La Liguria è la regione più boscosa d’Italia, con il 74,6% del territorio coperto da foreste. Il dato convive con una costa densamente urbanizzata e con un entroterra che richiede presidio continuo. Il quadro emerge dal RaFF Liguria 2025 Imperia, il Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale presentato dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana.
«La programmazione è un presupposto fondamentale per trasformare obiettivi in azioni concrete» dichiara Piana. «Il RaFF rappresenta una base conoscitiva solida e indispensabile per orientare le nostre politiche regionali. Nel periodo 2014-2025 – prosegue Piana – abbiamo stanziato oltre 45 milioni di euro in misure per la prevenzione, il ripristino e l’innovazione forestale. Investimenti mirati per rendere le nostre foreste un luogo capace di generare valore ambientale, ma anche economico per il nostro entroterra».
In breve
- Imperia è la provincia ligure meno boscata: 70% contro il 79% di Savona.
- Imperia concentra oltre un terzo delle aree vincolate ex art. 136: 67.951 ettari, di cui 53.078 ettari forestali.
- Imperia mantiene il 21,5% di superficie agricola, la quota più alta in Liguria.
- Fronda verde ornamentale: 103.061 kg commercializzati nel 2024 per 388.480 euro; circa 30 ettari annui di taglio “altro” legati alla macchia mediterranea.
- Alta Valle Arroscia: 22.357 ettari di bosco (88,1%) su 25.376 ettari di superficie totale.
RaFF Liguria 2025 Imperia: meno bosco, più mosaico territoriale

Il RaFF Liguria 2025 restituisce una geografia forestale disomogenea. Savona guida la classifica nazionale con il 79% di superficie boscata, seguita da Genova (75%) e La Spezia (73%). Imperia si attesta al 70%, il valore più basso tra le province liguri.
Il dato percentuale non dice tutto. Imperia conserva il 21,5% del territorio destinato ad attività agricole, contro l’11% di Genova. L’equilibrio tra bosco e coltivazioni riduce l’espansione spontanea della foresta rispetto ad altre aree, ma aumenta l’importanza dei margini tra bosco, coltivi e insediamenti.
RaFF Liguria, vincoli e opportunità: il peso di Imperia
La valorizzazione economica si intreccia con la tutela. Imperia concentra oltre un terzo delle aree vincolate ex art. 136 del Codice dei Beni Culturali sull’intera regione: 67.951 ettari riconosciuti come “bellezze d’insieme”, di cui 53.078 ettari forestali. La lettura è netta: il pregio paesaggistico diventa un asset che incide su fruizione, turismo sostenibile ed economia verde.
Nel quadro regionale, Piana collega il lavoro di analisi alle scelte di gestione. «Nel periodo 2014-2025 abbiamo stanziato oltre 45 milioni di euro in misure per la prevenzione, il ripristino e l’innovazione forestale» dichiara l’assessore.
Alta Valle Arroscia: area interna e laboratorio di pianificazione
L’Alta Valle Arroscia rientra tra le otto aree interne individuate dalla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) in Liguria. Con 25.376 ettari di superficie totale e 22.357 ettari di bosco (88,1%), rappresenta un territorio a forte vocazione forestale. La popolazione residente è di 4.228 abitanti, concentrata in comuni montani dove il tessuto economico dipende dalla gestione del patrimonio naturale.
In quest’area sono stati redatti Piani Forestali di Indirizzo Territoriale sperimentali, strumenti di secondo livello utilizzati per testare metodologie di pianificazione. Il comprensorio dell’Alta Valle Arroscia, insieme a quello del Pollupice in provincia di Savona, ha beneficiato del Progetto strategico Alcotra RENERFOR, basato sulla cooperazione transfrontaliera Italia-Francia.
Il Consorzio per la raccolta dei funghi dell’Alta Valle Arroscia è tra i più attivi della provincia. Nel triennio 2022–2024 registra introiti annui tra 1.158 e 2.261 euro dalla vendita di tesserini, con investimenti territoriali concentrati nel biennio 2020–2021 per oltre 4.500 euro.
Per il contesto nazionale delle aree interne, un riferimento è la [Strategia Nazionale Aree Interne](/da-inserire-link-ufficiale-sn ai).
RaFF 2025 – Fronda verde: Imperia guida un mercato
Dove Imperia si distingue è nella raccolta e commercializzazione di prodotti forestali non legnosi. La fronda verde recisa per uso ornamentale – mirto, edera, leccio, lentisco, agrifoglio, erica – rappresenta un settore consolidato e in crescita, legato anche alla filiera floricola.
In base ai dati presenti nel RaFF Liguria 2025 e raccolti presso cooperative e grossisti operanti sul Mercato dei Fiori di Sanremo indicano buone performance per lentisco, edera e mirto. Nel 2024 sono stati commercializzati complessivamente 103.061 chilogrammi di fronda verde, per un valore di 388.480 euro. Le specie sempreverdi della macchia mediterranea, tipiche del territorio imperiese, entrano nelle composizioni floreali e alimentano anche l’export.
