Il rincaro gasolio autotrasporto in Liguria colpisce doppio: alle tensioni internazionali si aggiungono i cantieri autostradali permanenti, che aumentano consumi e costi operativi. Secondo le stime di CNA Fita, l’incremento registrato vale oltre 2.400 euro all’anno per ogni mezzo pesante a 100.000 chilometri. CNA Imperia chiede un credito d’imposta straordinario immediato e la compensazione automatica del rimborso accise.
In breve:
- Secondo le stime di CNA Fita, il recente incremento del prezzo del gasolio comporta un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante a 100.000 chilometri
- In Liguria il prezzo medio del gasolio self service è 1,889 euro al litro, la benzina self 1,760 euro al litro (fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dati aggiornati)
- In uno scenario di prolungamento delle tensioni nello Stretto di Hormuz, si stima un ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro (+25%), pari a oltre 13.000 euro di spese aggiuntive annue per camion (fonte: CNA)
- Il brent ha raggiunto 83 dollari al barile, il gas naturale ad Amsterdam ha superato 63 euro al megawattora; dal Golfo transita il 30% dei prodotti petroliferi e il 20% del gas commercializzati via nave (fonte: Alessandro Manfredi, presidente ChEnPe Confindustria)
- In Liguria i cantieri autostradali aumentano i tempi di percorrenza e i consumi, amplificando l’impatto dei rincari rispetto ad altre regioni
- CNA Imperia chiede un credito d’imposta straordinario per tutte le imprese di autotrasporto e la compensazione automatica immediata al momento della richiesta di rimborso accise
Rincaro gasolio autotrasporto in Liguria: i numeri della stangata
Le tensioni internazionali sui mercati energetici, legate al conflitto in Iran e alle criticità nello Stretto di Hormuz, alimentano il rincaro gasolio autotrasporto in Liguria con un effetto doppio rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime di CNA Fita, la federazione nazionale che rappresenta le imprese di trasporto, l’incremento registrato in appena quattro giorni si traduce in un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante che percorre circa 100.000 chilometri.
«Siamo di fronte a una tempesta perfetta», dichiara Michele Santoni, presidente nazionale di CNA Fita. «Mentre le nostre imprese investono per adeguarsi alle nuove normative tecnologiche e ambientali, i costi operativi diventano insostenibili. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato interamente sulle spalle degli autotrasportatori.»

Lo scenario peggiora se le tensioni si prolungassero con una vera e propria stangata, soprattutto il Liguria dove si registra la media dei prezzi più alti (fonte MIMIT) quando si parla di carburante. CNA Imperia, attraverso il segretario Luciano Vazzano, rilancia i numeri e lancia l’allarme: «… si stima un potenziale ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro, pari a un aumento del 25%, che porterebbe il costo aggiuntivo annuo per singolo camion a oltre 13.000 euro. Per un’impresa con più veicoli, l’impatto si moltiplica in proporzione. i rialzi dei prezzi alla pompa vengono applicati in tempi brevi su carburante acquistato e raffinato mesi prima, disallineando il prezzo di acquisto dalla realtà del mercato al momento della fornitura.»
I prezzi alla pompa in Liguria: il dato ufficiale MIMIT

I prezzi medi regionali rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) confermano il quadro. In Liguria il gasolio al self service costa in media 1,889 euro al litro, la benzina self 1,760 euro al litro, il GPL servito 0,776 euro al litro e il metano servito 1,453 euro al litro (fonte: MIMIT, rilevazione prezzi carburanti Liguria).
Nei distributori serviti, in particolare nelle stazioni sulla A10, i prezzi salgono sensibilmente oltre la soglia dei 2 euro al litro. Il tempo necessario per un pieno da 70 euro si allunga in modo percepibile rispetto ai mesi precedenti: è la dinamica che i clienti in coda registrano direttamente alla pompa.
In Liguria il peso è doppio: ai rincari si aggiungono i cantieri autostradali
In Liguria e nella provincia di Imperia il rincaro gasolio autotrasporto assume una dimensione più acuta rispetto alla media nazionale. Alla componente energetica si somma una criticità strutturale della rete autostradale: cantieri permanenti, rallentamenti e deviazioni allungano i tempi di percorrenza e aumentano i consumi di carburante per ogni viaggio.
