Intervista realizzata da Grazia Serra
Kim Rossi Stuart premiato nella splendida Villa Pignatelli, con il Nastro d’Argento “Icona dell’anno” per “Il Gattopardo” (Netflix).
I Giornalisti Cinematografici italiani hanno scelto cinque protagonisti più ’iconici’ dell’anno: Monica Guerritore per “Inganno”, Luca Marinelli per “M – Il figlio del secolo”, Alba Rohrwacher per “L’amica geniale – Storia della bambina perduta”, Kim Rossi Stuart per “Il Gattopardo” e Vittoria Schisano per “La vita che volevi”.



L’INTERVISTA
Kim Rossi Stuart è il Principe di Salina ne “Il Gattopardo”. È vero che tu non avevi mai letto il romanzo e neanche visto un film quando sei stato scelto? Tutto vero.
Com’è stato l’approccio con il personaggio del Principe di Salina? La prima cosa è stata leggere i due primi episodi, la sceneggiatura. Con attenzione. Dopo, ho letto il libro. Ancora non ho visto il film.
Un grande lavoro, anche a livello fisico e vocale. Che tipo di lavoro è stato? Mi sono messo di impegno, ponendomi dei paletti e mettendo delle bandierine da raggiungere per ottenere dei risultati concreti. Leggendo il libro ho subito pensato agli sforzi concreti da fare per trasformarmi ed immedesimarmi nel personaggio. Ho iniziato a lavorare sul corpo e sulla voce. Sono ingrassato tanti chili, ho fatto tanta palestra. Nel libro, Lampedusa descrive il Principe come uno che, quando passa, fa scricchiolare il pavimento e fa muovere i mobili. Questa pesantezza, questa possenza, andava restituita anche alla mia interpretazione. Poi rimaneva tutto il lavoro interiore, al quale sono più abituato.
C’è stato un momento durante la serie che ti ha emozionato più di altri, che porterai sempre con te? Tanti, tanti momenti. Devo dire che durante l’ultimo episodio, che è propriamente quello che amo di più, c’è il momento del ballo, particolarmente emozionante nel quale mi sono sentito risucchiare proprio dal personaggio e dalla sua relazione con la figlia. Poi, c’è la battuta più iconica per me, quella sugli sciacalli: “Noi fummo i Gattopardi”. Ecco, quella scena è probabilmente quella che mi ha emozionato di più.
Grazie a Kim Rossi Stuart, per il suo talento senza tempo.
Intervista realizzata da Grazia Serra






