Overtourism in Liguria: Imperia e Savona a rischio “Alto” secondo l’ICST 2025
Estate 2025: l’overtourism non è solo l’immagine di Seceda affollata (nella foto). Anche la Liguria è sotto pressione: l’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico (ICST) di Demoskopika colloca Imperia e Savona in fascia “Alta”. Il governo minimizza (“solo il 4% del territorio”), ma la regione deve ripensare la gestione dei flussi per tutelare servizi, ambiente e comunità locali.

Overtourism: cos’è e perché la Liguria deve preoccuparsi
L’overtourism scatta quando i visitatori superano la capacità di carico sostenibile del territorio. Significa trasporti congestionati, rifiuti in aumento, spazi pubblici saturi, qualità della vita dei residenti compromessa.
I ricercatori di Demoskopika parlano di “rischio di ingestibilità del sovraffollamento” se non si interviene con politiche mirate. È un tema intimamente legato alla sostenibilità dei luoghi che abitiamo e promuoviamo.
ICST 2025: come funziona l’indice di Demoskopika
Il secondo ICST combina cinque indicatori per misurare la pressione turistica:
- Densità turistica (DT): presenze/km²
- Densità ricettiva (DR): posti letto/km²
- Intensità turistica (IT): presenze/residenti
- Indice di utilizzazione lorda (IUL): quanto si sfruttano i posti letto
- QRUT: quota di rifiuti urbani attribuibili al turismo (kg/turista)
La metodologia Mazziotta-Pareto normalizza i valori attorno a 100. Interpretiamo così:
90–94 Molto Basso | 95–99 Basso | 100–104 Moderato | 105–109 Alto | >110 Molto Alto
Liguria 2025: fotografia di un sovraffollamento crescente
Imperia e Savona “Alte”, Genova e La Spezia più stabili
Savona e Imperia superano la soglia “Alta” dell’ICST. Genova e La Spezia restano sotto, ma con segnali da monitorare. Di seguito i dati provinciali:
| Provincia | ICST | Posizione ITA | Turisti/km² | Posti letto/km² | Turisti/abitante | Rifiuti kg/turista | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Savona | 108,0 | 12ª | 3.356,7 | 36,8 | 19,4 | 29,4 | Alta |
| Imperia | 107,5 | 14ª | 2.931,6 | 25,3 | 16,2 | 23,7 | Alta |
| Genova | 103,0 | 24ª | 2.507,1 | 21,6 | 5,6 | 7,7 | Moderata |
| La Spezia | 97,2 | 60ª | 1.493,3 | 29,2 | 4,6 | 5,6 | Bassa/Moderata |
Lettura rapida:
Savona e Imperia sono le province più stressate: densità turistica elevata, rifiuti pro capite alti. Genova e La Spezia hanno valori inferiori, ma un aumento improvviso dei flussi potrebbe far salire rapidamente la pressione.
Impatti concreti per la regione
La Liguria paga la conformazione geografica: strade costiere strette, parcheggi limitati, trasporto pubblico spesso stagionale. L’aumento del QRUT significa costi maggiori per raccolta e smaltimento. Per i residenti, prezzi più alti e spazi pubblici saturi. Anche i turisti percepiscono un calo della qualità dell’esperienza.
Portofino è un simbolo, ma il problema è regionale
Portofino resta un caso emblematico: accessi stradali limitati dal 30 maggio al 2 novembre, controllo delle presenze via mare, navette con mini bus. Scelte necessarie in un borgo con un’unica strada di accesso. Tuttavia, l’overtourism riguarda tutta la Liguria: serve un approccio sistemico e coordinato, dal Ponente al Levante.
Overtourism vs Undertourism: la posizione del Ministero
Per la ministra Daniela Santanché, l’overtourism interessa «…solo il 4% del territorio. Il resto soffre di undertourism. Tradotto: bisogna spingere sulle aree interne e su una distribuzione più equilibrata dei flussi. In Liguria significa valorizzare l’entroterra, diversificare l’offerta e puntare sulla spesa pro capite, non solo sui numeri assoluti».
Che cosa può fare la Liguria (subito)
- Destagionalizzare: eventi e percorsi fuori stagione, turismo lento e outdoor.
- Diversificare l’offerta: promuovere borghi e vallate interne ancora poco note.
- Monitorare e contingentare: ticketing digitale, sensori per presenze in tempo reale, navette dai parcheggi periferici.
- Educare il turista: comunicare regole su rifiuti, rispetto dei residenti e mobilità sostenibile.
- Usare i dati: l’ICST deve diventare uno strumento di governance, non solo un report annuale.
Overtourism, il fenomeno non va sottovalutato
«L’overtourism – avvertono i ricercatori di Demoskopika – non è più soltanto una sfida, ma è una priorità che investe la sostenibilità delle destinazioni italiane. Non riguarda solo l’esperienza del turista, ma condiziona anche la qualità di vita delle comunità locali. L’aumento del sovraffollamento è un campanello d’allarme che impone interventi urgenti e strategici: dalla regolazione dei flussi nei periodi di punta alla promozione di mete alternative, fino a incentivare in modo più efficace i viaggi lungo tutto l’arco dell’anno, valorizzando anche i mesi tradizionalmente meno turistici».
«In questa direzione – precisano i ricercatori dell’Istituto – Demoskopika offre dati puntuali e analisi territoriali per supportare i decisori pubblici in una governance più equilibrata. Agire ora – concludono gli autori dello studio – è l’unica strada per garantire che il turismo resti una risorsa e non si trasformi in un fattore di crisi per i territori e per le generazioni future»