Di conseguenza, ogni rincaro del gasolio incide sui bilanci di tutti dalle famiglie alle imprese liguri in misura superiore rispetto a regioni con infrastrutture più efficienti. CNA Imperia individua un effetto moltiplicatore: lo stesso aumento al litro produce costi operativi più alti perché i mezzi consumano di più sulle tratte penalizzate dai cantieri.
«Per le imprese di autotrasporto della nostra provincia la situazione rischia di diventare insostenibile. I rincari dei carburanti si sommano a una condizione infrastrutturale già estremamente fragile. In Liguria i tempi di percorrenza si allungano a causa dei cantieri autostradali e delle criticità della rete viaria, con un conseguente aumento dei consumi e dei costi operativi. Questo significa che ogni aumento del carburante pesa ancora di più rispetto ad altre regioni», dichiara CNA Imperia nel comunicato.
Il quadro di mercato: gas, petrolio e noli alle stelle
Il gas naturale sul mercato di Amsterdam ha superato la soglia dei 63 euro al megawattora. Il brent, con il blocco dei Pasdaran iraniani nello stretto di Hormuz, ha raggiunto gli 83 dollari al barile.
«Quello che stiamo registrando oggi è una fortissima volatilità dei prezzi sia del gas che del petrolio — dichiara Manfredi — perché comunque dal Golfo transitava il 30% dei prodotti petroliferi che vengono commercializzati e trasferiti via nave e il 20% del gas.» L’alternativa al transito dello stretto, spiega, è il mercato dei noli: «I prezzi di noleggio delle grandi petroliere ha sfiorato i 400.000 dollari al giorno. Vediamo che oltre a esserci noli marittimi molto pesanti, vi è anche una difficoltà sulle assicurazioni delle merci, per cui le assicurazioni stanno iniziando a cancellare le coperture rischio guerra.»
Il rimborso delle accise: uno strumento con un problema di liquidità
Per le imprese con mezzi superiori ai 75 quintali che rispettano le classi ambientali più recenti, il rimborso delle accise rappresenta uno strumento di sostegno già esistente. Il meccanismo ha però una criticità operativa rilevante: la richiesta è trimestrale, ma l’incasso effettivo arriva solo molti mesi dopo.
Secondo il calcolo di CNA, con un aumento di 20 centesimi al litro un’impresa con un mezzo da 100.000 chilometri annui si trova di fatto ad anticipare allo Stato circa 6.000 euro per veicolo, in attesa di recuperare il credito. Per le imprese con più camion, e in un contesto di tensione finanziaria, questo meccanismo pesa sulla liquidità corrente.
«È una situazione paradossale perché in un momento di forte tensione finanziaria le imprese si trovano costrette a fare da banca allo Stato», dichiara Luciano Vazzano, segretario di CNA Imperia.
Le richieste di CNA Imperia al governo
Di fronte al rincaro gasolio autotrasporto in Liguria, CNA Imperia sostiene e rilancia la posizione di CNA Fita nazionale su due misure specifiche.
La prima è l’introduzione di un credito d’imposta straordinario immediato per tutte le imprese di autotrasporto, indipendentemente dalla classe ambientale o dalla massa dei veicoli, esteso ai costi per gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse, secondo CNA, potrebbero provenire dall’extragettito IVA generato dall’aumento dei carburanti, da redistribuire alle imprese per contenere l’impatto dei rincari.
La seconda è la compensazione automatica immediata al momento della presentazione della richiesta di rimborso delle accise, in sostituzione del meccanismo attuale che impone l’anticipo e il recupero posticipato.
In parallelo, CNA Imperia inquadra il settore in termini di rilevanza sistemica per l’economia locale: «Senza camion non si muovono merci, non funzionano i porti, non si riforniscono negozi e imprese. In una regione complessa come la nostra, dove la logistica è già penalizzata da infrastrutture difficili, scaricare interamente sulle imprese gli effetti della crisi energetica internazionale significa mettere a rischio l’intero sistema economico», dichiara Vazzano per CNA Imperia.
