Dalla mitologia di Kairos alle ruspe del Pnrr: l’Assemblea Ance 2025 chiama “tempo giusto” il momento di varare una legge sulla rigenerazione urbana, un piano abitativo da 15 miliardi e cantieri più veloci, mentre le imprese attendono tre miliardi di rimborsi.
Un parterre istituzionale per fissare l’agenda urbana
Nell’auditorium di via della Conciliazione la presidente Federica Brancaccio ha illustrato le sue proposte davanti al sindaco Roberto Gualtieri, ai ministri Matteo Salvini e Paolo Zangrillo, al vicepresidente Ue Raffaele Fitto, al cardinale Matteo Zuppi, al presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, all’ex commissario Ue Paolo Gentiloni e alla presidente della Commissione Econ Irene Tinagli. Lo slogan dell’evento — «Il tempo giusto» — richiama la necessità di scegliere progetti di lunga prospettiva e non soluzioni tampone.
Il modello Pnrr: cantieri al 60 %, spesa ancora al 34 %
Secondo l’Osservatorio Pnrr Ance sei cantieri su dieci risultano aperti o conclusi, a fronte di una spesa effettiva che a fine febbraio si ferma al 34 %. Una forbice che impone di accelerare i pagamenti e di superare il dibattito sulla proroga, puntando invece sugli obiettivi di risultato.
Tempi di gara più che dimezzati
L’anteprima dello studio Cresme rivela che l’affidamento di una gara sopra 1 milione è sceso da 14,3 a 4 mesi, e nei lavori Pnrr da 16,9 a 3 mesi. Un recupero di tempo che, se esteso a tutto il sistema, potrebbe ridurre del 4,6 % i costi medi di progetto.
Rigenerazione urbana: 76 tentativi falliti, un anno per la legge
«Ditemi che tra un anno commenteremo finalmente la nuova legge sulla rigenerazione urbana», ha incalzato Brancaccio dopo 76 proposte rimaste al palo. Il testo dovrà accompagnare un piano abitativo da 15 miliardi per rispondere al disagio casa, mobilitando anche capitali privati. Il paradosso attuale è chiaro: dove c’è lavoro non si trovano alloggi e viceversa.
Liguria in prima linea
La presidente richiama l’opera sul torrente Bisagno di Genova, sbloccata grazie a una cabina di regia nazionale: esempio di come una governance unica possa proteggere territori fragili e ad alto rischio idrogeologico.
Piano casa: dalle competenze frammentate a un’unica regia
Oggi oltre 40 enti si dividono le politiche abitative, generando sovrapposizioni e attese infinite. Il nuovo piano propone una struttura centrale sul modello Pnrr e incentivi fiscali per l’affitto a lungo termine.
Infrastrutture: ferrovie da record, strade in rincorsa
L’Italia conta quasi 17 000 km di rete ferroviaria con il 72 % elettrificato, davanti a Spagna, Francia e Regno Unito. Merito di stanziamenti costanti, mentre i fondi destinati all’Anas tra 2010 e 2015 sono crollati dell’83 %. Solo dal 2016 gli investimenti stradali sono tornati su livelli di programmazione adeguati.
I Comuni protagonisti della spesa pubblica
Dal 2018 la spesa per opere comunali è più che raddoppiata (+129 %), toccando 21,7 miliardi nel 2024, con un ulteriore +10,8 % nel primo trimestre 2025. Il Mezzogiorno cresce al ritmo del 3,7 % di PIL, segno che il Pnrr può ridurre i divari territoriali.
Pagamenti in ritardo e caro materiali
Dopo oltre dieci anni dall’infrazione Ue sui pagamenti, le imprese attendono ancora ogni fattura oltre cinque mesi, mentre restano da liquidare circa 3 miliardi di ristori per il caro materiali dal 2022 in poi. Un freno a investimenti e innovazione che mortifica il ruolo degli imprenditori.
Decalogo Ance per la transizione energetica
Dieci leve concrete — obiettivi misurabili, incentivi trasferibili, cabina di regia Mase-Mef-Fnee, “TLTRO verde”, cumulabilità con Ets2 e Certificati bianchi — disegnano una strategia industriale per l’efficienza energetica.
Quattro assi di crescita condivisi
Rigenerazione urbana e casa, infrastrutture per l’adattamento, rivoluzione digitale, dignità del lavoro e formazione: le quattro direttrici che orientano la visione Ance. «Il futuro che tutti invocano non è lontano: è già il giorno dopo» conclude Brancaccio.
«Robot e intelligenza artificiale non sono alternativi al lavoro umano: devono ridurre i rischi e aumentare la produttività.» – ha concluso Federica Brancaccio.
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