Specie aliene nei nostri mari: “Attenti a quei 4!”
Che cosa sono le specie aliene? In biologia marina chiamiamo “specie aliene” (o non indigene) quegli organismi che arrivano in un ecosistema dove non erano presenti in modo naturale. Spesso viaggiano dentro le acque di zavorra delle navi, seguono rotte commerciali o, nel Mediterraneo, entrano dal Canale di Suez. Se trovano le condizioni ideali — temperature più alte, assenza di predatori, cibo in abbondanza — possono riprodursi rapidamente, alterare gli equilibri ecologici e persino impattare sull’economia locale.
Per capire quanto il fenomeno sia concreto basta guardare ai dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Dal 2022 la campagna di citizen science “Attenti a quei 4!” invita pescatori, subacquei e diportisti a segnalare quattro specie tropicali potenzialmente pericolose: il pesce scorpione (Pterois miles), il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus) e i due pesci coniglio (Siganus luridus e Siganus rivulatus). Fino a marzo 2025 il portale ORMEF ha registrato 1 840 avvistamenti di pesce scorpione, concentrati soprattutto nel Mar Ionio, ma con presenze in aumento anche nell’Adriatico meridionale.
L’attenzione non è legata solo alla biodiversità. Il pesce palla maculato, ad esempio, possiede una neuro‑tossina letale se ingerita, mentre le spine del pesce scorpione restano urticanti fino a 48 ore dopo la morte dell’animale. Per questo ISPRA e CNR‑IRBIM hanno riattivato la rete di segnalazione on‑line (modulo web), via WhatsApp (+39 320 4365210) e attraverso i gruppi Facebook Oddfish e Fauna Marina Mediterranea con l’hashtag #Attenti4.

Il caso Liguria: alieni nel Mar Ligure
Chi pensa che il problema riguardi soltanto i mari del Sud si sbaglia. Secondo le mappe storiche di ORMEF GeoPortal, anche il Mar Ligure ospita una vera “lista aliena”. Tra le segnalazioni più note troviamo la cornetta di mare o pesce flauto (Fistularia commersonii), osservata regolarmente nel 2008, 2010 e 2019 e oggi considerata la specie esotica più avvistata nella regione. Già nel 1958 era comparso l’Anarhichas lupus (pesce lupo), mentre tra gli anni ’60 e ’90 sono stati documentati il Pomadasys stridens, lo squalo martello maggiore (Sphyrna mokarran) e persino il pesce palla Sphoeroides pachygaster, uno dei primi alieni registrati nel 1985.
Nel 2023 si è aggiunto il Zenopsis conchifer, specie tipica dell’Atlantico. Non mancano gli arrivi più recenti: dai Kyphosus (K. incisor, 2009) al Lutjanus jocu (2005). E sì, anche il temuto granchio blu (Callinectes sapidus), originario delle coste atlantiche americane, è una specie aliena ormai diffusa in diversi porti liguri: le sue chele potenti mettono in difficoltà le tradizionali vongolare.
Perché aumentano gli avvistamenti?
Il Mediterraneo si sta scaldando più in fretta degli oceani e questo innalza la temperatura media dell’acqua ligure di circa 0,3 °C ogni dieci anni. A salire è anche la frequenza di correnti meridionali che sospingono larve e giovanili tropicali verso Nord. Se a questo aggiungiamo il traffico marittimo e l’apertura di nuove rotte commerciali, il cocktail diventa perfetto per nuovi ingressi.
Cosa possiamo fare
ISPRA invita tutti gli “occhi sul mare” a scattare foto o video delle specie sospette, annotare data, luogo e profondità dell’avvistamento e caricare il materiale sul portale ORMEF. Ogni segnalazione valida migliora i modelli di distribuzione usati da ricercatori come Ernesto Azzurro (CNR‑IRBIM) per prevedere le aree più vulnerabili, dal Mar Ionio alle Riviere liguri.
Manuela Falautano, coordinatrice ISPRA della campagna, ricorda che «l’informazione è la prima barriera contro la diffusione degli invasori: più i cittadini sono consapevoli, meno rischiamo di trovarci impreparati». L’obiettivo non è creare allarmismo, ma conoscere per gestire: alcune specie sono commestibili, altre vanno maneggiate con estrema cautela, altre ancora, come il pesce palla maculato, non devono in alcun caso finire in padella.
In sintesi, le specie aliene non sono più un’eccezione ma una realtà stabile dei nostri mari — compreso il Mar Ligure. Sapere riconoscere un pesce scorpione o una cornetta di mare può fare la differenza tra una fotografia da record e un incidente spiacevole. Partecipare alla campagna #Attenti4 significa proteggere la biodiversità mediterranea e, al tempo stesso, la sicurezza di chi vive e lavora sul mare.
Hai avvistato qualcosa di insolito tra le onde? Segnala subito e contribuisci alla più grande mappa partecipata degli alieni del Mediterraneo.






