sui mercati nazionali e internazionali”.

Con il marchio comunitario, le olive e la pasta di olive taggiasche prodotte, raccolte, trasformate e confezionate in Liguria potranno essere valorizzate meglio, inserite nei circuiti di promozione internazionale e protette dal fenomeno dell’italian sounding.


La storia di una pianta che ha fatto la Liguria

L’oliva taggiasca non è una cultivar qualunque. È frutto di un territorio unico, una stretta striscia di terra tra mare e monti che la protegge dai venti freddi e le regala un clima ideale. La pianta si distingue per vigoria, produttività e per la sensibilità al gelo. La sua acclimatazione in Liguria, nel corso dei secoli, ha reso l’olivicoltura parte integrante del paesaggio, modellando i terrazzamenti che oggi sono un simbolo della regione.


Cosa significa per i produttori liguri

Per i produttori liguri, l’IGP è una garanzia ma anche una sfida. Ora si apre una fase nuova: la possibilità di ampliare la produzione, investire sugli uliveti e valorizzare l’intera filiera. È un punto di partenza, non di arrivo. Il disciplinare europeo impone standard rigorosi di qualità, e questo stimolerà l’innovazione e la sostenibilità, creando valore aggiunto lungo tutta la catena produttiva.

Il riconoscimento è il frutto di un lavoro di squadra: Regione Liguria, Consorzio Olio DOP Riviera Ligure, associazioni di categoria, sistema camerale e industriali hanno collaborato con i produttori per rispondere ai requisiti della Commissione europea.


L’impatto per i consumatori e i mercati

Per i consumatori, l’IGP significa fiducia. Ogni confezione con il marchio garantisce che il prodotto proviene davvero dalla Liguria, con le caratteristiche uniche della taggiasca. Sul mercato, il riconoscimento accresce il valore commerciale delle olive e dei derivati, rafforza l’export e apre nuove opportunità nei negozi gourmet e nella ristorazione di qualità.


La tutela del paesaggio e della sostenibilità

Oltre al mercato, l’IGP protegge anche il paesaggio rurale ligure. Gli uliveti, spesso collocati in aree marginali e terrazzate, rappresentano non solo un patrimonio agricolo, ma anche un argine al dissesto idrogeologico e una componente chiave della biodiversità. Investire nella loro manutenzione significa difendere l’ambiente e il territorio, oltre a promuovere la sostenibilità ambientale ed economica.


Conclusione: identità e competitività ligure

Con l’IGP, l’oliva taggiasca diventa ufficialmente ambasciatrice della Liguria nel mondo. È un riconoscimento che lega storia e futuro, identità e competitività. Ma soprattutto è una leva concreta per rafforzare un comparto agricolo che può ancora crescere, innovarsi e consolidarsi nei mercati globali.


In sintesi

Le Olive taggiasche liguri entrano nel registro IGP dell’Unione europea, dopo un’attesa di oltre 25 anni. Il riconoscimento tutela i produttori liguri, valorizza una tradizione secolare e rafforza la competitività del comparto agricolo regionale. È un risultato storico per la Liguria, che da oggi ha un nuovo alleato nella promozione delle sue eccellenze agroalimentari.

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