💡 L’Analisi di Nextenne: I conti li fanno le imprese, non lo Stato
L’anticipo è il problema reale. Il rincaro è visibile, ma la criticità strutturale è il rimborso accise: 6.000 euro anticipati per camion, incassati mesi dopo. Con più veicoli, questo meccanismo erode la liquidità corrente prima ancora che il prezzo alla pompa salga ulteriormente. Il credito d’imposta finanziato dall’extragettito IVA sui carburanti è una proposta coerente — lo Stato incassa di più quando i prezzi salgono. Il nodo è la velocità di decisione politica, in un settore che opera su margini stretti e non può attendere. Ogni trimestre di ritardo nell’incasso è liquidità immobilizzata che, in uno scenario di rincari, pesa doppio.
Glossario
AdBlue: Soluzione di urea utilizzata nei motori diesel di ultima generazione per ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Obbligatorio sui mezzi pesanti Euro 6. Il suo costo si aggiunge a quello del gasolio per i trasportatori.
Accise sui carburanti: Imposte indirette applicate dallo Stato sui carburanti al momento dell’immissione in consumo. Per i mezzi pesanti del trasporto merci, una parte delle accise è rimborsabile su richiesta trimestrale, a condizione che il veicolo rispetti determinati requisiti di massa e classe ambientale.
Classe ambientale (Euro): Sistema europeo di classificazione dei veicoli in base alle emissioni inquinanti. Le classi più recenti (Euro 5, Euro 6) hanno diritto al rimborso accise; i veicoli più vecchi ne sono esclusi.
ChEnPe: Raggruppamento di Confindustria che rappresenta le imprese dei settori Prodotti Chimici ed Energetico Petroliferi. Monitora le quotazioni internazionali di petrolio e gas per conto delle imprese del comparto.
Brent: Qualità di greggio di riferimento per i mercati europei, estratto nel Mare del Nord. Il suo prezzo è il principale indicatore internazionale per il costo del petrolio e, di riflesso, dei carburanti derivati.
Mercato TTF di Amsterdam: Principale hub europeo per la quotazione del gas naturale. Le fluttuazioni del prezzo TTF si trasferiscono rapidamente sui costi energetici industriali e sulle tariffe al dettaglio.
CNA Fita: Federazione italiana trasportatori artigiani, parte di CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Rappresenta le imprese artigiane e le piccole imprese del trasporto merci su strada a livello nazionale.
Credito d’imposta: Riduzione dell’imposta dovuta, utilizzabile in compensazione con altri tributi o rimborsabile. Diverso dal rimborso diretto: consente all’impresa di abbattere il debito fiscale corrente senza attendere i tempi dell’erogazione in denaro.
Mini-FAQ
Quanto costa il rincaro del gasolio alle imprese di autotrasporto? Secondo le stime di CNA Fita, l’incremento recente del prezzo del gasolio comporta un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante che percorre circa 100.000 chilometri. In uno scenario di ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro (+25%), legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz, il costo aggiuntivo annuo per singolo camion supererebbe i 13.000 euro.
Perché in Liguria il rincaro pesa di più rispetto ad altre regioni? Secondo CNA Imperia, in Liguria e nella provincia di Imperia i cantieri autostradali permanenti allungano i tempi di percorrenza e aumentano i consumi di carburante per tratta. Di conseguenza, ogni aumento al litro si traduce in un costo operativo più elevato rispetto a regioni con infrastrutture più efficienti. L’associazione definisce questa dinamica un “effetto moltiplicatore” locale.
Cosa chiede CNA Imperia al governo per l’autotrasporto? CNA Imperia sostiene due richieste di CNA Fita nazionale: l’introduzione di un credito d’imposta straordinario immediato per tutte le imprese di autotrasporto, indipendentemente dalla classe ambientale del veicolo, finanziato dall’extragettito IVA sui carburanti; e la compensazione automatica immediata del rimborso accise al momento della presentazione della richiesta, in sostituzione del meccanismo attuale che impone un anticipo di liquidità con incasso posticipato.

