Imprese Liguria 2026: una regione a tre velocità. La Spezia corre trainata dall’Industria, Imperia resiste grazie ai Servizi e alle ditte individuali, Savona riparte a fatica zavorrata dal terziario.
In breve
- La Spezia: Leader regionale per crescita (+0,96%) e saldo attivo (+197). Unico territorio con Industria in positivo.
- Imperia: Miglior tasso di iscrizione (+5,78%) e tenuta unica delle imprese individuali (+89).
- Savona: Torna il segno più (+57) ma con la crescita più debole (+0,20%) e il crollo dei Servizi (-1,46%).
- Settori: Costruzioni in crescita ovunque; Commercio e Agricoltura in rosso in tutte le province.
- Forme giuridiche: Boom trasversale delle Società di Capitale (+605 unità complessive nelle tre province).
Imprese Liguria 2026: tutto quello che c’è da sapere
L’analisi incrociata dei report diffusi il 6 febbraio 2026 dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria permette di superare il dato regionale aggregato (+0,46%) e di entrare nel merito delle dinamiche territoriali. Sebbene tutte le province chiudano il 2025 in positivo, la composizione della crescita rivela strutture economiche profondamente diverse.
Dati chiave del confronto (Imperia vs Savona vs La Spezia):
- Stock Imprese: Savona è la provincia più popolosa (28.352), seguita da Imperia (25.050) e La Spezia (20.632).
- Saldo Demografico: La Spezia (+197) supera Imperia (+185), mentre Savona resta distanziata (+57).
- Vitalità (Tasso di Iscrizione): Imperia è la più dinamica con il +5,78% di nuove iscrizioni, seguita da La Spezia (+5,41%) e Savona (+5,30%).+4
- Mortalità (Tasso di Cessazione): La Spezia è la più solida con il tasso di chiusura più basso (+4,45%). Savona (+5,10%) e Imperia (+5,05%) registrano una “mortalità” aziendale superiore.
Glossario:
- Tasso di Iscrizione: Rapporto percentuale tra le nuove imprese nate nell’anno e il totale delle imprese registrate.
- Tasso di Cessazione: Rapporto percentuale tra le imprese chiuse nell’anno e il totale delle imprese registrate.
Imprese Liguria 2026: costruzioni ovunque, servizi a due velocità
Analizzando i comparti produttivi delle imprese in Liguria, emerge un quadro chiaro di chi vince e chi perde nel 2026. Il settore delle Costruzioni si rivela l’unico vero “motore comune” della Liguria costiera: è in crescita in tutte e tre le province, seppur con intensità diverse. Imperia guida la classifica del mattone con un vigoroso +1,84%, staccando nettamente La Spezia (+0,75%) e Savona, dove il comparto registra un più timido +0,30%.
La vera spaccatura si registra nei Servizi. Questo settore è il propulsore della crescita a La Spezia (+2,94%) e Imperia (+2,31%), dove il terziario compensa le difficoltà degli altri comparti. Al contrario, a Savona i servizi rappresentano la zavorra principale della ripresa, con un calo dell’1,46%.
Un discorso a parte merita l’Industria, che disegna una geografia a macchia di leopardo: La Spezia è l’unica provincia a vantare un segno più (+0,82%), confermando la sua vocazione produttiva. Nel Ponente, invece, il manifatturiero soffre: Savona cala dello 0,78% e Imperia registra la flessione peggiore con un -2,20%. Nessuna sorpresa, purtroppo, per Agricoltura e Commercio: i due settori storici sono in rosso ovunque, con i picchi negativi più gravi nel savonese (-2,35% per l’agricoltura) e nello spezzino (-1,61% per il commercio).
La Spezia: la locomotiva industriale e dei servizi
La provincia della Spezia si conferma il motore trainante della “Liguria diffusa”. Secondo i dati camerali, è l’unico territorio capace di agganciare la media di crescita nazionale (+0,96%) e del Nord Ovest. Il suo primato si fonda su una doppia spinta settoriale: da un lato il boom dei Servizi (+2,94%), il più alto tra le tre province, dall’altro la tenuta unica del comparto Industria, che cresce del +0,82%. Un dato in netta controtendenza rispetto a Imperia (-2,20%) e Savona (-0,78%), che certifica la specificità del tessuto produttivo spezzino.
Imperia: l’anomalia positiva delle ditte individuali
Il Ponente ligure mostra una struttura economica resiliente e “polverizzata”. Imperia non solo cresce bene (+0,74%), ma presenta un’anomalia statistica rilevante: è l’unica provincia dove aumentano le imprese individuali (+89 unità, +0,59%). Al contrario, questa forma giuridica tradizionale arretra sia a La Spezia (-2 unità) che a Savona (-6 unità). Imperia si distingue anche per il dinamismo nel settore Costruzioni, dove registra la performance migliore delle tre province (+1,84%), staccando La Spezia (+0,75%) e Savona (+0,30%).
Savona: una ripartenza zavorrata dal terziario
Il quadro savonese appare il più complesso. Sebbene il ritorno al segno positivo (+57 imprese) dopo un biennio difficile sia una notizia, il tasso di crescita (+0,20%) rimane molto sotto la media regionale. A pesare sul bilancio è il crollo verticale del settore Servizi, che perde l’1,46%: un dato preoccupante se confrontato con i boom di Spezia e Imperia nello stesso comparto. Savona soffre cali generalizzati anche in Agricoltura (-2,35%, il peggiore del trio) e Industria, aggrappandosi di fatto alla sola tenuta delle Costruzioni e alla riorganizzazione societaria.
Analisi trasversale: la corsa alle Società di Capitale
Al di là delle differenze geografiche, un trend unisce Imperia, Savona e La Spezia: la metamorfosi giuridica. In tutto il territorio analizzato, il 2025 ha visto nascere 605 nuove società di capitale (saldo netto).
- La Spezia: +263 (+4%).
- Imperia: +188 (+4,22%).
- Savona: +154 (+3,06%).
Parallelamente, ovunque crollano le Società di Persone, con saldi negativi pesanti: -94 a Savona, -83 a Imperia, -59 a La Spezia. I dati Movimprese confermano quindi una tendenza strutturale ineludibile: fare impresa in Liguria richiede sempre più capitali e strutture blindate, mentre il modello “familiare” delle Sas e Snc è in via di estinzione.

