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Mitilicoltura sostenibile: la Liguria spinge l’Italia verso reti biodegradabili e riciclo delle calze

Stefano Michero by Stefano Michero
Gennaio 19, 2026
Reading Time: 4 mins read

Mitilicoltura “plastic free”.

Ridurre la plastica in mare senza frenare la produzione dei “muscoli”: è l’obiettivo centrato dal progetto europeo LIFE MUSCLES, guidato da Legambiente con università, imprese e mitilicoltori. Il modello nasce e si afferma in Liguria (La Spezia) e in Puglia (Gargano), e oggi rappresenta una best practice nazionale per la mitilicoltura “plastic free”.

Quadro nazionale

In quattro anni di attività sono state trattate quasi 100 tonnellate di calze in PP con un impianto mobile di riciclo (capacità fino a 300 kg/giorno), e prodotte 26 tonnellate di reti in biopolimero biodegradabile e compostabile. Sul fronte mercato, da aprile 2025 la GDO ha già venduto 83.000 confezioni da 1 kg a marchio LIFE MUSCLES, validando la domanda di prodotto sostenibile.

Focus Liguria: La Spezia fa da apripista

In Liguria, la Cooperativa Mitilicoltori Associati (La Spezia) utilizza reti in biopolimero sviluppate da Novamont e promosse dall’Associazione Mediterranea Acquacoltori (AMA). Parallelamente, la filiera regionale si prepara a chiudere il cerchio con il riciclo locale delle calze in PP: meno dispersioni, materia prima seconda per nuove reti e costi ridotti per gli allevatori.

«È un punto di partenza che unisce lavoro e tutela del mare. Ci aiuta a distinguerci sul mercato e a rispondere alla sensibilità dei consumatori».

Paolo Varrella, Coop. Mitilicoltori Associati (La Spezia):

Metodo e risultati scientifici

Il Dipartimento di Chimica della Sapienza ha verificato che il PP riciclato mantiene resistenza meccanica e termica comparabile al vergine, consentendo ricicli multipli nella stessa filiera. L’Università di Siena ha monitorato microplastiche in acqua e nei mitili: a medio termine non si osservano alterazioni eco-tossicologiche, con livelli in linea o inferiori alla media del Mediterraneo. L’Università di Bologna ha valutato impatti ambientali, economici e sociali, confermando fattibilità e vantaggi lungo tutta la catena del valore.

Antonella Piozzi (Sapienza): «Il materiale riciclato lavora come il PP tal quale, senza degradazione delle prestazioni».

Cristina Panti (UniSI): «Servono monitoraggi continui e un approccio integrato tra scienza, industria e policy maker».


Alessio Bonaldo & Felice Adinolfi (UniBO): «Reti più sostenibili riducono l’impatto e generano valore per allevatori e comunità locali».

Impatti economici e filiera circolare

Per i mitilicoltori, il PP riciclato porta un risparmio del 25–30% tra acquisto e smaltimento. L’impianto mobile consente di trattare le calze direttamente in area portuale, riducendo trasporti e burocrazia. La GDO riconosce il valore del prodotto sostenibile, mentre la filiera industriale si organizza per la scalabilità:

  • Rom Plastica ha già rilavorato tonnellate di PP «come granulo vergine» e valuta un ramo d’azienda dedicato;
  • AMA sollecita MASAF ed enti UE a bandi e misure per accelerare l’adozione;
  • Ittica Del Giudice (Gargano) rimarca il cambio di paradigma operativo e nei costi.

Daniele Calore (Rom Plastica): «Circa 100 tonnellate sottratte all’inceneritore e reimmesse in filiera senza perdite prestazionali».
Federico Pinza (AMA): «Risultati incoraggianti: ora servono strumenti dedicati per scalare innovazione e competitività».

Prospettive: dalla Liguria all’Italia (e ritorno)

Il baricentro resta ligure, con La Spezia laboratorio di reti biodegradabili e circolarità del PP; la Puglia dimostra la replicabilità del modello. La traiettoria è chiara: estendere le soluzioni agli altri siti liguri e italiani, consolidare gli accordi di filiera (mitilicoltori–riciclatori–produttori–GDO), stabilizzare il quadro di incentivi e proseguire i monitoraggi scientifici. Meno plastica in mare, più valore per i “muscoli” e più fiducia dei consumatori.


I DATI CHIAVE

  • Liguria / La Spezia: reti in biopolimero già in uso nei vivai.
  • Riciclo calze in PP: quasi 100 t trattate con impianto mobile (fino a 300 kg/giorno).
  • Reti biodegradabili: 26 t prodotte e distribuite.
  • Risparmio mitilicoltori: –25–30% (acquisto + smaltimento).
  • Mercato: 83.000 confezioni da 1 kg vendute (marchio LIFE MUSCLES).
  • Evidenze: PP riciclato = prestazioni del vergine; nei mitili nessuna alterazione eco-tossicologica a medio termine.
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