Il Festival di Sanremo è sostenibile? Legambiente dice no

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Gli eventi sostenibili sono un mercato in espansione globale, ma il Festival di Sanremo — l’evento culturale più seguito d’Italia, ospitato ogni anno a Sanremo nella provincia di Imperia — non ha ancora adottato standard ambientali strutturati. A dirlo è Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore di Festambiente, intervenuto oggi a Casa Sanremo durante la settimana del Festival.

In breve:

  • Il settore degli eventi vale 1.135,4 miliardi di dollari nel 2019 e raggiungerà 1.552,9 miliardi nel 2028 (fonte: Research and Markets)
  • In Italia la SIAE ha rilevato oltre 3 milioni di eventi nel 2022, con una spesa complessiva di 3 miliardi di euro
  • Lo standard internazionale UNI EN ISO 20121 definisce le linee guida per la sostenibilità degli eventi dal 2012
  • L’osservatorio di Legambiente ha censito 150 eventi con pratiche di sostenibilità in Italia e formato oltre 1.000 organizzatori
  • Per Gentili, il Festival di Sanremo «non ha caratteristiche specifiche legate alla sostenibilità»

Il mercato degli eventi sostenibili: dimensioni e trend globali

Il settore degli eventi è in espansione. Secondo Research and Markets, le dimensioni del mercato globale dovrebbero crescere da 1.135,4 miliardi di dollari rilevati nel 2019 a 1.552,9 miliardi nel 2028. In Italia, secondo i dati della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), il 2022 ha registrato oltre 3 milioni di eventi con una spesa complessiva di 3 miliardi di euro, in crescita del 183% rispetto all’anno precedente.

In questo quadro, la sostenibilità ambientale non è più un tema secondario. La domanda di eventi a basso impatto cresce su più fronti. Da un lato, le normative europee sulla decarbonizzazione diventano sempre più stringenti. Dall’altro, i dati sui consumatori indicano un orientamento consolidato: secondo Nielsen, il 66% degli acquirenti è disposto a pagare di più per prodotti di aziende impegnate in pratiche sostenibili. Uno studio del MIT Sloan Management Review ha rilevato che le aziende con sostenibilità integrata nella strategia ottengono un aumento del 37% nella reputazione e del 18% nel valore di mercato. Secondo Accenture, le aziende con pratiche sostenibili registrano inoltre un aumento del 13% nella redditività e del 20% nella produttività.

Il problema del lato ambientale è concreto. Un’indagine della BBC sull’impatto dei festival musicali ha stimato che nel solo Regno Unito questi producono ogni anno circa 23.500 tonnellate di rifiuti — il peso equivalente di 78 aerei Boeing 747 a pieno carico.


Lo standard UNI EN ISO 20121: la certificazione internazionale per gli eventi

Il riferimento tecnico per misurare la sostenibilità di un evento è lo standard internazionale UNI EN ISO 20121, introdotto per la prima volta durante le Olimpiadi di Londra 2012. La norma stabilisce linee guida per garantire la sostenibilità degli eventi su tre dimensioni: ambientale, sociale ed economica. In particolare, definisce principi etici come trasparenza e inclusività, prevede la valutazione degli impatti lungo tutta la filiera dell’evento e fissa obiettivi specifici con piani di azione misurabili.

Lo standard non è obbligatorio in Italia, ma è adottato da un numero crescente di organizzatori. Parallelamente, cresce l’ecosistema di fornitori specializzati: secondo l’osservatorio di Legambiente, in Italia operano oltre 100 aziende che offrono servizi e prodotti per eventi a emissioni ridotte, dalla gestione dei rifiuti alla logistica sostenibile, dall’energia rinnovabile al catering biologico.

Cosa rende sostenibile un evento in pratica

Un evento verde non si misura dalla sola riduzione della plastica. Gli elementi che incidono maggiormente sull’impatto ambientale sono la scelta della location — spazi certificati per efficienza energetica con accessibilità tramite mezzi pubblici — il catering a chilometro zero con packaging compostabile, gli allestimenti con materiali riciclabili e scenografie modulari, e la digitalizzazione dei processi amministrativi per ridurre la stampa cartacea.

L’intervista ad Angelo Gentili sulla sostenibilità degli eventi come il Festival di Sanremo


Il Festival di Sanremo è sostenibile? La risposta di Legambiente

Il Festival di Sanremo 2026, in corso dal 23 al 28 febbraio, genera secondo l’analisi Ernst & Young un impatto economico complessivo stimato in 252 milioni di euro su Sanremo e la Liguria. Sul piano ambientale, tuttavia, la valutazione di Legambiente è netta. Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore di Festambiente — ecofestival attivo da oltre trent’anni nel Parco Naturale della Maremma — è intervenuto il 25 febbraio 2026 a Casa Sanremo per portare il tema della sostenibilità degli eventi nel cuore della settimana festivaliera.

Q&A — Angelo Gentili, Legambiente

Il Festival di Sanremo è un evento sostenibile?

«Il Festival di Sanremo non ha caratteristiche specifiche legate alla sostenibilità. Non è questa la dimensione centrale. Siamo qui apposta. Perché come lo stanno facendo altri grandi eventi, come Umbria Jazz, il Rossini Opera Festival, il Puccini e parecchi Festival cinematografici, si stanno avvicinando alla tematica ambientale. Noi pensiamo che sia importante, significativo e doveroso che anche un Festival di grandi proporzioni come quello di Sanremo faccia scelte più radicali dal punto di vista ambientale, aumentando i parametri di sostenibilità e dimostrando che cultura e spettacolo possono essere collegati con l’ecologia».

