PNE minerario: Liguria in prima linea nella caccia alle materie critiche
Con 14 aree di indagine e 3,5 milioni € già stanziati, il nuovo Programma Nazionale di Esplorazione disegna la mappa italiana delle materie prime critiche. La Liguria diventa fulcro per rame, manganese e grafite, grazie a tecnologie di esplorazione a impatto quasi zero.
Cos’è il PNE e perché nasce
Il PNE è la prima strategia pubblica sull’esplorazione mineraria dopo trent’anni di pausa. Obiettivo: valutare le risorse nazionali di litio, terre rare, rame e altri elementi chiave per la transizione verde. Il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica ha approvato 14 progetti distribuiti su tutto il Paese. I ministeri MASE e MIMIT hanno affidato l’esecuzione a ISPRA, che coordina 15 unità operative.
Dove si indaga
Lombardia e Trentino studiano fluorite e terre rare.
Il Piemonte cerca platino, mentre Toscana e Lazio puntano sul litio.
La Sardegna riaffiora con tungsteno, rame e feldspati.
Liguria, laboratorio di rame e manganese
Due distretti, un’unica sfida
Il progetto copre i distretti di rame e manganese della Liguria orientale, modellati nelle ofioliti appenniniche. Qui verrà testata la prospezione elettromagnetica aero-trasportata (Airborne EM) per mappare i giacimenti nascosti.

Un’eredità di 30 miniere
Nelle valli Graveglia, Gromolo e Petronio sono presenti circa 30 miniere dimesse. La più nota, Libiola, ha estratto oltre un milione di tonnellate di solfuri con tenore di rame 7-14 %. Le discariche contengono ancora metalli strategici, oggi recuperabili con tecniche avanzate.

Grafite: la seconda carta ligure
Un progetto nazionale valuta i giacimenti di grafite in Calabria, Piemonte e Liguria, analizzando purezza e cristallinità del minerale. Per la Liguria significa diversificare oltre ai metalli di base.
Metodi di esplorazione “green”
La prima fase (lug 2024-mag 2026) è finanziata con 3,5 milioni €. Si usano solo tecniche non invasive: telerilevamento PRISMA, rilievi geochimici, geofisica leggera, radiografia muonica. I dati confluiranno nel database GeMMA, accessibile a imprese e ricercatori.
Prossimi passi
Dopo la mappatura aerea seguiranno campionamenti mirati e, solo se necessario, sondaggi di dettaglio. Il cronoprogramma prevede la presentazione dei primi risultati entro maggio 2026. L’esito deciderà i finanziamenti delle fasi 2 e 3, orientate alla valutazione delle riserve.
Conclusioni
Il PNE offre alla Liguria l’occasione di trasformare un passato minerario in un futuro sostenibile. Senza nuove miniere non c’è transizione digitale né energetica: lo dice anche Bruxelles.