Nelle comunicazioni di taglio catalogate come “altro” dall’Ispettorato Agrario, Imperia presenta ogni anno circa 30 ettari destinati al taglio della macchia mediterranea per la commercializzazione della fronda verde. La specificità è produttiva e territoriale: la valorizzazione passa dal presidio dei margini e dalla gestione di formazioni mediterranee.
I boschi dell’imperiese: castagneti, orno-ostrieti e quote alte
La distribuzione delle categorie forestali conferma una vocazione montana e una prossimità alle Alpi Marittime. I castagneti coprono 12.392 ettari, pari al 15,5% dei boschi provinciali. Gli orno-ostrieti rappresentano la seconda categoria con 13.256 ettari, seguiti dai querceti di rovere e roverella (12.048 ettari).
Le pinete montane raggiungono 6.034 ettari, concentrate nell’entroterra alpino. Le leccete e sugherete si estendono per 6.747 ettari, mentre arbusteti e macchie termomediterranee, il serbatoio della fronda ornamentale, coprono 4.925 ettari. I faggeti arrivano a 7.371 ettari nelle fasce altimetriche superiori.
Il profilo altimetrico rafforza la specificità. Imperia presenta 17.064 ettari di boschi tra 1.000 e 1.500 metri sul livello del mare ed è l’unica provincia ligure con superfici forestali oltre i 2.000 metri (30 ettari). È una connotazione alpina che si riflette anche sui costi di gestione, accessibilità e logistica.
Fauna e gestione: il presidio dell’alta quota
Il quadro alpino emerge anche nella fauna. Il camoscio alpino raggiunge nel Ponente ligure il limite meridionale dell’areale italiano. Il monitoraggio è annuale nel Comprensorio alpino “Imperiese”, dove dal 1999/2000 è autorizzata una caccia di selezione conservativa.
Nel 2024 sono stati stimati 265 capi, con un prelievo proposto di 12 esemplari e 9 effettivamente abbattuti. Il capriolo conta 3.785 capi stimati nel 2024, con 244 esemplari proposti per il prelievo e 196 abbattuti. Il daino non risulta presente in provincia di Imperia nelle unità di gestione monitorate.
Incendi: dati 2024 e pressione pluriennale su Imperia
Nel 2024 Imperia registra 49 incendi boschivi, per una superficie totale percorsa dal fuoco di 116 ettari. I dati aumentano rispetto al 2023 (40 incendi, 65 ettari) ma restano sotto il picco 2022 (59 incendi, 126 ettari).
Il servizio aereo prevede un elicottero regionale dislocato a Imperia per 120 giorni l’anno, nel periodo luglio–ottobre, con possibilità di estensione fino a 54 giorni aggiuntivi. A livello regionale nel 2024 il servizio aereo ha effettuato 224 ore di volo e 1.534 lanci.
Il rapporto segnala anche la distribuzione territoriale degli eventi: Imperia rappresenta circa il 6% degli eventi totali, contro il 46% della Città Metropolitana di Genova. Sulle cause di innesco, il quadro regionale post-2020 evidenzia una prevalenza delle cause involontarie.
Gestione e filiera: prelievi minimi, imprese piccole, certificazioni marginali
Come nel resto della Liguria, anche nell’imperiese il prelievo legnoso resta marginale. Le comunicazioni di taglio registrate nel 2024 riguardano 42 istanze per una superficie complessiva di 116 ettari, di cui 17 ettari in fustaia, 60 ettari in ceduo e 39 ettari classificati come “altro”, principalmente macchia mediterranea per fronda verde.
Il tessuto d’impresa è contenuto, secondo l’analisi presente nel RaFF Liguria 2025. Le imprese forestali attive sono 42 nel 2022, con 63 addetti. Il confronto con Savona mostra numeri più alti: 109 imprese e 160 addetti. La certificazione forestale resta marginale: nel 2024 risultano 2 proprietari/gestori con superfici certificate PEFC, concentrati prevalentemente a Savona. Nessuna superficie certificata FSC è presente nell’imperiese.
Aree protette e Natura 2000: tutela e biodiversità
Il 32% della superficie forestale imperiese ricade in aree soggette a vincolo ambientale. Nel quadro della tutela, l’indice di boscosità nell’Alta Valle Arroscia supera l’88%. Sono presenti 14 siti Rete Natura 2000 nella regione biogeografica alpina, molti dei quali interessano il territorio imperiese.
Il riferimento comunitario è la rete Natura 2000. Nel quadro regionale, l’elenco degli alberi monumentali conta 145 esemplari in Liguria. La composizione indicata distingue 107 angiosperme e 37 gimnosperme, con prevalenza nel genovesato. Nell’imperiese la specificità si lega più alla rarità di alcune formazioni e al pregio paesaggistico che al numero assoluto di esemplari censiti.
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