Nextenne
domenica, Ottobre 11, 2026
  • Home
  • News
    • Territorio e Identità
    • Economia e Imprese
    • Innovazione e Sviluppo
    • Cultura & Lifestyle
  • Magazine
  • Podcast
  • Partner
    • Prime Quality – Main Partner
    • Eventi e Comunicazione
  • Contatti
No Result
View All Result
Nextenne
No Result
View All Result

Liguria, nidi di Caretta caretta raddoppiati: possibile segnale del cambiamento climatico

Stefano Michero by Stefano Michero
Aprile 21, 2026
Reading Time: 6 mins read

Un’estate record per le tartarughe liguri

La Liguria diventa ufficialmente la nuova nursery del Mediterraneo per la tartaruga Caretta caretta. Durante l’estate 2025 sono stati censiti 11 nidi lungo la costa, per un totale di oltre 900 uova e più di 700 piccoli arrivati al mare. Un risultato eccezionale che raddoppia i numeri del 2024, quando i nidi individuati erano cinque.

A confermarlo è Valentina Giussani (nella foto di @Tiffany Ambrosini), biologa di ARPAL Liguria, tra i referenti del coordinamento regionale per il monitoraggio e la tutela dei nidi. Con lei abbiamo cercato di capire cosa sta succedendo nel nostro mare — e perché.


“Il mare si scalda e la Caretta caretta risponde”

“Sappiamo che le tartarughe Caretta caretta depongono moltissime uova”, spiega Giussani , “perché nei primi anni di vita la mortalità è altissima. In media, solo una su mille raggiunge l’età adulta. Per questo ogni nido, ogni uovo e ogni schiusa sono preziosi”.

ARPAL coordina, insieme ai Comuni costieri e ai volontari, una rete di sorveglianza capillare che monitora costantemente i siti di nidificazione. I risultati parlano chiaro: la percentuale di schiusa ed emersione in Liguria supera il 90%, tra le più alte del Mediterraneo.

“Rispetto allo scorso anno i nidi sono più che raddoppiati. È un dato importante, ma per capire cosa significa serve tempo. Potrebbe esserci un collegamento con il riscaldamento delle acque, ma dovremo raccogliere dati per diversi anni prima di dare una risposta scientifica certa”.


Cambiamento climatico: la chiave del fenomeno

“Il Mar Ligure oggi è più caldo, e questo spiega in parte perché la specie si stia spingendo più a nord”.

L’aumento delle temperature è un segnale che bisogna interpretare e non può essere ignorato, perché dice molto su come il clima stia trasformando gli ecosistemi marini. La biologa sottolinea come non esista, invece, alcun legame scientifico diretto tra la presenza delle tartarughe e la qualità delle acque, come spesso si tende a credere. Il fattore chiave è la temperatura, non l’inquinamento.

“Le Caretta caretta seguono rotte antiche e si orientano in base alle condizioni del mare. Quando vediamo nidi in aree nuove, come in Liguria, significa che la specie sta adattando le sue strategie di sopravvivenza a un ambiente che cambia”.


La Liguria si prepara: un modello di rete e collaborazione

ARPAL e i partner territoriali, con il supporto delle Capitanerie e dei volontari, hanno garantito una vigilanza continua per settimane, monitorando ogni nido fino alla schiusa. “Quest’anno abbiamo trovato Comuni più preparati, grazie all’esperienza maturata nel 2024”, racconta Giussani.

“A Laigueglia e ad Arma di Taggia, dove i nidi erano in spiagge private, la collaborazione con i gestori è stata immediata. In altri casi, come Riva Ligure e Varazze, abbiamo osservato un fenomeno raro: le schiuse diurne. È qualcosa che di solito avviene di notte, ma che nel 2025 abbiamo registrato più volte, anche in altre regioni come Toscana, Puglia e Calabria”.

“Il coordinamento è fondamentale. In Liguria le spiagge idonee alla nidificazione non sono molte: il territorio è fortemente antropizzato e gli spazi naturali sono limitati. Ma proprio per questo ogni nido è un piccolo successo collettivo”.


Un nuovo areale per la specie

Il fenomeno ligure interessa anche il mondo scientifico europeo, perché rappresenta l’estremo nord della nidificazione nel Mediterraneo. Ogni nuova schiusa fornisce informazioni fondamentali sull’evoluzione delle specie marine e sull’impatto dei cambiamenti climatici sul ciclo vitale della fauna costiera.

