Le imprese femminili in Liguria registrate al 31 dicembre 2025 sono 35.031, in calo dello 0,06% rispetto al 2024, secondo l’Osservatorio per l’Imprenditorialità Femminile di Unioncamere-InfoCamere. In provincia di Imperia le imprese femminili attive scendono a 5.067 (-0,4%), con il 20% concentrato in agricoltura. La Spezia è l’unica provincia ligure in crescita: +0,9%, con un’incidenza del 25,6% sul totale delle imprese registrate, superiore alla media regionale (22,1%) e nazionale (22,3%).
Indice
- Liguria nel contesto nazionale: meno imprese, più strutturate
- Imperia: commercio e agricoltura trainano, ma il saldo è negativo
- La Spezia: una su quattro è femminile, e cresce
- Savona e il circondario camerale: segno positivo grazie alla Spezia
Liguria nel contesto nazionale: meno imprese, più strutturate
Le imprese femminili registrate in Liguria al 31 dicembre 2025 sono 35.031, in calo dello 0,06% rispetto al 2024, con un saldo di -22 unità (fonte: Unioncamere-InfoCamere). L’incidenza sul totale delle imprese liguri è del 22,1%, stabile rispetto all’anno precedente. La flessione regionale è tra le più contenute d’Italia, dove la media nazionale è -0,3% (-4.142 unità su 1.302.974 imprese femminili totali).
Il calo numerico nazionale accompagna però un rafforzamento strutturale. Le imprese femminili con 0-9 addetti scendono di 4.445 unità. Parallelamente crescono quelle di dimensione maggiore: +0,5% nella fascia 10-49 addetti, +1,3% nella fascia 50-249, +3,8% oltre i 250 addetti. Le società di capitali guidate da donne aumentano di 9.033 unità (+2,6%), mentre le ditte individuali calano di 7.188 (-0,91%) (fonte: Unioncamere-InfoCamere). «L’impresa piccola e diffusa tende a lasciare il posto a realtà produttive più articolate», sottolinea Andrea Prete, presidente di Unioncamere.
Imprese femminili in Liguria: Imperia tra commercio e agricoltura

In provincia di Imperia le imprese femminili attive al 31 dicembre 2025 sono 5.067, in calo dello 0,4% rispetto alle 5.087 del 2024 (fonte: elaborazione dell’Ufficio Informazione economica della Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Infocamere). Il dato si riferisce alle imprese attive — quelle operative al momento della rilevazione — distinte dalle imprese registrate, che includono anche le posizioni temporaneamente inattive o in liquidazione.
La struttura settoriale mostra una concentrazione marcata su tre comparti: il commercio all’ingrosso e al dettaglio guida con 1.226 imprese (24% del totale), seguito dall’agricoltura, silvicoltura e pesca con 1.009 imprese (20%) e dai servizi di alloggio e ristorazione con 734 imprese (14%). Il peso dell’agricoltura nella provincia di Imperia è significativamente superiore alle province confinanti: a La Spezia il settore pesa l’8% delle imprese femminili attive, a Savona il 13%. Il dato riflette la vocazione florovivaistica del Ponente ligure. I dati settoriali 2025 sono elaborati secondo la classificazione ATECO 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2025, e non sono comparabili con quelli del 2024 (fonte: Camera di Commercio Riviere di Liguria).
La Spezia: una su quattro è femminile, e cresce

Le imprese femminili registrate in provincia della Spezia al 31 dicembre 2025 sono 5.278, con un aumento di 47 unità rispetto al 2024, pari a +0,9% (fonte: Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Infocamere). L’incidenza delle imprese femminili sul totale delle imprese registrate è del 25,6%, superiore alla media regionale (22,1%) e nazionale (22,3%). Il risultato è più significativo se confrontato con il 2024, quando le imprese femminili spezzine avevano registrato un calo di 90 unità.
«Alla Spezia una impresa su quattro è guidata da donne», dichiara Davide Mazzola, vicepresidente vicario della Camera di Commercio Riviere di Liguria. «Le donne occupate crescono alla Spezia del 5,6% in un anno, tre volte più della media italiana, ma resta la sfida della disoccupazione: il 62% dei disoccupati è donna. È evidente l’urgenza di investire in politiche di sostegno a supporto delle donne lavoratrici, che hanno spesso un duplice ruolo: di perno nell’impresa e nella famiglia.»
In termini settoriali, il commercio è il primo settore anche a La Spezia (1.173 imprese, 26%), seguito dai servizi di alloggio e ristorazione (997, 22%) e dalle altre attività di servizi (553, 12%). L’incidenza della ristorazione è sensibilmente più alta che a Imperia (14%) e Savona (18%), coerente con la vocazione turistica della provincia spezzina.
Savona e il circondario camerale: segno positivo grazie alla Spezia
In provincia di Savona le imprese femminili attive al 31 dicembre 2025 sono 6.264, in calo dello 0,1% rispetto al 2024 (-9 unità). L’incidenza sul totale delle imprese registrate è del 24,7%, superiore sia alla media regionale (22,1%) che nazionale (22,3%) (fonte: Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Infocamere). «I dati sull’incremento delle imprese femminili in controtendenza positiva rispetto a nord ovest e Italia sono segnali di un sempre maggiore coinvolgimento della donna nell’ambito lavorativo», dichiara Alessandro Berta, vicepresidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria.
Nel complesso, le tre province del circondario camerale — Imperia, La Spezia, Savona — contano 15.907 imprese femminili attive, in aumento di 17 unità rispetto al 2024 (+0,1%). Il risultato positivo è interamente trainato dalla crescita spezzina, che compensa il calo di Imperia e la lieve flessione di Savona. Genova registra 14.424 imprese femminili attive, in calo dello 0,6% (-94 unità). La Liguria nel complesso conta 30.331 imprese femminili attive, in calo dello 0,3% (fonte: Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Infocamere).
💡 L’Analisi di Nextenne: Il 20% in agricoltura a Imperia non è un primato, è un rischio.
Il calo di Imperia ha una causa strutturale. Un’impresa femminile imperiese su cinque opera in agricoltura — quota doppia rispetto a La Spezia (8%). Questo concentra l’imprenditoria locale in un settore esposto alla crisi del florovivaismo, ai costi energetici e alle variabili climatiche. Quando il settore soffre, il dato provinciale peggiora per default.
La Spezia dimostra che si può invertire la rotta. Il +0,9% dopo un -90 unità del 2024 non è un dato casuale: riflette una struttura produttiva più diversificata, con ristorazione e servizi alle persone che assorbono meglio le fluttuazioni settoriali.
Il Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile gestito da Invitalia eroga incentivi per avvio e consolidamento. Vale verificare i bandi attivi su invitalia.it, in particolare per le imprese in fase di trasformazione societaria da ditta individuale a società di capitali — la tendenza strutturale nazionale va in quella direzione.

