Intervista realizzata da Grazia Serra
Filippo Timi premiato nella splendida Villa Pignatelli come attore protagonista per “Dostoevskij”.


L’INTERVISTA
Hai vinto il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista. Come è stato interpretare il tuo personaggio? Difficile. 298 scene. Alcuni giorni io dicevo: “Boh, aiuto”. Abbiamo resistito al freddo, alla fame, a tanti giorni di girato. Ne capitano pochi di progetti del genere. È stato bellissimo. Sei mesi di lavoro, tre mesi di preparazione. Ho smesso di vedere la TV. Adesso ho ricominciato.
Che cosa ti accompagnerà di questo personaggio? Che cosa porterai con te? Del personaggio spero niente, perché è talmente nero che non vorrei facesse parte di me. È il cattivo dei cattivi. Mi porterò, credo per sempre, la poesia dei fratelli D’Innocenzo. Proprio il loro modo di scrivere, il loro modo di essere attenti a qualsiasi parola, di avere uno sguardo profondo e significativo.
Un lavoro complesso che ti ha regalato tante soddisfazioni. Che emozione provi per questa vittoria? La più grande soddisfazione. Come se fosse Natale. C’è un filosofo contemporaneo, Agamben, che è fighissimo, forse un po’ antipatico, ma fighissimo e perciò gli si perdona tutto, che dice: “L’amore è come quando ti arriva un regalo per il tuo compleanno e non è il tuo compleanno”. Questo Premio riesce a trasformare un giorno qualsiasi nel mio compleanno.
A che dedichi questo premio? A mia mamma, a Luciana. Prima, davanti a tutti i giornalisti, l’ho dedicato alla mia gente. Dedicare i premi è una cosa bellissima, è come ripagare le persone che non salgono sul palco ma che davvero ti hanno sostenuto e hanno contribuito al successo.
Grazie a Filippo Timi, per il suo talento unico.
Intervista realizzata da Grazia Serra







