Nel cuore dell’Abruzzo, tra colline e piccoli borghi, prende forma un autentico laboratorio di coesione: “Cantieri di Comunità”, un progetto promosso da Circolo Legambiente Geo APS con il coinvolgimento delle comunità locali e delle scuole. Una rete di attività pensata per rispondere al disagio sociale e culturale in aree depresse, offrendo non solo occasioni di apprendimento, ma un nuovo modo di vivere il territorio.
Grazie a laboratori, campi di volontariato, attività culturali e di educazione non formale, il progetto stimola il legame tra generazioni, giovani e anziani, abitanti e scuole .
Rigenerazione territoriale: gli eventi si svolgono lungomare, nelle corti storiche e negli edifici scolastici dei comuni coinvolti (Atessa, Archi, Casoli e altri), unendo riqualificazione ambientale e rinnovamento delle relazioni. Pertanto, scuole e associazioni diventano protagoniste, favorendo una cittadinanza attiva e responsabile, capace di immaginare il proprio futuro oltre l’austerità demografica e culturale .
Il progetto si inserisce in aree tutelate dalla rete Natura 2000, promuovendo la tutela ambientale e il rispetto del paesaggio come parte integrante del vivere comunitario. Un approccio che intreccia l’educazione ecologica alla responsabilità territoriale .
Perché questo progetto è un tesoro nascosto? Sicuramente perchè contrasta l’isolamento diffuso nei borghi, creando nuovi spazi di incontro e dialogo. Inoltre, coinvolge attivamente cittadini, studenti e associazioni, dando voce alle esigenze del territorio. Infine, costituisce sicuramente un modello replicabile basato sulla collaborazione tra terzo settore, istituzioni e scuole, può essere esportato anche in altre zone vulnerabili.
Finanziato dalla Regione Abruzzo nell’ambito del bando 2024 dedicato al volontariato e al terzo settore, “Cantieri di Comunità” dimostra che la sostenibilità non è solo ambiente, ma anche benessere, relazioni, cultura e cura delle radici. È un piccolo grande tesoro, capace di restituire senso e dignità a quei luoghi che sembrano lasciati indietro — e di ridisegnare una mappa di futuro condiviso. Un’iniziativa concreta, inclusiva e culturale: un seme di comunità che, posto con cura, cresce in significato per l’intero Paese.