Cosa porta Festambiente a Sanremo?

«Portiamo a Sanremo un percorso di sostenibilità ambientale che abbiamo fatto nel corso di questi anni con Festambiente. Abbiamo rispettato pedissequamente i parametri ambientali: riduzione delle emissioni, raccolta differenziata, abolizione della plastica, sensibilità verso i prodotti bio e di filiera corta. C’è bisogno di dare un segnale in cui musica, teatro, cinema ed educazione ambientale per bambini vadano insieme. Sanremo è il cuore della musica e degli eventi, per questo rimarchiamo il messaggio che c’è bisogno che gli eventi oggi abbassino l’impatto ambientale e la cultura sia sempre più un percorso».

Il mercato della sostenibilità negli eventi è davvero in crescita?

«Con il nostro osservatorio abbiamo censito 150 eventi che hanno pratiche di sostenibilità in Italia, con più di 100 fornitori che offrono servizi e prodotti e fanno sì che il Festival diventi ad emissioni zero e riduca gli impatti ambientali. Abbiamo anche formato oltre 1.000 organizzatori di eventi e associazioni culturali sulla sostenibilità. C’è un mercato ampio e soprattutto c’è una forte risposta da parte del pubblico. Un festival sostenibile fa bene all’ambiente, riduce gli impatti e nello stesso tempo crea nei territori economie diverse che possono sostenere il Festival. Non è solo un esempio, ma può diventare in termini di raccolta fondi un percorso da usare con grande attenzione».

Chi sono le aziende che sostengono questo mercato?

«Noi a Festambiente stiamo in piedi grazie alle aziende che seguono questo tipo di percorso sulla sostenibilità. Penso alle aziende legate alle energie rinnovabili, penso all’economia circolare che è diventato uno degli asset principali, penso alla raccolta differenziata dei rifiuti, le aziende di prodotti bio, tracciati, DOP, che dei territori raccontano saperi e sapori. C’è una grossa crescita di aziende e anche all’interno delle aziende stesse il bilancio dedicato alla sostenibilità è oggi una priorità. Lo riscontriamo da parte di un pubblico cosciente che traduce i modelli che proponiamo in comportamenti personali».

Un consiglio concreto per il Festival di Sanremo?

«Aumentare sensibilmente la raccolta differenziata dei rifiuti, pensare alla mobilità privilegiando quella pedonale e ciclabile, dare un segnale sull’abbattimento delle emissioni climalteranti, pensare nei catering e nella somministrazione di pasti e bevande a fornire cibi biologici e di filiera corta. Pochi e piccoli accorgimenti per dare un segnale importante e significativo».

💡 L’Analisi di Nextenne: Sanremo vale 252 milioni. Quanto pesa sull’ambiente?

Il dato mancante – L’analisi Ernst & Young stima 252 milioni di impatto economico del Festival su Sanremo e la Liguria. Non esiste una stima equivalente sull’impatto ambientale. Nessun dato pubblico su rifiuti prodotti, emissioni generate, consumi energetici dell’evento. Il confronto è impossibile perché una delle due colonne non c’è.

Il paradosso del territorio – La Liguria è una regione che punta su turismo, qualità ambientale e filiera agroalimentare come asset competitivi. Ospitare ogni anno l’evento culturale più seguito d’Italia senza uno standard ambientale verificabile è una contraddizione che nessun ente locale ha ancora affrontato pubblicamente.

Glossario

UNI EN ISO 20121: Standard internazionale per la sostenibilità degli eventi, introdotto alle Olimpiadi di Londra 2012. Valuta impatti ambientali, sociali ed economici e fissa obiettivi misurabili lungo tutta la filiera dell’evento.

Green event planning: Approccio alla progettazione di eventi che integra criteri di sostenibilità ambientale in ogni fase: scelta della location, logistica, catering, allestimenti e comunicazione.

Rigenerazione culturale a emissioni zero: Concetto che supera la sola compensazione della CO₂ e invita a ripensare l’intera filiera degli eventi per ridurre strutturalmente le emissioni, senza compensarle a posteriori.

ESG (Environmental, Social, Governance): Framework di valutazione della sostenibilità aziendale su tre dimensioni: ambientale, sociale e di governance. Sempre più rilevante per investitori e sponsor nella scelta degli eventi da sostenere.

Impronta carbonica: Quantità totale di gas a effetto serra emessa direttamente o indirettamente da un’attività, un prodotto o un evento, misurata in tonnellate equivalenti di CO₂.


Mini-FAQ

Il Festival di Sanremo ha una certificazione di sostenibilità ambientale? No. Secondo Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore di Festambiente, il Festival di Sanremo non ha caratteristiche specifiche legate alla sostenibilità e non adotta lo standard internazionale UNI EN ISO 20121, che definisce le linee guida per la sostenibilità degli eventi.

Quali grandi eventi italiani si stanno avvicinando alla sostenibilità ambientale? Secondo Angelo Gentili di Legambiente, tra i grandi eventi italiani che si stanno avvicinando alla tematica ambientale figurano Umbria Jazz, il Rossini Opera Festival, il Festival Puccini e diversi festival cinematografici. L’osservatorio di Legambiente ha censito 150 eventi con pratiche di sostenibilità in Italia.

Cos’è Festambiente e dove si svolge nel 2026? Festambiente è la manifestazione nazionale di Legambiente dedicata alla sostenibilità ambientale applicata alla cultura, attiva da oltre trent’anni. L’edizione 2026 è in programma dal 5 al 9 agosto 2026 nel Parco Naturale della Maremma, in Toscana.


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