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Comune di Sanremo

Mappa imprese Imperia 2026: Sanremo e il capoluogo trainano la crescita

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La nuova Mappa imprese Imperia 2026 rivela un’economia a due velocità: le grandi città costiere corrono, mentre i piccoli borghi delle valli cercano un nuovo equilibrio tra chiusure e aperture.

In breve

  • Saldo positivo: +185 imprese registrate nel 2025, per il decimo anno consecutivo in crescita.
  • Top Performance: Sanremo (+68) e Imperia (+54) guidano la classifica provinciale.
  • Settori Dinamici: Servizi (+2,31%) e Costruzioni (+1,84%) sono i comparti più vitali.
  • Tasso di crescita: Con un +0,74%, la provincia di Imperia supera la media regionale ligure (+0,46%).

Mappa imprese Imperia 2026: tutto quello che devi sapere

I dati ufficiali della Camera di Commercio Riviere di Liguria, diffusi il 6 febbraio 2026, offrono una radiografia precisa della salute economica del territorio tramite la Mappa imprese Imperia 2026. Con un totale di 25.050 imprese registrate al 31 dicembre 2025, la provincia dimostra una vitalità che si concentra soprattutto lungo la linea di costa, ma con interessanti sacche di resistenza nelle aree interne +2.

Il 2025 ha visto la nascita di 1.450 nuove iscrizioni a fronte di 1.265 cessazioni non d’ufficio. Questo dinamismo conferma un trend decennale positivo per il ponente ligure, nonostante l’aumento dei tassi di cessazione passati dal 4,92% al 5,05% in un solo anno +1

Dati chiave per area geografica:

  • Sanremo si conferma il cuore pulsante con 6.648 imprese e il saldo più alto (+68).
  • Imperia consolida il suo ruolo amministrativo e di servizio con 5.140 imprese e un saldo di +54.
  • Ventimiglia tiene il passo con 2.538 imprese e un saldo attivo di 19 unità.
  • Taggia brilla nel ponente con un incremento netto di 13 imprese su uno stock di 1.803 attività.

Glossario essenziale:

  • Movimprese: analisi statistica della demografia imprenditoriale basata sui dati Unioncamere-Infocamere.
  • Saldo demografico: differenza tra iscrizioni e cessazioni in un arco temporale definito.

Analisi territoriale: la Mappa imprese Imperia 2026 tra costa e valli

A livello territoriale, la Mappa imprese Imperia 2026 mostra come il 2025 abbia premiato i settori dei Servizi e delle Costruzioni, mentre l’Agricoltura (-1,04%), il Commercio (-0,63%) e l’Industria (-2,20%) segnano il passo. Questa polarizzazione si riflette sulla geografia dei borghi: dove i servizi turistici e legati alla casa tengono, l’economia resta vitale.

La tenuta dell’entroterra imperiese

Nonostante la pressione demografica, spiccano i dati di Triora (+2) e Borgomaro (+1), che dimostrano come anche nei centri più distanti dai grandi flussi sia possibile fare impresa. Al contrario, la Mappa imprese Imperia 2026 evidenzia sofferenze in comuni come Vallebona (-6), San Biagio della Cima (-4) e Dolcedo (-4), dove il saldo negativo indica una rarefazione delle attività economiche.

I numeri dei borghi: chi sale e chi scende

L’analisi di dettaglio rivela tendenze interessanti per i comuni dell’imperiese:

  • In crescita: San Bartolomeo al Mare (+7), Bordighera (+6) e Aurigo (+2).
  • In stabilità: Comuni come Armo, Castel Vittorio e Pietrabruna hanno mantenuto invariato il numero di imprese.
  • In sofferenza: Riva Ligure (-4) e San Lorenzo al Mare (-3).

Evoluzione societaria: verso imprese più strutturate

Un dato fondamentale che emerge dalla Mappa imprese Imperia 2026 riguarda la metamorfosi della forma giuridica delle aziende. Nel 2025 sono aumentate sensibilmente le società di capitale (+188 unità), con un tasso di crescita del +4,22%. Anche le imprese individuali, che rappresentano il 60% del tessuto produttivo locale, crescono di 89 unità (+0,59%).+1

Soffrono invece le società di persone (-83 unità) e altre forme minori. Questo passaggio indica una volontà degli imprenditori locali di dotarsi di strutture giuridiche più robuste, capaci di affrontare meglio i mercati nazionali e l’accesso ai nuovi bandi regionali.

L’impatto pratico di questa fotografia demografica è chiaro: la provincia di Imperia cresce più della media ligure (+0,74% contro +0,46%) ma la crescita è polarizzata. La sfida per il 2026 sarà quella di stabilizzare i saldi occupazionali anche nelle aree che oggi appaiono più fragili sulla mappa, sfruttando la spinta dei servizi e delle nuove tecnologie.



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