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Imperia prima in Liguria per uso di IA: dati, settori, cosa manca

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Liguria, imprese, IA. L’indagine del Centro studi Confartigianato Liguria fotografa un ecosistema che si muove, ma a passo corto. Imperia è la provincia con la quota più alta di aziende che impiegano strumenti di intelligenza artificiale nei processi; eppure, nel complesso regionale, solo 1 impresa con dipendenti su 5 (20%) utilizza oggi l’IA — circa 4.662 realtà, quasi tutte micro e piccole. Un dato leggermente sopra la media italiana (19,3%), che però mette in luce un divario: molte aziende non sanno da dove cominciare.

Dati regionali: struttura e tendenze

La Liguria conta 156.795 imprese attive (circa 2,7% del totale nazionale). L’economia è trainata da agroalimentareturismoedilizia e logistica; il terziario — in particolare il commercio — impiega il 78,9% degli occupati. Segnali recenti positivi arrivano da fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionataattività professionali, scientifiche e tecnichenoleggio e agenzie di viaggi. In questo contesto, l’IA è una leva che aumenta produttività e qualità del servizio, se calata su processi concreti.

Focus Imperia: perché conta davvero

Il primato di Imperia è significativo perché il tessuto è fatto di micro-PMI delle filiere tipiche liguri. Qui l’IA impatta in modo pratico:

  • turismo: analisi della domanda e previsione dei flussi;
  • energia: stima consumi e supporto alle scelte contrattuali;
  • edilizia leggera: pianificazione e controllo di cantiere;
  • agroalimentare: forecast di produzione e ottimizzazione di magazzino;
  • servizi: assistenza al cliente e automazione back-office.

Il collo di bottiglia

I numeri dicono che la frenata non è tecnologica, ma organizzativa e culturale:

  • 70% delle imprese che non usano l’IA non sa come introdurla nei processi;
  • 34% degli imprenditori non si sente sufficientemente esperto di tecnologie digitali.

Come si supera il gap (senza rischi)

La chiave è passare dalla “parola” al “mestiere” con un percorso semplice e misurabile:

  1. Mappare 1–2 attività ripetitive a basso rischio.
  2. Scegliere uno strumento di IA aderente al caso (no “big-bang”).
  3. Pilota 60–90 giorni con KPI chiari (tempo risparmiato, errori, customer care).
  4. Integrare dove già si lavora (gestionale, CRM, cassa), non in una bolla separata.
  5. Formazione mirata: breve, pratica, su esempi di filiera.

Conclusione

Il quadro ligure è a due colorirecord a Imperia, ma adozione minoritaria. Per trasformare l’IA in vantaggio competitivo servono metodocompetenze e policy di base su dati e privacy.



«L’intelligenza artificiale non sostituisce l’intelligenza artigiana: la potenzia. Per questo è fondamentale accompagnare le imprese a conoscerla e a usarla con consapevolezza. Il nostro obiettivo è rendere l’innovazione digitale accessibile a tutti, anche a quelle microimprese che, pur con risorse limitate, si trovano oggi a competere in un mercato sempre più globale».sottolinea Giancarlo Grasso, Presidente di Confartigianato Liguria

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