La vita ti dà e ti toglie… bisogna avere “Il sole dentro”
Il viaggio di Casa Sanremo OFF ha fatto tappa ad Ascea, in Campania, portando sul palco una delle voci più amate e riconoscibili della musica italiana: Al Bano. L’incantevole location scelta è stata l’Eleamare Resort, con lo sfondo di un tramonto dai mille toni del rosso. L’artista di Cellino San Marco, protagonista di una carriera che attraversa decenni di successi, si è raccontato in un incontro speciale insieme al giornalista e scrittore Pino Aprile e alla giornalista Grazia Serra. Tra memorie familiari, riflessioni sulla fede, ricordi di incontri straordinari e un legame indissolubile con la sua terra, il cantante ha presentato il suo libro Il sole dentro, consegnando al pubblico emozioni e verità autentiche.

Diventiamo parte del racconto. Approfondiamo i temi del libro leggendo l’intervista di Grazia Serra…
L’INTERVISTa di
grazia serra ad al bano

Al Bano, nel tuo nuovo libro Il sole dentro parti da una frase che per anni hai letto ogni mattina, scritta da tuo padre sul muro di casa: La vita è una dura lotta. Quanto ha contato per te? Tantissimo. All’epoca non ci facevo caso, l’ho capito strada facendo. Mio padre aveva ragione: la vita è davvero una lotta, e devi imparare a combattere contro la sua durezza. Ho avuto due fari straordinari, i miei genitori, che mi hanno insegnato a vivere senza mai lasciarmi spazio per la pigrizia.
I tuoi genitori sono molto presenti nel libro. C’è una foto che ti ritrae bambino, insieme a loro, e tu stesso racconti il ritorno di tuo padre dalla guerra. Che ricordi hai? Mio padre l’ho conosciuto a due anni. All’inizio lo respingevo: lo vedevo come un estraneo che dormiva accanto a noi. Poi il tempo ci ha reso inseparabili. La guerra porta danni enormi, eppure quell’amore che ho visto tra i miei genitori è rimasto il mio più grande esempio.
Nel libro affronti anche il tema della fede. Com’è maturata dentro di te? Ho vissuto due fedi: quella imposta dall’infanzia – battesimo, comunione, cresima – e quella più profonda, nata dal dolore. Quando perdi un figlio o affronti tragedie familiari, la prima reazione è inveire contro Dio. Poi ho capito che persino Dio ha perso un Figlio, e da lì sono ripartito. È la fede che nasce dalla sofferenza.
Nel tuo racconto emerge anche la forza di rialzarti nei momenti più bui. Sì, ho avuto momenti in cui ho pensato perfino di togliermi la vita. Poi un giorno mi sono guardato allo specchio e ho detto: “Cretino, dove vuoi andare? Hai dei figli, hanno bisogno di un padre vivo”. Da lì è rinata la voglia di combattere.
Torniamo indietro: 5 maggio 1961, la tua partenza per Milano. Cosa ricordi di quel viaggio? Non ho chiuso occhio. Attraversavo l’Italia e mi sembrava un sogno. Partivo per l’“università della vita”, come l’ho sempre chiamata. Ho promesso a mio padre che un giorno avrei aperto una cantina con il suo nome. E quella promessa l’ho mantenuta.
Poi arriva il 1967 e Nel sole, il brano che ti consacra. Cosa ti disse tuo padre? Disse che casa nostra era diventata San Giovanni Rotondo: la gente arrivava da ogni parte, come in pellegrinaggio. Io pensavo solo a portarlo con me, a viaggiare insieme. Ma lui mi rispondeva: “E la mula a chi la lascio?”. Era fatto così.
La tua carriera ti ha portato sui palchi più importanti, ma tu resti profondamente legato alla terra e alla famiglia.Io resto un contadino. La musica è stata il mio tappeto volante, ma le radici non le ho mai dimenticate. L’ospitalità, il vino, la terra: sono parte di me tanto quanto le canzoni.
Nel libro racconti anche gli incontri con figure come Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II. Sono stati incontri che mi hanno arricchito l’anima. Santa Teresa di Calcutta, così minuta, mi ricordava mia madre: un ulivo che cammina. San Giovanni Paolo II aveva uno sguardo che ti penetrava dentro. E San Pio, quel giorno di pioggia a San Giovanni Rotondo, mi lasciò un ricordo indelebile.
Se dovessi riassumere la tua filosofia di vita in una frase? La vita ti dà e ti toglie, ma bisogna essere forti. E io oggi mi sento più forte di prima.

Articolo a cura di Grazia Serra






