Genova – In Regione Liguria si è tenuto il confronto sul comparto della pesca a strascico dopo il decreto MASAF che introduce un fermo continuativo di 60 giorni: una misura senza precedenti per la flotta italiana. Alla riunione hanno partecipato operatori, rappresentanti di categoria e istituzioni da Ventimiglia a La Spezia, per fotografare criticità e priorità del settore.
Quadro del provvedimento
Il decreto—maturato in interlocuzione con DG Mare—ha evitato la chiusura totale fino al 31 dicembre 2025, prorogando fino al 30 novembre il fermo temporaneo nella fascia tirrenica (dal Mar Ligure al basso Tirreno e Sardegna).
Sono previsti inoltre:
- 4 settimane ulteriori di stop,
- indennità economiche per imprese e lavoratori,
- ripartenza dal 1° dicembre 2025 per le imbarcazioni autorizzate nelle GSA 8, 9, 10, 11, con focus sulle marinerie impegnate sulla piccola pesca di profondità (gambero rosso e viola).
Focus Liguria – la posizione delle categorie
Le principali organizzazioni del comparto—Coldiretti Pesca Liguria (Daniela Borriello), Confcooperative FedAgriPesca Liguria (Augusto Comes) e Legacoop Liguria – Settore Agroalimentare (Lara Servetti)—condividono una linea comune: il fermo di 60 giorni ha evitato lo stop fino a fine anno, ma non consente vera pianificazione e genera incertezza sulle imprese.
La richiesta è duplice:
- misure integrative regionali di sostegno, oltre ai ristori nazionali;
- programmazione chiara per il 2026, per garantire continuità produttiva e stabilità occupazionale.
Tavolo tecnico e regole 2026
Le categorie propongono l’avvio immediato di un tavolo tecnico permanente (istituzioni + rappresentanti pesca) con tre obiettivi operativi:
- definire un plafond di giornate di pesca per imbarcazione su criteri equi e di storicità;
- individuare misure tecniche di compensazione che evitino nuove riduzioni nel 2026;
- garantire una gestione flessibile e coerente con le peculiarità del Mar Ligure.
Dalla protesta alle proposte
Il clima è stato costruttivo, ma la preoccupazione resta alta. Il mondo della pesca ligure dichiara di voler superare la sola protesta e lavorare a proposte concrete. In assenza di risposte rapide, non si escludono nuove mobilitazioni a difesa di un comparto strategico per l’economia costiera e per la filiera agroalimentare (ristorazione e GDO).
Prospettiva: un Piano di Gestione Ligure
Obiettivo condiviso: regionalizzare la governance con un Piano di Gestione Ligure fondato su evidenze scientifiche e specificità locali, in collaborazione con Regione Liguria, GAC e GAL Fish Liguria. Un percorso che possa coniugare sostenibilità biologica degli stock, redditività delle imprese e tutela occupazionale.
Le prossime settimane sono decisive: definire il tavolo tecnico, calibrare misure integrative regionali e costruire la programmazione 2026 per dare continuità produttiva e stabilità a imprese e lavoratori della filiera.






