Nextenne presente al San Carlo di Napoli
Al Teatro San Carlo di Napoli è andata in scena, in diretta su RaiPlay, l’apertura della 77ª edizione del Prix Italia, evento di rilievo internazionale dedicato all’eccellenza radiotelevisiva.
La giornalista Giorgia Cardinaletti ha condotto la serata che ha visto la partecipazione di autorità come il sindaco Gaetano Manfredi, che ha definito Napoli una città globale e laboratorio di creatività. In questa cornice è stata presentata in anteprima la terza stagione de Il Commissario Ricciardi, serie che incarna perfettamente l’anima complessa e multiforme di Napoli.

Sul palco Lino Guanciale ha presentato la sua interpretazione misurata e intensa di Ricciardi, vestito con una giacca scura semplice ma elegante. La sua voce calma e profonda ha comunicato la complessità del personaggio: un uomo segnato dalla capacità di vedere e ascoltare gli ultimi pensieri delle vittime di morte violenta, un dono che è anche condanna. Accanto a lui, Maurizio de Giovanni, autore della saga, ha sottolineato come Ricciardi rappresenti Napoli stessa, una città viva e sofferente, mai semplice sfondo ma vero protagonista della narrazione. Gli altri membri del cast hanno contribuito alla serata con i loro interventi: Enrico Iannello, Serena Iansiti e Antonio Milo si sono distinti per presenza scenica e naturalezza, mentre Maria Vera Ratti, con un abito chiaro dai riflessi delicati, ha dato voce alla dolcezza di Enrica, compagna del Commissario. Napoli ha fatto da quinta naturale, con il suo respiro e il suo ritmo, contribuendo a rendere tangibile quel legame tra vita e morte che è al centro della storia. Questa terza stagione mostra Ricciardi alle prese con la sfida più intima: aprirsi all’amore e a nuove emozioni pur rimanendo intrappolato nel peso del suo segreto. Le parole di De Giovanni ricordano che la vita è fatta di attese e rimpianti, ma anche di ascolto e umanità: temi che la serie porta con forza sullo schermo.
La presentazione al San Carlo ha confermato l’importanza di Ricciardi come figura capace di fondere letteratura, teatro e televisione in un unico fluido racconto di umanità.
La serata ha rappresentato così una celebrazione del Prix Italia come occasione di dialogo tra arte e realtà, mettendo in luce come Napoli e i suoi protagonisti narrativi continuino a raccontare storie di profondità e fascino senza tempo.