“Dalla Toscana alla Costa Azzurra, passando per la Liguria, stiamo osservando un’espansione evidente. Siamo a tutti gli effetti una nuova area di colonizzazione per la Caretta caretta”, spiega la biologa.

“Questo rende ancora più importante raccogliere dati precisi su ogni evento, così da capire se si tratta di una tendenza temporanea o di un vero spostamento dell’areale di riproduzione”.


Scienza, tutela e futuro

ARPAL, insieme ai centri di ricerca italiani ed europei, sta costruendo un archivio di dati storici che servirà a comprendere come la specie si stia adattando. La Liguria può essere un laboratorio naturale per studiare l’impatto del riscaldamento globale sulla biodiversità marina.

“Ci vorranno anni per avere un quadro chiaro”, conclude Giussani.
“Ma una cosa è certa: le tartarughe sono tornate. E con loro è arrivata una responsabilità nuova, quella di proteggere un equilibrio fragile tra natura e presenza umana”.


In sintesi

  • Liguria considerata nuova area di colonizzazione della specie.
  • Nel 2025 11 nidi in Liguria, contro i 5 del 2024.
  • Oltre 900 uova e 700 schiuse riuscite.
  • Percentuale di successo oltre il 90%, tra le più alte del Mediterraneo.
  • ARPAL coordina rete di tutela con Comuni, Capitanerie e volontari.
  • Possibile correlazione con l’aumento delle temperature del mare.

SummarizeSummarizeSendShareShareTweetShare
Previous Post

Per combattere l’influenza bisogna essere green

Next Post

L’uso eccessivo dello smartphone influisce sulla nostra capacita relazionale

Stefano Michero

Stefano Michero

Related Posts

Taglio accise, prezzi gasolio e benzina per provincia in Liguria
Economia e Imprese

Taglio accise, solo il gasolio: a Imperia il pieno più caro della Liguria

Agosto 5, 2026
8
Ciclovia Valle Argentina, strada provinciale della Valle Argentina oggetto dei lavori di rifacimento asfalto
Economia e Imprese

Ciclovia Valle Argentina: 600mila euro, il 91% è asfalto

Agosto 3, 2026
16
Cantiere di opere pubbliche in Liguria finanziato con i fondi di coesione
Economia e Imprese

Fondi di coesione in Liguria: la mappa dei 265 milioni

Luglio 31, 2026
38
Artigianato edile nell'entroterra di Imperia: un muratore ricostruisce un muretto a secco tra le fasce di ulivi
Economia e Imprese

Artigianato a Imperia: +47 nel trimestre, ma cresce solo l’edilizia

Luglio 28, 2026
20
rea del futuro Ospedale del Ponente a Taggia
Economia e Imprese

Ospedale del Ponente: tutto si decide entro il 1° settembre

Luglio 20, 2026
16
clienti vulnerabili energia inflazione Imperia Liguria giugno 2026
Economia e Imprese

Inflazione giù, energia su: il conto dei clienti vulnerabili liguri

Luglio 17, 2026
12
Next Post
L’uso eccessivo dello smartphone influisce sulla nostra capacita relazionale

L'uso eccessivo dello smartphone influisce sulla nostra capacita relazionale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Chi siamo
  • Uso dell’AI Nextenne
  • Copyright
  • Privacy & cookie Policy
  • Contatti
Segnalazioni e Comunicati:
redazione@nextenne.it

Nextenne — Copyright © 2024 - 2026
P.Iva: 01815240088
Testata registrata presso il Tribunale di Imperia (Iscr. n. 115/2025 RG)
Direttore Responsabile: Stefano Michero

No Result
View All Result
  • Home
  • News
    • Territorio e Identità
    • Economia e Imprese
    • Innovazione e Sviluppo
    • Cultura & Lifestyle
  • Magazine
  • Podcast
  • Partner
    • Prime Quality – Main Partner
    • Eventi e Comunicazione
  • Contatti

Nextenne — Copyright © 2024 - 2026
P.Iva: 01815240088
Testata registrata presso il Tribunale di Imperia (Iscr. n. 115/2025 RG)
Direttore Responsabile: Stefano Michero

-
00:00
00:00

Queue

Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00